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Gaza: regge la tregua fra Hamas e Israele Gaza, 21 maggio 2021, palestinesi per le strade festeggiano la tregua con Israele - Credit: Mohammed Talatene / IPA / Fotogramma
medio oriente 21 maggio 2021

Gaza: regge la tregua fra Hamas e Israele

di Luigi Gavazzi

Cessate il fuoco con la mediazione egiziana dopo 11 giorni di razzi e bombardamenti aerei

21 maggio 2021, ore 9:00

–Dopo 11 giorni di lanci di razzi sul territorio israeliano e di bombardamenti aerei sulla Striscia di Gaza, Israele e Hamas hanno accettato il cessate il fuoco, che è entrato in vigore alle 2 di venerdì ora locale (le 24:00 di giovedì ora italiana).

–I morti del conflitto sono stati almeno 232 a Gaza, fra i quali oltre 100 donne e bambini, secondo i dati del ministero della Salute.

Secondo Israele fra i morti palestinesi a Gaza almeno 100 sono combattenti delle milizie palestinesi. Hamas non ha fornito dati circa le proprie perdite.

–In Israele sono stati uccise dai razzi palestinesi 12 persone, fra le quali due bambini, i dati sono forniti dal servizio sanitario del paese.

–A Gaza i palestinesi hanno festeggiato nelle strade. I vertici di Hamas invece ci hanno tenuto a ribadire che le loro mani sono “pronte sul grilletto”.

–Sia Israele che Hamas proclamano la vittoria.

Secondo Joe Biden, il cessate il fuoco è una opportunità per il progresso nelle relazioni fra le due parti.

–I commenti degli osservatori attribuiscono il raggiungimento della tregua alla mediazione dell’Egitto. Mediazione per la quale Biden ha ringraziato il presidente Abdel Fattah al-Sisi.

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LEGGI ANCHE: Perché fra Israele e palestinesi il conflitto si è riacutizzato

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20 maggio 2021

–Secondo Bbc un esponente del comando di Hamas, Moussa Abu Marzouk, ha detto all’emittente libanese al-Mayadeen TV di aspettarsi una tregue fra Hamas e Israele entro “uno o due giorni”.

–Nelle prime ore di giovedì i raid di Israele su Gaza e i lanci di missili dalla Striscia verso le città israeliane sono ripresi con intensità dopo una pausa, riferisce il Guardian, di alcune ore che aveva fatto pensare a un avvicinarsi della tregua. Mercoledì Joe Biden ha chiesto pubblicamente alle parti di lavorare per un cessate il fuoco.

–Solo nelle prime ore di giovedì sono state oltre 100 le incursioni dell’aviazione di Tel Aviv per colpire le infrastrutture di Hamas. I militanti palestinesi hanno risposto con i razzi.

–Il conto delle vittime: secondo il ministero della Salute di Gaza sarebbero almeno 227 i morti nella Striscia, dei quali 100 fra bambini e donne.

Israele sostiene di aver ucciso almeno 150 militanti di Hamas o di altre milizie palestinesi. Hamas non fornisce le proprie cifre relative alle vittime.

In Israele 12 persone, fra le quali due bambini, sono state uccise.

–Secondo Israele sono più di 4000 i razzi lanciati dai palestinesi sul suo territorio dall’inizio delle ostilità il 10 maggio 2021.

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19 maggio 2021

– L’aviazione di Israele nel pomeriggio ha colpito alcuni bersagli in Libano, dopo che vari razzi sono stati lanciati verso Israele dal territorio libanese.


–Questa mattina Bbc ha riferito di alcune fonti vicine all’esercito israeliano che hanno raffreddato ogni ipotesi di un possibile cessate il fuoco imminente nel conflitto con Hamas.

–Gli sforzi diplomatici per arrivare a una tregua continuano, anche se non sembrano esserci concreti passi avanti.

–Nella notte sono continuate le incursioni degli aerei israeliani sulla Striscia di Gaza. Oggi è il decimo giorno di combattimenti. Hamas continua a lanciare missili su Israele, in particolare in queste ore su una base aerea nel sud del paese.

–In queste ore il portavoce dell’Idf (Israeli defence force) ha esplicitamente indicato in Mohammed Deif, il capo militare di Hamas, uno dei bersagli della sua azione.

–Secondo il ministero della Salute di Gaza, i morti causati delle incursioni israeliane sono ora 219, 63 dei quali sono bambini. 1530 sono i feriti. Secondo Israele sono almeno 150 militanti di Hamas uccisi.

–I morti in Israele sono invece almeno 12, dei quali due bambini, secondo le informazioni diffuse dal servizio sanitario israeliano.

–Nei territori occupati da Israele nella West Bank, martedì 18 maggio si sono verificati incidenti fra i manifestanti palestinesi e le forze israeliane. Durante gli scontri son morti quattro palestinesi e 64 sono rimasti feriti.

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18 maggio, ore 12:00

Nonostante anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ora parli apertamente di cessate il fuoco e abbia invitato israeliani e milizie palestinesi, soprattutto Hamas, a interrompere i combattimenti, le ostilità continuano. Proseguono infatti sia i bombardamenti su Gaza sia i lanci di missili su alcuni centri abitati di Israele.

Bbc questa mattina riferisce di un punto della situazione fatto dal portavoce dell’esercito israeliano Brig Gen Hidai Zilberman che ha detto che nel corso della notte fra lunedì e martedì Israele ha condotto altri 60 raid aerei, prendendo di mira soprattutto la rete di sotterranei di Hamas; si stima siano stati distrutti fra i 10 e i 15 km di tunnel.

Bersagli dei raid anche alcuni mezzi dotati di lanciatori di razzi e le case di comandanti di Hamas.

Secondo l’esercito israeliano dall’inizio delle ostilità otto giorni fa sono stati uccisi oltre 150 combattenti di Hamas.

Il ministero della Salute di Gaza ha invece aggiornato il computo delle vittime nella striscia: 212 persone, delle quali 61 bambini e 36 donne.

In Israele le vittime dei missili palestinesi sono 10.

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17 maggio, ore 18:00

Sono saliti a 200 i morti a Gaza da lunedì scorso, 10 maggio, quando sono cominciate le ostilità fra Hamas e Israele. Secondo il ministero della Salute di Gaza, fra i morti ci sarebbero 59 bambini e 35 donne; 1305 sarebbero invece i feriti.

Israele ha comunicato di aver ucciso oltre 130 militanti di Hamas o di altre organizzazioni dall’inizio del conflitto.

Sono invece dieci, fra i quali due bambini e un militare, le persone uccise in Israele dai razzi lanciati da Gaza.

Durante la giornata di lunedì 17 maggio sono intanto continuati sia i lanci di missili da Gaza verso il territorio di Israele, sia i raid aerei israeliani sulla striscia.

Benjamin Netanyahu ha ribadito che le operazioni di Israele continuano come programmato e che ci vorrà del tempo per ristabilire la calma.

 

Lunedì 17 maggio, ore 11:30

Lunedì mattina sono ripresi i bombardamenti di Gaza City da parte dell’aviazione israeliana. È la conferma sul campo di quanto affermato domenica pomeriggio da Benjamin Netanyahu: l’operazione contro Hamas e gli altri estremisti nella striscia non è terminata.

Secondo  il Guardian, i bombardamenti sulla città questa mattina sono durati una decina di minuti, sono stati più intensi e hanno bersagliato un’area più ampia di quellia colpita domenica.

Il portavoce dell’esercito israeliano ha dichiarato che questi bombardamenti hanno preso di mira “l’infrastruttura militare sotterranea di Hamas”.

Il bombardamento ha causato un cedimento della struttura sotterranea che ha determinato il crollo delle fondamenta delle case di abitazione civile che si trovavano sopra, il che ha a sua volta causato vittime civili che non erano bersaglio dell’attacco. Insomma: “leading to unintended casualties”, come ha specificato il portavoce dell’Idf.

Alle 11: 30  di lunedì ancora non è stato aggiornato il conto totale delle vittime.

Domenica altri razzi sono stati lanciati da Gaza sui centri abitati israeliani, senza causare nuove vittime.

Domenica ha fatto sentire la sua voce anche il segretario generale dell'Onu, António Guterres, che ha parlato della crisi umanitaria causata dal conflitto e del rischio che la violenza aumenti in una spirale di devastazione per i palestinesi e gli israeliani. Guterres ha anche avvertito del pericolo che l’intera regione medioorientale precipiti in una situazione che potrebbe dare ulteriore forza all’estremismo.

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VIDEO: Abbattuta la torre dei media a Gaza

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16 maggio, ore 17:00

Nella mattina di domenica i raid dell’aviazione israeliana su Gaza hanno ucciso almeno altri 33 palestinesi, ferendone 50, in quello che è considerato il più sanguinoso attacco singolo dall’inizio delle nuove ostilità, lunedì 10 maggio.

Intanto continuano i lanci di razzi da parte di Hamas e delle altre milizie di Gaza verso il territorio israeliano. Attacchi che hanno già superato per numero e portata quelli sferrati durante la guerra del 2014. Secondo Haaretz i missili lanciati su Israele da lunedì sono più di tremila.

È arrivato a 188 il totale dei morti palestinesi uccisa a Gaza, secondo il ministero della Salute; mentre in Israele sono 10 le persone uccise dai razzi di Hamas, fra i quali due bambini.

In queste ore aumentano invece i tentativi internazionali per convincere il governo israeliano a una tregua. Secondo alcuni media già nelle prossime ore potrebbe arrivare l’annuncio. Tuttavia il primo ministro Benjamin Netanyahu, riferisce Haaretz, in una conferenza stampa domenica pomeriggio ha ribadito che i combattimenti continueranno e che “servirà tempo”. Venerdì, secondo il giornale israeliano, il gabinetto di sicurezza ha deciso di sostenere la continuazione delle operazioni, escludendo l’opportunità di un cessate-il-fuoco.

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Domenica 16 maggio, ore 9:00
L’esercito israeliano ha comunicato di aver bombardato la casa di uno dei leader politici di Hamas in una nuova ondata di bombardamenti aerei sulla Striscia di Gaza.
Si tratterebbe di Yehiya Sinwar, la massima autorità di Hamas in questi territori.

I militanti palestinesi hanno lanciato altri razzi verso Israele costringendo molti civili a rifugiarsi nei luoghi adibiti a protezione.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che Israele continuerà a rispondere con la forza agli attacchi missilistici, nonostante gli appelli della comunità internazionale a interrompere il conflitto armato, giunto ormai al suo settimo giorno.

Domenica pomeriggio si riunirà il Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Secondo  i dati del Ministero della Salute di Gaza, riferiti dalla Bbc, dall’inizio degli scontri, lunedì 10 maggio, sono 141 le persone uccise a Gaza, fra le quali 39 bambini e 22 donne. Secondo Israele fra i morti ci sono dozzine di militanti di Hamas e di altre organizzazioni paramilitari palestinesi.


Sabato 15 maggio
A Gaza l'aviazione militare israeliana ha distrutto il grattacielo Al Jala (video), dove c'erano abitazioni e uffici di aziende internazionali come la rete tv Al Jazeera e l'agenzia giornalistica americana Associated Press.

L'attacco era stato annunciato un'ora prima da Israele, in modo che l'edificio potesse essere evacuato. Secondo le forze armate israeliane, nella torre Al Jala c'erano anche alcuni uffici di Hamas. 

Nella prima mattinata Israele ha bombardato il campo profughi di Al-Shati, a nord di Gaza City: almeno 7 morti, fra cui alcuni bambini, a quanto riferisce il ministero sanità della Striscia. Intanto da Gaza venivano lanciati razzi su Beersheba, la città israeliana che sorge nel deserto del Neghev..


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14 maggio, ore 19:30

Anche nel corso della giornata di venerdì Israele ha colpito duramente Gaza, usando le forze aeree ma anche lanciando razzi da terra. Nessun soldato israeliano ha però varcato i confini della striscia governata da Hamas, conferma l’esercito di Tel Aviv.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che l’offensiva contro Hamas non è terminata.

Secondo AP i morti a Gaza sono 122, fra i quali ci sarebbero 31 bambini, 900 sono i feriti; i dati sono quelli forniti dal ministero della Salute di Gaza.

Sono migliaia i cittadini palestinesi di Gaza che hanno abbandonato le case vicine al confine con Israele. Molti si sono trasferiti in scuole gestite dalle Nazioni Unite.

La tensione è ancora molto alta nella città israeliana di Lod; la polizia impedisce ai non residenti di entrare in città. Lod continua a essere il centro dove più si teme il verificarsi di scontri violenti fra cittadini arabi di Israele ed ebrei.

Preoccupano in generale, in vari centri del paese, anche i gruppi di estremisti ebrei che prendono di mira i cittadini arabi di Israele.

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14 maggio 2021, ore 9:00

Nella giornata di giovedì e nelle prime ore di venerdì 14 maggio si sono intensificare le incursioni israeliane su Gaza. Secondo l’Israel Defense Forces (Idf) sono state impiegate forze aeree, come nei giorni scorsi, ma anche forze di terra; anche se, precisano i portavoce, le truppe non sono entrate nella striscia governata da Hamas.

 

Il bilancio dei morti palestinesi a gaza da lunedì è arrivato a 100 persone; sette sono invece gli israeliani rimasti uccisi.

 

Anche giovedì si sono verificati scontri fra arabi ed ebrei nel territorio di Israele. A questo proposito il ministro della Difesa, Benny Gantz ha ordinato un dispiegamento massiccio di forze di sicurezza per sopprimere i disordini interni al paese, che hanno già portato all’arresto di oltre 400 persone.

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13 maggio

Non si placano violenza e tensione fra israeliani e palestinesi – Nelle ultime ore da Gaza sono stati lanciati altri razzi sui centri abitati di Israele dopo che mercoledì 12 maggio alcune incursioni aeree di Tel Aviv sulla striscia hanno causato la morte di alcuni uomini ai vertici di Hamas e di altre organizzazioni estremiste ma anche di numerosi civili palestinesi.
Secondo la Bbc, il bilancio a questo punto (pomeriggio del 13 maggio) è di almeno 83 persone morte a Gaza e sette in Israele.
L’esercito israeliano ha ammassato truppe al confine con Gaza, “nell’eventualità di un’escalation”.

Rischi di guerra civile

Preoccupano molto anche alcuni episodi di violenza fra civili ebrei e arabi nel territorio di Israele.

Per esempio, riferisce Bbc, a Acre un uomo di religione ebraica è stato attaccato e colpito da un arabo, mentre un gruppo di estremisti di destra ebrei ha aggredito e picchiato un arabo, dopo averlo prelevato dalla sua auto, a Bat Yam, vicino a Tel Aviv. Anche a Lod si sono verificati scontri che hanno indotto il sindaco Yair Revivo a scrivere espressamente di “guerra civile”. Repubblica riferisce di una sinagoga e due scuole ebraiche date alle fiamme.

Le proteste di numerosi cittadini arabi-israeliani si sono trasformate in vere e proprie rivolte martedì notte. I dimostranti si sono scontrati con la polizia e hanno incendiato auto e alcuni edifici. Le proteste sono diventate intense in seguito a un presunto omicidio di un arabo da parte di residenti ebrei.

A proposito di tutto questo lo scrittore israeliano David Grossman ha detto a Repubblica:“È una situazione estremamente pericolosa: quando parliamo di arabi israeliani, parliamo di un quinto della popolazione israeliana. Persone che sulla carta hanno tutti i diritti, ma che nella realtà si vedono negate moltissime cose: basti pensare alla legge che dichiara Israele Stato nazione degli ebrei e che fa degli arabi quasi cittadini di serie B”.

Una vera guerra?

Gli osservatori internazionali temono che il conflitto degeneri in una vera guerra fra Israele e Hamas a Gaza, come quella del 2014. Questa volta il lancio di missili e i bombardamenti aerei sono cominciati lunedì 10 maggio dopo settimane di tensione crescente culminata in alcuni scontri sui luoghi sacri sia per gli ebrei sia per i musulmani.

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