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Aleksej Navalny Aleksej Navalny - Credit: Peter Kassin / IPA / Fotogramma
l'oppositore di putin ancora in coma 3 settembre 2020

La Germania conferma: "Navalny è stato avvelenato con il Novichok"

di Michela Cannovale

Berlino: "Prove inequivocabili". E ora è crisi con Mosca

Secondo i medici tedeschi che hanno preso in cura l’attivista russo Aleksej Navalny lo scorso 22 agosto, ci sono “prove inequivocabili” che l’uomo sia stato “avvelenato con un agente nervino del tipo Novichok”.

Il Novichok è un gruppo di argenti nervini letali sviluppato nell’Unione Sovietica degli anni Settanta e Ottanta. È lo stesso veleno che nel 2018 fu usato sull’ex agente segreto russo Sergej Skripal dopo che aveva ottenuto asilo politico nel Regno Unito.

 

Steffen Seibert, portavoce della cancelliera Angela Merkel, ha quindi chiesto al Cremlino di “fare chiarezza con urgenza”, sottolineando che “il governo federale informerà i suoi partner Ue e Nato dei risultati dell'inchiesta. Discuteremo una risposta congiunta appropriata alla luce della risposta russa”.

 

- LEGGI ANCHE: Chi è Aleksej Navalny, l'attivista russo avvelenato

 

La condanna degli altri Paesi

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha invece chiesto a Mosca di aprire un'inchiesta “piena e trasparente”, mentre il ministero degli Esteri italiano si è riferito al caso Navalny parlando di “inquietudine e indignazione”.

 

Dal canto suo, Mosca ha dichiarato di non “essere stata messa a conoscenza” delle conclusioni delle autorità tedesche, ossia che si tratta di veleno.

 

Galeotti: di certo i mandanti sono “ricchi e potenti”

Questo, però, secondo l'esperto di sicurezza e intelligence russa Mark Galeotti, ascoltato da Repubblica, “non è necessariamente una prova che il Cremlino sia dietro l'attacco. Sfortunatamente, per le persone la cui ricchezza e il cui potere è inversamente proporzionato ai loro scrupoli, quasi tutto è accessibile. Ma di certo esclude chiunque altro se non i più ricchi e potenti: né un agente locale dell'Fsb (ex Kgb, ndr) o un sindaco avrebbero avuto a tale agente nervino”.

 

Cosa succede adesso? La crisi con Berlino

L’avvelenamento di Skripal nel 2018 aveva portato all’espulsione di vari diplomatici russi da Stati Uniti ed Europa, che avevano inoltre boicottato i Mondiali di calcio di Mosca 2012.

 

Il caso Navalny rischia ora di incrinare ulteriormente (e forse definitivamente) i rapporti della Russia con l’Unione europea. Tanto che una crisi diplomatica tra Berlino e Mosca sembra essere già in atto.

 

Angela Merkel ha dichiarato in conferenza stampa che Navalny “è vittima di un crimine che condanno nel modo più severo: hanno voluto metterlo a tacere”, lasciando intendere che quello che pensa è che il mandante non possa essere altro che il Cremlino.

 

“Ci aspettiamo - ha detto - che il governo russo si esprima in merito”. “Lo deve fare”, ha precisato, perché “è il mondo ad attendersi una risposta”.

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