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Messico: scoperte le rovine di un imponente palazzo Maya

I resti di un antico tempio Maya- Credit: iStock

ARCHEOLOGIA29 dicembre 2019

Messico: scoperte le rovine di un imponente palazzo Maya

di Federico Bandirali

Parte di un complessso vicino a Cancùn. Farà luce su una delle più affascinati e misteriose civiltà della storia?

I Maya si sono definitivamente “estinti” più di 500 anni fa ma le ricerche archeologiche in Messico, anche dopo un lasso di tempo così importante, continuano a scoprire nuovi reperti appartenenti ad una delle più misteriose e affascinanti civiltà della storia mondiale. Ultimo in ordine di tempo è stato il rinvenimento di un imponente palazzo a Kulubá, antica città situata a circa 150 chilometri ad ovest di Cancún - una delle mete turistiche più gettonate nel sud-est del Paese.

Scoperto anche un cimitero con resti di ossa

L'edificio, costruito più di mille anni fa, secondo l’Istituto Nazionale di Storia e Antropologia messicano era composto da sei stanze distribuite in sei metri d’altezza, quindici di lunghezza e cinquantacinque di larghezza. Il palazzo farebbe però parte di un complesso ben più grande, con due stanze residenziali, un altare per le celebrazioni religiose e un enorme forno circolare.

 

Gli archeologi hanno anche scoperto i resti di un cimitero, e ora si auspicano che le analisi di laboratorio sui frammenti di ossa reperiti possano essere utili per chiarire meglio chi fossero i Maya di Kulubá. Portando alla luce aspetti sconosciuti della civiltà del Mesoamerica famosa per l’arte, l’architettura, i complessi sistemi matematici e astronomici, e per l’unico sistema noto di scrittura sviluppato interamente nelle Americhe precolombiane.

I Maya meno "misteriosi"?

Secondo Alfredo Barrera Rubio, uno dei più importanti archeologi del team che ha effettuato questa inaspettata scoperta, il palazzo venne utilizzato in due epoche sovrapposte della civiltà Maya: nell’ultimo periodo “classico” (600 - 900 D.C.) e nel “primo” postclassico (850 - 1050 d.C.). Barrera Rubio, in un video registrato sul sito della scoperta, ha evidenziato come, in realtà, si sappia pochissimo rispetto alle “caratteristiche architettoniche di questa regione a nord-est dello Yucatán. Pertanto uno dei nostri obiettivi principali, oltre alla protezione e al restauro del patrimonio culturale, è lo studio dell'architettura di Kulubá”.

 

L’archeologo ha quindi evidenziato come questo sia solo l’inizio di un lungo lavoro, visto che la nuova scoperta è solo una parte “delle strutture più grandi del sito”. Auspicandosi che, col procedere delle ricerche, la zona in questione diventi un’attrazione naturale interessante per i tanti turisti si recano nella regione.

Breve accenno alla storia dei Maya

I Maya costruirono una delle più grandi civiltà dell’emisfero occidentale che fiorì in tutta l'America centrale, sviluppandosi in un a'rea che oggi comprende il sud-est del Messico, il Guatemala, il Belize, oltre agli estremi settentrionali dell'Honduras e della Repubblica di El Salvador.

 

Il "cuore" delle loro città - che si espandevano in modo apparentemente casuale attorno al centro cittadino con strade rialzate a collegarlo con quartieri residenziali edificati disordinatamente - pesentava, principalmente, palazzi, templi a piramide e enormi edifici in pietra.

Una civiltà "evoluta" precocemente

A questi si aggiungevano osservatori astronomici e, oltre a costruire evoluti sistemi per l’agricoltura con sofisticati sistemi di irrigazione, erano capaci di lavorare i metalli sfruttando, appunto, i grandi forni circolari. Anche se non si sa bene come facessero esattamente a realizzare cose per cui l'occidente ha avuto bisogno di molti secoli in più.

 

L’elite della società, inoltre, era in grado di leggere e scrivere e inventò un complesso sistema di scrittura geroglifica, oltre ad un altrettanto complesso calendario di rituali e a un sistema matematico avanzatissimo per l’epoca. Come tutta la civiltà Maya, d'altro canto.

Il rapido e imporvviso declino dei Maya

La società Maya subì un improvviso, rapido e misterioso declino tra l’800 e il 1000 d.C. Gli stusiosi hanno suggerito che le guerre civili, le malattie, un grave collasso politico nella regione centrale e la sovrappopolazione mista a una lunga siccità sianoalcune delle possibili cause. Senza però averne certezza.

 

Anche perché centri urbani situati più a nord come Chichén Itzá, Uxmal e ora, forse, anche Kulubá, restarono abitati e vitali più a lungo, mentre la pianure meridionali incontrarono un rapido declino. Ad ogni modo con l’arrivo dei Conquistadores spagnoli la civiltà Maya ebbe definitivamente fine.

Riforestazione per conservare quanto intatto?

Il team di archeologi sta ora valutando la possibilità di ripristinare parte della copertura forestale, eliminata durante i precedenti lavori di scavo nelle parti più vecchie del sito in modo da proteggere alcuni degli edifici più delicati e ancora con i colori della vernice originale dagli agenti atmosferici.

 

Quel che è certo, invece, è che con costanza e perseveranza, anche a causa della giungla che ha “coperto” nei secoli gran parte della regione dove si sviluppò una delle più affascinanti e arcane civiltà di tutti i tempi, sia possibile portare alla luce nuovi elementi che permetteranno di svelare “il mistero dei Maya” e le loro celebri “profezie”, oggetto e titolo di numerosi libri, documentari e film.