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Hong Kong: chi è Joshua Wong

PERSONAGGIO DEL GIORNO17 giugno 2019

Hong Kong: chi è Joshua Wong

di Federico Bandirali

Il leader del "movimento degli ombrelli" torna a protestare contro Governo e Pechino

Nella mattinata del 17 giugno è stato scarcerato Joshua Wong, studente e leader del “movimento degli ombrelli” che nel 2014 mando in tilt il centro di Hong Kong con una protesta a favore della democrazia durata 79 giorni. La più grande prima di quelle contro la legge sull’estradizione verso la Cina, che hanno portato la governatrice Carrie Lam a riporla nel cassetto e rinviarne l’approvazione a data da destinarsi.

Chi è Joshua Wong

Joshua Wong è stato il leader e il volto delle proteste pro-democratiche di Occupy Central del giugno 2014, quando gli attivisti di Scholarism avviarono un progetto politico “democratico” per riformare il sistema elettorale del Paese. Wong guidò gli studenti che presero parte alla protesta, partecipando attivamente alla "rivoluzione degli ombrelli".

 

Il 27 settembre 2014 venne arrestato dopo una veemente protesta, con centinaia di studenti che occuparono la piazza di fronte alla sede del Governo per manifestare contro la decisione di Pechino di ostacolare la riforma elettorale. Rilasciato poche ore dopo, venne accusato nel novembre dello stesso anno di “ostacolo alle attività di sgombero” dei manifestanti.

 

Liberato su cauzione, tra le condizioni presenti nel patteggiamento figurava anche il “ban” da Mong Kok, uno dei siti occupati dai manifestanti. Dopo altri “problemi con la legge” a causa del suo ruolo, centrale, nelle proteste contro Pechino, nell’agosto 2015 fu accusato di aver organizzato un'assemblea illegale insieme a Alex Chow, ex leader della Federazione degli studenti di Hong Kong.

La fama interazionale

Conosciuto a livello internazionale per il suo ruolo nella protesta, Wong è stato incluso dalla rivista TIME tra gli “Influential Teens” del 2014. Riconosciuto dalla rivista Fortune come uno dei più grandi leader al mondo nel 2015, il suo nome è stato anche valutato per l’assegnazione del Premio Nobel per la pace nel 2017.

La condanna al carcere

Wong, 22 anni era in prigione da maggio, dopo essere stato condannato a 2 mesi di reclusione per la protesta del 2014. La liberazione, dunque, è arrivata con un mese d’anticipo rispetto al previsto, grazie ai benefici previsti dalla “buona condotta”. Non è chiaro se dietro alla sua liberazione ci sia un legame con le proteste che hanno interessato Hong Kong nell’ultimo periodo, con 2 milioni di persone in piazza anche dopo l’annuncio della Lam di rinviare l'approvazione della legge sull’estradizione.

“Carrie Lam deve dimettersi”

Appena liberato, Wong ha palesato la propria intenzione di unirsi ai manifestanti “molto presto, a prescindere dalle conseguenze”. Parole proferite mentre usciva dal penitenziario di Lai Chi Kok con in mano i propri effetti personali. “Stiamo dicendo al mondo intero che la gente di Hong Kong non chinerà il capo di fronte al potere”, ha aggiunto Wong, chiedendo subito le dimissioni di Carrie Lam perché “non più qualificata per essere la leader di Hong Kong”

Il tweet post-scarcerazione

Wong ha rincarato la dose con un tweet, auspicandosi “che i governi di tutto il mondo possano sostenere gli attivisti di Hong Kong che affrontano accuse penali e che si ritiri la legge sull’estradizione. Carrie Lam si deve dimettere e tutte le accuse penali di origine politica devono cadere immediatamente”.

 

©: Frank Li/EYEPRESS/SIPA / IPA / Fotogramma (in foto Joshua Wong durante le proteste del 2014)