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Oggi 06 aprile 2020 - Aggiornato alle 10:43
Uomo indossa mascherina a Mosca, Russia Uomo indossa mascherina a Mosca, Russia - Credit: TASS / IPA / Fotogramma
COVID-19 26 marzo 2020

Perché la mascherina si indossa solo in alcuni paesi

di Michela Cannovale

L'Asia era abituata alle mascherine già prima dell'epidemia, l'Occidente no


Da quando è scoppiata l’epidemia, alcuni paesi hanno abbracciato immediatamente l’idea di indossare mascherine di default ogni volta che ci si trovi fuori dalla propria abitazione.

Succede in Cina continentale, a Hong Kong, in Giappone, in Thailandia, a Taiwan e sempre più frequentemente nelle Filippine e in Indonesia, dove l'ipotesi più diffusa è che chiunque possa essere portatore del virus, anche le persone sane - e quindi, in uno spirito di solidarietà, è necessario proteggere gli altri da se stessi.

 

Ma per altri paesi, soprattutto in Europa ma anche negli Stati Uniti, in Australia e a Singapore, è ancora normale andare a fare la spesa a viso scoperto. Un’usanza che dipende non solo dalle direttive mediche e governative, ma che affonda le sue radici nella cultura e nella storia di ciascun Paese.

 

Nelle città in cui l'uso della mascherina non è la norma, addirittura, succede che chi decide di indossarla venga evitato, attaccato o deriso. Ma la discriminazione viaggia in entrambi i sensi: a Hong Kong, per esempio, alcuni magazine hanno riportato in copertina le immagini di gruppi di cittadini occidentali riuniti in gruppo senza che nessuno abbia il viso protetto - semplicemente “una follia” per i residenti dell’ex colonia britannica.

 

I consigli ufficiali dell’Organizzazione mondiale della sanità, d’altronde, sono chiari: “indossate le mascherine solo in due casi: se siete malati o se avete a che fare con malati”. Molto meglio, invece, lavarsi spesso (e bene) le mani.

 

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Ma la popolazione dell’Asia orientale, dove i ricordi della Sars del 2003 sono ancora freschi e dolorosi, è abituata da tempo a indossare mascherine alla comparsa dei più piccoli sintomi di influenza, anche perché è considerato scortese starnutire o tossire in pubblico. "Indossare una mascherina ogni giorno prima di uscire è come un rituale, come indossare un'uniforme. E nel rito si vuole essere all'altezza di ciò che l'uniforme rappresenta. Questo ci aiuta a mantenere un comportamento più igienico", ha spiegato alla BBC Donald Low, economista comportamentale e professore all'Università della Scienza e della Tecnologia di Hong Kong.

 

Nel Sud-Est asiatico, invece, soprattutto nelle città più densamente popolate, le mascherine sono utilizzate più come protezione dall'inquinamento. Solo a Singapore il governo ha esortato i cittadini a non indossarle, in modo da garantire adeguate forniture agli operatori sanitari.

 

La verità è che, dopo che sempre più paesi hanno registrato la presenza di casi asintomatici di positività al Covid-19, sono molti gli esperti che stanno ora mettendo in discussione i consigli ufficiali dell’Oms. Secondo i dati riportati dal South China Monrning Post, per esempio, si stima che un terzo di tutti gli infetti in Cina non mostrasse sintomi pur essendo responsabile di circa l’80% dei contagi in tutto il Paese. Ugualmente, sulla Diamond Princess, la nave da crociera che è rimasta attraccata a Yokohama per quasi un mese, circa la metà degli oltre 600 casi positivi a bordo non presentava sintomi sebbene fossero tutti altamente contagiosi.

 

Ecco, viene allora naturale domandarsi: se tutti indossassero una mascherina, i portatori asintomatici del virus si trasformerebbero comunque in “super diffusori”?

 

Sicuramente le ricerche future aggiungeranno nuove sfumature al quadro generale in cui siamo immersi in questo momento. Ma man mano che la pandemia crescerà, comunque, è molto probabile che il nostro atteggiamento e le nostre usanze nei confronti dei rischi per la salute cambino ancora, soprattutto in Occidente.

 

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