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Lugansk, la vittoria che i russi hanno pagato carissimo

Un mezzo militare russo distrutto, aprile 2022- Credit: Carlo Cozzoli, Fotogramma

la guerra di putin05 luglio 2022

Lugansk, la vittoria che i russi hanno pagato carissimo

di Carlo Savelli

Moltissimi morti e feriti e mezzi militari persi. Per conquistare un territorio che già controllavano per il 95%

Dopo la vittoria dei russi nel Lugansk, un’analisi attenta dell’avanzata di Putin nel Donbass può essere utile per ridimensionare e valutare l'esatta portata del 'trionfo' di Mosca, subito usato dalla propaganda del Cremlino.

Ci ricorda Daniele Raineri su Repubblica che l'operazione specifica per la conquista del Donbass è iniziata il 18 aprile. Vale a dire, quasi due mesi dopo l'avvio dell'aggressione di Mosca all'Ucraina del 24 febbraio.

Ambizioni russe ridimensionate - A quel punto i comandi russi, dopo lo stallo militare e le pesantissime perdite di mezzi e uomini, causati dal fallito tentativo di prendere Kiev, decisero di ridimensionare le ambizioni 'dell'operazione speciale' e di concentrarsi sul Donbass, il territorio che dal 2014 i russi avevano messo a ferro e fuoco organizzando la guerriglia e poi sostenendo alcune amministrazioni filorusse. Poi arrivò il 'riconoscimento' formale da parte di Putin delle due autoproclamate 'Repubbliche separatiste' di Donetsk e del Lugansk. Riconoscimento avvenuto poche ore prima dell'attacco all'Ucraina di febbraio.

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Lugansk - In quel momento, e questo è il passaggio importante che ci ricorda Raineri, la Russia aveva già in mano il 95 per cento della regione di Lugansk la cui conquista totale è stata proclamata ieri.
In più di due mesi, i russi hanno quindi preso il 5 per cento restante, a fronte di perdite umane e di mezzi numerosissime.

Nello stesso tempo gli ucraini si sono ripresi il doppio del territorio attorno a Karkhiv e a sud, vicino a Kherson.

Truppe e mezzi preponderanti - Nella seconda fase del conflitto, seguita al fallito assedio a Kiev, quando i russi decisero di concentrarsi sul Donbass, raccolsero un numero di truppe sei volte maggiore di quello ucraino e pezzi di artiglieria dieci volte maggiore.
Nel progetto di Mosca, l’obiettivo era di chiudere in una tenaglia i reparti ucraini, partendo da Izium, a nord, e da Mariupol, da sud. 

Alla fine la manovra a tenaglia si è ridotta a un accerchiamento intorno alle sole città di Lysychansk e Severodonetsk; e anche questo accerchiamento non ha del tutto portato i suoi frutti, dato che i reparti ucraini stanziati in queste città si sono ritirati di nascosto e in ordine, senza perdite eccessive.