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Il ritorno del lockdown totale in Israele Benjamin Nethanyahu mentre annuncia il nuovo lockdown - Credit: Chine Nouvelle / Sipa / Ipa / Fotogramma
covid-19 14 settembre 2020

Il ritorno del lockdown totale in Israele

di Gianluca Cedolin

Per tre settimane, a partire dal capodanno ebraico

Il governo israeliano ha deciso di imporre nuove restrizioni molto simili a quelle dello scorso marzo, a partire dalle ore 14 del 18 settembre, giorno del capodanno ebraico, fino all'11 ottobre.

Si tratta di uno dei primi paesi al mondo che torna al lockdown totale: una decisione drastica e molto discussa, sia tra gli scienziati sia tra i politici (al termine della riunione, il ministro dell'Edilizia Litzman, alla Salute nella prima fase della pandemia, ha rassegnato le dimissioni).

 

L'andamento dei casi

Le ragioni che hanno spinto l'esecutivo di Nethanyau alla chiusura sono dovute all'aumento dei contagi da Covid-19, i quali la scorsa settimana hanno superato i 4mila giornalieri (su 9 milioni di israeliani), portando Israele al primo posto per nuovi casi per milioni di abitanti. E nonostante i decessi restino relativamente molto pochi (1.108, un dato molto basso), e lo stato sia terzo per tamponi fatti in percentuale (oltre 30mila al giorno), preoccupa il fatto che il tasso di positivi in percentuale ai test abbia raggiunto in alcuni casi anche il 9%, una percentuale questa altissima. Come scrive La Repubblica, secondo alcuni direttori di ospedale, se non si chiudesse ora, le terapie intensive sarebbero sature in un mese; per altri medici, invece, la crescita dei pazienti intubati (139 oggi contro i 95 di agosto) non giustifica una nuova chiusura totale.

 

Le restrizioni

Le nuove misure arrivano per arginare una possibile ondata dovuta alle feste ebraiche, periodo in cui durante le funzioni religiose e le celebrazioni ci sono solitamente molti assembramenti di persone. I partiti religiosi, molto influenti in Israele e dei quali fa parte il dimissionario Litzman, si sono opposti al lockdown proprio per evitare che le persone non potessero pregare e riunirsi, ma alla fine il governo ha deciso per la chiusura. Le regole prevedono il divieto di spostarsi oltre i 500 metri dalla propria abitazione, la limitazione degli assembramenti a dieci persone negli spazi chiusi, una nuova chiusura delle scuole (il 40% dei nuovi contagi ha meno di 19 anni ora) e di molti negozi, mentre le aziende private e l'amministrazione pubblica resteranno aperte, ma con tantissime restrizioni.

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