TimGate
header.weather.state

Oggi 07 ottobre 2022 - Aggiornato alle 17:36

 /    /    /  Chi è Masha Amini e perché la sua morte ha provocato proteste in Iran
Chi è Masha Amini e perché la sua morte infiamma l'Iran

Disordini a Teheran per le proteste dopo la morte di Masha Amini, arrestata dalla polizia della morale per come indossava il hijab.- Credit: SalamPix/ABACA / ipa-agency.net / Fotogramma

diritti umani22 settembre 2022

Chi è Masha Amini e perché la sua morte infiamma l'Iran

di Carlo Savelli

Curda di 22 anni è stata picchiata dalla 'polizia della morale' perché portava il velo in modo 'inappropriato'

La morte di Masha Amini, la ragazza curdo-iraniana di 22 anni deceduta dopo l'arresto da parte della 'polizia della morale' sta suscitando proteste in varie parti dell'Iran.
I disordini probabilmente hanno sorpreso persino le occhiute autorità di repressione del paese.
Leggi anche:
Iran, una donna brucia il velo nel falò dopo la morte di Mahsa
Iran, idranti contro le donne che protestano per Mahsa Amini

Amini - il cui nome di battesimo in curdo è Jhina - è morta in ospedale il 16 settembre, tre giorni dopo essere stata fermata dallo speciale reparto di polizia che vigila sul rispetto sui costumi privati dei cittadini.
Secondo varie fonti, Amini è stata picchiata duramente. Perché? Perché indossava il hijab, il copricapo di stoffa islamico, in modo giudicato "inappropriato".


Il Guardian giovedì riferisce di disordini in almeno 15 città, con sedi della polizia e auto bruciate. La protesta è diventata virale anche in rete. Le autorità hanno per questo bloccato l'accesso a internet in alcuni quartieri di Teheran e nel Kurdistan iraniano.

Alcune agenzie giovedì parlano di almeno 11 morti nella repressione della polizia.
Amnesty International ha diffuso il 22 settembre un comunicato nel quale dice:

'Nel corso delle proteste del 19 e 20 settembre nelle province del Kurdistan, di Kermanshah e dell'Azerbaigian occidentale, Amnesty International ha verificato l'uccisione di sei uomini, di una donna e di un minorenne. Almeno quattro delle vittime sono state uccise da pallini di metallo esplosi da distanza ravvicinata e diretti alla testa o al petto.
'Almeno altre due persone hanno perso la vista da uno o da entrambi gli occhi. Centinaia di manifestanti, minorenni compresi, hanno subito dolorose ferite equivalenti a maltrattamenti o tortura a causa dell'uso illegale dei pallini da caccia o di altre munizioni.
'Le autorità hanno confermato le morti di tre persone nella provincia del Kurdistan e quelle di altre due persone in quella di Kermanshah ma, coerentemente con la loro politica di negazione e insabbiamento, le hanno attribuite ai 'nemici della Repubblica islamica'.
'Esaminando i filmati disponibili e ascoltando le testimonianze oculari, Amnesty International è giunta alla conclusione che le proteste nelle tre province sono state prevalentemente pacifiche. Talvolta alcuni manifestanti hanno lanciato pietre contro le forze di sicurezza e danneggiato loro veicoli. Ma questo non giustifica in alcun modo l'uso di pallini di metallo, che sono vietati in ogni circostanza.
'Le forze di sicurezza hanno eseguito violenti arresti, anche di minorenni, durante le proteste del 19 settembre e nelle successive irruzioni notturne nelle abitazioni. Un testimone oculare ha riferito di aver visto decine di manifestanti arrestati nella città di Kamiyan, pieni di sangue e con fratture al capo, al naso o alle braccia.
'Amnesty International proseguirà le sue ricerche, indagando sulla repressione delle proteste in altre zone dell'Iran, tra cui le città di Hamedan, Rasht, Shiraz, Tabriz e Teheran.