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Mariupol, Azovstal, il destino degli ucraini prigionieri dei russi

Un militare ucraino evacuato dall'Azovstal a Mariupol, 17 maggio 2022- Credit: Valentin Sprinchak/TASS/Sipa USA

l'assalto di putin18 maggio 2022

Mariupol, Azovstal, il destino degli ucraini prigionieri dei russi

di Carlo Savelli

Sono già sotto interrogatorio dei servizi di Mosca: e alla Duma si chiedono pene pesanti per "crimini di guerra"

Dopo 82 giorni di assedio si è dunque conclusa la battaglia di Mariupol, la più lunga del conflitto. Si è conclusa con l’evacuazione di 264 militari, di cui 51 gravemente feriti, dalla acciaieria Azovstal dove erano assediati.

Di questi soldati, quelli in buone condizioni di salute, nelle mani dei russi, stanno affrontando gli interrogatori per “accertare i crimini commessi sui civili”, quelli feriti sono piantonati negli ospedali delle repubbliche separatiste. Sono ancora in attesa di evacuazione almeno altri 300 soldati tra cui i comandanti.

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Ora la Russia – spiega Monica Perosino sulla Stampa – dovrà prendere una decisione su come comportarsi coi prigionieri.
L’Ucraina intanto ha interrotto le trattative di pace, ma ha avviato dei colloqui per cercare di salvare i soldati in mano russa, anche attraverso uno scambio di prigionieri.

I segnali che arrivano da Mosca non sono però positivi. Il deputato russo Leonid Slutsky ha dichiarato che i militari del battaglione Azov meritano la pena di morte per i criminuìi contro l’umanità commessi, mentre il deputato della Duma Sultan Khamzaev si è limitato a chiedere l’ergastolo.

La vice ministra della difesa ucraina Hanna Maliar ha detto che è stato un raggiunto un accordo con i russi per lo scambio dei prigionieri ma Mosca non ha confermato nulla, spiega Perosino, limitandosi a spiegare che i prigionieri verranno trattati in linea con le leggi internazionali.

La resa del battaglione Azov ha una notevole importanza, anche simbolica, per il conflitto. È la prima vera e propria sconfitta ucraina. La presa di Mariupol consente infatti ai russi di creare il sospirato corridoio tra il Donbass e la Crimea.