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La multa da 5 miliardi a Facebook per il caso Cambridge Analytica
SOCIAL 13 luglio 2019

La multa da 5 miliardi a Facebook per il caso Cambridge Analytica

di Federico Bandirali

'Evidente violazione della privacy'. Sanzione da record

 

Tempi duri per Mark Zuckerberg: tra i tanti problemi delle sue piattaforme (Facebook, Instragram e WhatsApp), privacy in primis, per il fondatore del social blu non è un bel periodo, da anni.

La notizia, però, è davvero clamorosa: il Wall Street Journal riferisce con certezza che la Federal Trade Commission (FTC) si è parzialmente accordata rispetto al caso Cambridge Analytica, comminando una sanzione da 5 miliardi di dollari a Facebook.

Le indagini e l'accordo

Il procedimento è iniziato nel 2018, quando emerse che Cambridge Analytica aveva “ricevuto” da Menlo Park dati sensibili di circa 87 milioni di utenti, utilizzati per scopi di propaganda e marketing politico. La FTC, composta da 3 repubblicani e 2 democratici, ha deciso di “patteggiare” con il voto favorevole dei repubblicani.

 

La valutazione finale spetta ora alla divisione civile del Dipartimento di Giustizia, che solitamente approva le scelte dell’authority. In questo caso, però, le implicazioni politiche potrebbero portare ad annullare il patteggiamento, con tempistiche molto dilatate per arrivare alle conclusioni. Anche perché l’accordo contiene altri provvedimenti, ignoti, sulla privacy.

Multa record

5 miliardi di sanzione sono un record per i colossi della tecnologia e rendono irrisorio il precedente di Google, multata per 22,5 milioni di dollari nel 2012. In realtà la FTC non può comminare sanzioni simili alla prima violazione, ma in questo caso ha potuto aumentare a tale cifra l’importo perché Facebook ha ignorato reiteratamente le norme sulla privacy concordate nel 2012 con l’authority, cedendo dati sensibili a inserzionisti pubblicitari e “terze parti”. Menlo Park lo scorso 24 aprile aveva accantonato 3 miliardi in vista della sanzione: non abbastanza, ma di certo un danno contenibile visto l'utile del solo 2018 pari a 56 miliardi.

La questione politica

I dati ottenuti da Cambridge Analytica erano serviti per rendere più efficace la campagna presidenziale di Donald Trump nel 2016. Per questo l’accordo è criticato aspramente dai democratici, che avrebbero voluto una sanzione più salata. FTC e Facebook non commentano, mentre il consueto tweet "analitico" del Tycoon si fa stranamente attendere.

 

La convinzione è che i repubblicani abbiano fatto uno sconto a Menlo Park. Matt Stoller dell’Open Market Institute - specializzato in privacy e monopolio - intervistato dal Guardian ha affermato: “Non è una multa ma un favore, una sanzione amministrativa con Facebook che violerà ancora la privacy degli utenti”. Opinione condivisa da analisti ed esperti del settore.

Altri guai in arrivo?

Washington ha messo nel mirino tutti i giganti del Web, e giovedì 11 luglio alla Casa Bianca si è tenuto un “summit sui social”, nel quale Trump ha più volte affondato colpi pesanti ai loro danni perché “ingiusti nei confronti dei conservatori repubblicani”. Menlo Park inoltre si sta preparando per una verifica sulla violazione delle norme antitrust, in seguito ad un’indagine avviata dal Dipartimento di Giustizia su Google e Apple, con i dossier Facebook e Amazon “passati” alla FTC.

 

Piove quindi sul bagnato per Zuckerberg, col Congresso che la prossima settimana approfondirà anche su Libra, la nuova criptovaluta di Menlo Park accolta con scetticismo dalle autorità. Guai a non finire con validi motivi? Meglio tardi che mai.

 

©:Jack Chan/IPA/Fotogramma

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