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Fauci: ecco perché il Covid finora ci ha solo preso in giro

Anthony Fauci- Credit: CHINE NOUVELLE / SIPA / IPA / Fotogramma

CORONAVIRUS10 agosto 2022

Fauci: ecco perché il Covid finora ci ha solo preso in giro

di Michela Cannovale

E perché, secondo l'immunologo americano, non bisogna pensare che la pandemia sia finita

Intervistato dal Corriere della Sera, l'immunologo americano e numero 1 della task force della Casa Bianca Anthony Fauci, ha affermato che il coronavirus 'ci ha preso in giro per due anni e mezzo: ogni volta che abbiamo pensato che fosse finita, è arrivata un'altra ondata' e che per questo motivo è ancora 'prematuro pensare che la pandemia sia finita'. Un errore anche credere che il virus in questi anni sia diventato più buono: 'Non siamo in grado di prevedere che cosa accadrà il prossimo autunno e il prossimo inverno'.

 

Ecco perché, ha ammonito, bisogna continuare a mantenere alta l'attenzione anche nel 2023: 'C'è una grande differenza tra ciò che le persone negli Stati Uniti e in Europa percepiscono o desiderano e quella che è la realtà. Negli Usa siamo nel mezzo di una semi ondata della variante Omicron Ba5. E anche se sembra che abbiamo raggiunto il plateau, registriamo più di 100 mila casi al giorno. Con circa 3-400 morti. È un livello inaccettabile. I miei colleghi nell'Europa occidentale, in Italia, in Gran Bretagna, mi dicono che i casi sono stazionari. L'epidemia, invece, continua a espandersi nell'Europa dell’Est'.

 

Cosa ha detto Fauci sul vaiolo delle scimmie

Nel corso dell'intervista con il Corriere, Fauci è intervenuto anche sul vaiolo delle scimmie, a proposito del quale ha detto che è immaginabile un paragone con la pandemia di Aids.

 

Ma tra Aids e vaiolo delle scimmie c'è una differenza importante: 'A quel tempo - ha sottolineato - non conoscevamo l'origine del virus; riuscimmo a identificarlo solo nel 1983-84. Non avevamo test per la diagnosi. Non avevamo alcuna terapia e ancora oggi non abbiamo un vaccino. Adesso le cose stanno andando in modo molto diverso con il vaiolo delle scimmie. Conosciamo questo virus dal 1970. Abbiamo dei buoni strumenti per la diagnosi. E soprattutto abbiamo i vaccini. Quindi non siamo di fronte a una sfida per la ricerca scientifica. La sfida, invece, è di potenziare la nostra reazione e consegnare i vaccini o le cure alle persone che ne hanno bisogno'.