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Etiopia, il premier ha autorizzato l'assalto alla capitale del Tigré - Credit: Britta Pedersen / IPA / Fotogramma
AFRICA 26 novembre 2020

Etiopia, il premier ha autorizzato l'assalto alla capitale del Tigré

di Michela Cannovale

La risposta dei ribelli: "Siamo pronti a morire in difesa dei nostri diritti"

Il primo ministro dell’Etiopia Abiy Ahmed ha annunciato di aver dato il via alla "fase finale" dell'operazione militare contro i ribelli della regione del Tigré, con cui da settimane è in atto una guerra civile.

 

“L’esercito (che si recherà nella capitale regionale Mekelle, ndr) cercherà di non ferire i civili” ha detto Abiy, invitando i residenti a rimanere in casa e a non avvicinarsi ai bersagli militari.

I siti religiosi e storici, le istituzioni e le aree residenziali non saranno presi di mira, ha aggiunto.

 

La risposta del TPLF

L’avvertimento del premier, arrivato al termine di un ultimatum di 72 ore, non è tuttavia bastato ai militanti del TPLF (Fronte di Liberazione del Tigré), che hanno fatto sapere che continueranno a combattere. "Siamo pronti a morire in difesa del nostro diritto di amministrare la nostra regione", ha dichiarato il leader del partito, Debretsion Gebremichael.

 

Reuters, citando una fonte diplomatica, sostiene che il TPLF abbia già "dispiegato molti combattenti a Mekelle" che "stanno scavando trincee, e tutti hanno un fucile AK-47".

 

L'Onu ha parlato di “possibili crimini di guerra” qualora l'esercito etiope attaccasse Mekelle.

 

I rappresentanti dell'Unione Africana, intanto, sono arrivati nella capitale etiope Addis Abeba per trovare un’intesa, ma il governo centrale ha finora respinto tutti i tentativi di mediazione, dicendo che “il conflitto è una questione interna”.

 

Ma secondo quanto riferisce la BBC, a causa di questo conflitto centinaia di persone sono già state uccise e migliaia sono state costrette a lasciare le loro case. I dettagli dei combattimenti, inoltre, sono difficili da verificare da quando sono stati tagliati i canali di comunicazione digitale e telefonica con la regione del Tigré.

 

Per cosa si combatte?

Il conflitto, come avevamo spiegato qui, affonda le sue radici nelle tensioni di lunga data tra il governo centrale etiope e il TPLF:

 

- Il TPLF è stata la forza politica dominante in tutto il Paese fino a quando Abiy è salito al potere nel 2018, introducendo una serie di riforme di vasta portata.

 

- Quando Abiy ha rinviato le elezioni nazionali a causa del coronavirus, lo scorso giugno, le tensioni sono aumentate: per il TPLF il mandato del governo centrale è ormai scaduto.

 

- A settembre 2020, il partito ha tenuto le proprie elezioni, che Addis Abeba ha definito "illegali".

 

- Poi, il 4 novembre, il primo ministro ha dichiarato guerra al TPLF, accusando le sue forze di aver attaccato il quartier generale del comando settentrionale dell'esercito a Mekelle.

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