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Trattative fra ufficiali ucraini e russi: cosa sappiamo

Una ragazza a Zaporizhzhia, Ucraina, maggio 2022- Credit: Splash News/Ipa/Fotogramma

l'aggressione di mosca14 maggio 2022

Trattative fra ufficiali ucraini e russi: cosa sappiamo

di Carlo Savelli

Da giorni gli inviati nello scenario della guerra scrivono di accordi informali per evitare ulteriori escalation e incidenti più gravi

Si è probabilmente aperto un canale di comunicazioni tra alti ufficiali russi e ucraini che potrebbe giocare un ruolo importante nello scongiurare l’allargamento del conflitto e forse anche nel frenarne la recrudescenza.
La notizia ufficiosa viene riferita da alcuni giorni da diversi media, circola fra gli inviati in Ucraina e ne ha scritto Claudio Tito in un articolo del 13 maggio sulla Repubblica.

Ufficiali russi e ucraini recentemente hanno creato una linea di comunicazione intermittente. Questo perché sono rimasti dei contatti che risalgono all'accademia. La scuola militare è parte importante nella vita di un militare di carriera e prima del 1991 le accademie per ucraini e russi erano le stesse.

Pur non essendo un canale di comunicazione formale, può aiutare a sciogliere alcune situazioni.

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Una prova importante può essere il tentativo di sbloccare una enorme quantità di grano bloccati nel porto di Odessa. Creare le condizioni perché le derrate lascino il porto o la stazione ferroviaria è infatti impossibile senza la comunicazione tra i comandi delle due parti.

Tra l’altro, ricorda Tito, riuscire a sbloccare il grano di Odessa è diventata un'esigenza per evitare una crisi alimentare globale, come ha sottolineato anche la Ue creando un programma straordinario per trasportare 20 milioni di tonnellate di cereali dall’Ucraina.

Questa linea di comunicazione assume più valore soprattutto considerando che la guerra è ora, secondo gli esperti, in fase di stallo; situazione che pone due problemi: uno che riguarda i tempi del conflitto, destinati ad essere lunghi; il secondo riguarda la popolazione, la cui incolumità, in un quadro di messa in sicurezza del campo di battaglia, passa in secondo piano.

Si pone inoltre un terzo gravoso problema: il rischio di incidenti, cioè di atti di guerra che vanno oltre le intenzioni di chi li pratica.
Più ci si avvicina ai confini occidentali più il rischio di un evento involontario, che però rischierebbe di allargare il conflitto, aumenta sensibilmente.

La linea di contatto tra alti ufficiali diventa quindi una valvola d’emergenza per evitare l’allargamento del conflitto su scala globale e la guerra nucleare minacciata dal Cremlino.