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Omicron 5 è la sottovariante prevalente sul pianeta

- Credit: Olivier Huitel / IPA / Fotogramma

COVID-1907 luglio 2022

Omicron 5 è la sottovariante prevalente sul pianeta

di Michela Cannovale

In una settimana è salita dal 37% al 52%: 15 punti in più

Omicron 5 è la sottovariante prevalente sul pianeta: è infatti stata rilevata in 83 Paesi e nella settimana dal 19 al 25 giugno, rispetto ai sette giorni prima, è salita dal 37% al 52% circa, mentre si muove più lentamente Omicron 4, rilevata finora in 73 Paesi e passata dall'11% al 12% circa in una settimana. Omicron 2, ex sottovariante dominante, continua invece il suo calo, scendendo dal 16% all'9%. In riduzione anche BA.2.12.1, dal 19% all'11%.

 

Sono questi i numeri che emergono dall'ultimo aggiornamento settimanle sulla situazione Covid nel mondo redatto dall'Oms, che tuttavia fa presente che 'non ci sono ancora prove in merito a un cambiamento di gravità della malattia provocata da Omicron 4, 5 e BA.2.12.1, rispetto a quella legata a Omicron 2'.

 

Oms: 'Mascherina in luoghi affollati e al chiuso, positivi a casa'

Sulla base delle evidenze relative all'aumento dei contagi, il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha raccomandato l'uso delle mascherine. 'Soprattutto se ti trovi in ​​un luogo in cui i contagi sono in aumento, adotta misure di salute pubblica collaudate per mitigare il rischio. Nella battaglia contro Sars-CoV-2, i cittadini stessi, oltre a governi, scienziati, aziende farmaceutiche e autorità sanitarie, devono fare la loro parte'.

 

'I tamponi si sono ridotti in molti Paesi. Questo oscura il vero quadro dell'epidemia globale e significa anche che i trattamenti non vengono somministrati in modo sufficientemente tempestivo da prevenire malattie gravi e morti', ha aggiunto Ghebreyesus.

 

'I nuovi trattamenti per Covid, in particolare i nuovi promettenti antivirali orali non stanno ancora raggiungendo i Paesi a reddito basso e medio-basso, privando intere popolazioni che ne hanno bisogno', ha poi affermato il direttore generale, chiedendo un impegno collettivo 'per rendere disponibili a tutti' queste armi contro il virus. 'Governi, scienziati, produttori, Oms, cittadini stessi: tutti hanno la loro parte da svolgere', perché ritardare l'accesso può 'costare vite umane', ha avvertito.