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Nucleare iraniano: a Vienna ricominciano le trattative Teheran - Credit: m_amirahmadi/Unsplash
diplomazie 30 novembre 2021

Nucleare iraniano: a Vienna ricominciano le trattative

di Luigi Gavazzi

Ridare slancio all'accordo del 2015 e limitare le iniziative di Teheran che però chiede la fine delle sanzioni

A Vienna ricominciano i colloqui per ridare slancio alle trattative per limitare il programma nucleare iraniano.

Nella capitale austriaca sono presenti i negoziatori dei paesi firmatari del Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpa) del 2015: Iran, Russia, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna e il rappresentante dell'Unione europea.

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Alla lista mancano gli Stati Uniti perché Donald Trump nel 2018 ha portato il paese fuori dall’accordo e ha reintrodotto e aumentato le sanzioni contro Teheran, con l’obiettivo dichiarato di rinegoziare il trattato per avere condizioni più stringenti per l’Iran.

 

Joe Biden, che al momento della sigla del Jcpa, fortemente voluto dall’allora presidente Obama, era il numero due della Casa Bianca, ha dichiarato più volte di voler ritornare nel trattato. A Vienna ha mandato un inviato speciale, Robert Malley che, attraverso mediatori, parteciperà indirettamente ai colloqui.

 

Dopo il ritiro americano nel 2018 l'Iran si è sentito autorizzato a ripartire nel programma di arricchimento dell'uranio, probabilmente fino al 60%, come scrive Kiyoko Metzler dell'Ap. Non lontano dunque dal 90% necessario per l'uso come arma. Ha inoltre aumentato la quantità di uranio a sua disposizione e ha costruito le centrifughe vietate dall'accordo. Secondo Teheran il programma nucleare continua però a essere "pacifico".

 

Gli Stati Uniti e le agenzie internazionali che controllano la proliferazione nucleare sostengono invece che tutto ciò sia parte del programma di Teheran per dotarsi di armamento nucleare.

Gli ispettori Onu continuano a essere ostacolati dalle autorità iraniane nelle loro attività di controllo.

Vedremo se a Vienna si faranno progressi.

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