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Joe Biden vince il super tuesday Joe BIden front runner democratico alle primarie 2020 - Credit: Aska
USA 2020 11 marzo 2020

Primarie Usa 2020, Biden verso la nomination

di Luigi Gavazzi

Il Michigan conferma: voto moderato, operai e afroamericani sono con l'ex vice di Obama

Live blogging

11 marzo 2020 – Joe Biden vs Bernie Sanders.

Dopo le vittorie in Michigan, Mississippi, Missouri e Idaho (in Washington and North Dakota ancora non è chiaro chi abbia prevalso ), Joe Biden si avvia a conquistare la nomination democratica per contendere a Donald Trump la presidenza degli Stati Uniti il 3 novembre. Il voto di martedì 10 sembra essere decisivo per vari motivi:

 

 

– indica una tendenza già impressa in South Carolina e poi nel Super Tuesday: il voto degli operai sindacalizzati e degli afroamericani è per l’ex vicepresidente di Obama;

 

 

– il partito, almeno la parte considerata “moderata”, ha fatto quadrato attorno a lui;

 

 

– i tradizionali elettori dem, moderati, sono rassicurati da Biden; – Biden comincia ad avere un vantaggio consistente come numero di delegati nei confronti di Sanders: per ora (non sono ancora stati assegnati tutti quelli della tornata del 10 marzo) Biden è a 820, Sanders è a 664. Per ottenere la nomination ne servono 1991;

 

 

– Biden viene visto come più adatto a creare la coalizione – fra gruppi elettorali e sociali differenti – necessaria per avere chance di giocarsela davvero con Trump. 

 


 

  • 5 marzo 2020

Dopo lo scossone del super tuesday e la trasformazione di Joe Biden nel front runner democratico e il ridimensionamento di Bernie Sanders, si attendono le prossime primarie il 10 marzo e poi a seguire fino alla fine di questo mese cruciale, al termine del quale i delegati eletti saranno oltre il 65% del totale, con voti di Stati molto importanti come New York, Michigan, Florida, Illinois.

 

 

La vittoria di Biden è stata anche frutto di una svolta nel partito democratico con il ritiro degli altri moderati, ultimo di quali Bloomberg. Secondo alcuni osservatori dietro questa svolta c'è la moral suasion di Barack Obama, molto attivo in queste settimane per far convergere sul suo ex vice le preferenze dell'elettorato. Obama è molto preoccupato delle idee e della comunicazione "estremista" di Sanders: è convinto che una candidatura di Bernie favorirebbe la vittoria di Trump.

 

Va considerato anche che l'elettorato afroamericano – come i politologi avevano previsto da tempo – preferisce chiaramente Biden e già nel 2016 aveva dimostrato una certa freddezza nei confronti di Sanders.

 

 

La situazione delegati aggiornata a mercoledì 4 marzo (il conteggio del super tuesday ancora non è completo):

– Biden: 573

– Sanders: 508

– Warren: 64

(si vince la nomination con almeno 1991 delegati)


• 4 marzo 2020

Anche Michael Bloomberg si ritira dalle primarie democratiche; dopo la delusione del super tuesday, della quale abbiamo parlato prima. L'ex sindaco di New York ora sostiene Joe Biden. Per la sua breve campagna elettorale ha speso mezzo miliardo di dollari.

In corsa per le priarie sono rimasti in tre:

– Joe Biden, 453 delegati
– Bernie Sanders, 382 delegati
– Elizabeth Warren, 50 delegati


Le primarie del super tuesday in sintesi:


– Joe Biden vince in Massachusetts, Arkansas, Minnesota, Tennessee, Texas, Oklahoma, Alabama, North Carolina e Virginia;
– Bernie Sanders vince in California, Utah, Colorado e Vermont;

 

 

Ancora una volta: Che cos'è il super tuesday? Il super tuesday, martedì 3 marzo 2020, è stato il giorno in cui le primarie democratiche eleggono ben 1357 delegati, quasi un terzo del totale, chiamando al voto gli elettori democratici in 14 Stati dell'Unione.

Che cosa ha detto il super tuesday

Ancora i risultati non sono completi ma, la grande giornata elettorale dei democratici ha detto che:

  1. Joe Biden ha vinto il super tuesday; ha avuto un grande risultato che gli consegna il ruolo di front runner, che fino a ieri sembrava di Bernie Sanders;
  2. Michael Bloomberg ha avuto un pessimo risultato, nonostante i soldi spesi nella campagna elettorale;
  3. Sanders però resiste, e ora le primarie sono molto più chiare: Biden, il "moderato", contro Sanders il "radicale di sinistra."

 

La situazione totale dei delegati alla convention è la seguente (gli altri si sono ritirati, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi; i delegati del super tuesday sono ancora parziali):
– Joe Biden, 453 delegati
– Bernie Sanders, 382 delegati
– Elizabeth Warren, 50 delegati
– Mike Bloomberg, 44 delegati (ritirato)

Servono 1991 delegati per ottenere la nomination.

 

 

– LEGGI ANCHE:
• Come si elegge il presidente degli Stati Uniti

 

 

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• 3 marzo 2020

 

 

È arrivato il super tuesday, martedì 3 marzo 2020 il giorno in cui le primarie democratiche eleggono ben 1357 delegati, quasi un terzo del totale.
Bernie Sanders è il favorito in quasi tutti gli Stati dove gli elettori dem andranno alle urne per scegliere il candidato del loro partito che dovrebbe contendere a Donald Trump la presidenza in novembre 2020. In particolare i sondaggi lo danno in vantaggio in California e in Texas, Stati che complessivamente mandano alla convention 643 delegati. I risultati arrivano fra la notte di martedì e la giornata di mercoledì, tenendo conto dei vari fusi orari.

Buttigieg e Klobuchar sostengono Biden

Alla vigilia del super tuesday Pete Buttigieg, il giovane candidato democratico alle primarie, ex speranza dei moderati del partito, ha deciso di ritirarsi dalla contesa; e subito dopo lo ha seguito Amy Klobuchar. Entrambi hanno deciso di sostenere Joe Biden.
La corsa per la nomination cambia. Perché se è vero che Sanders è in vantaggio nei sondaggi nel super tuesday, è altrettanto vero che ora i voti cosiddetti moderati, ora non si spartiranno più fra tre candidati ma si concentreranno sul solo Biden.

L’incognita Michael Bloomberg

Resta l’incognita di Michael Bloomberg. L’ex sindaco di New York entra ufficialmente nella contesa con il super tuesday, dopo aver speso più dollari di tutti gli altri messi insieme in pubblicità. Il voto di martedì ci dirà se può giocare un ruolo importante o se dovrà farsi da parte presto per lasciare il centro della contesa a Biden, con Sanders a contendere la nomination da sinistra.

 

 

Questi gli Stati dove si vota:
California, 415 delegati
Texas, 228
North Carolina, 110
Virginia, 99
Massachusetts, 91
Minnesota, 75
Colorado, 67
Tennessee, 64
Alabama, 52
Oklahoma, 37
Arkansas, 31
Utah, 29
Maine, 24
Vermont, 16


• 2 marzo 2020

 

 

Dopo la vittoria di Joe Biden in South Carolina nelle primarie di sabato 29 febbraio, si va dunque verso una corsa a due fra Sanders, e l'ex vice presidente diventato il candidato "moderato" da opporre al "socialista" senatore del New Hampshire.  

L'incognita è Michael Bloomberg che giocherà le prime partite di queste primarie proprio martedì 3 marzo e già da questo risultato si capirà se la sua è una candidatura credibile o se, nonostante la montagna di denaro che sta spendendo nella campagna elettorale, anche Bloomberg sia destinato ad abbandonare.

 

 

• 1 marzo 2020

 

 

Bel colpo per Joe Biden le primarie nel South Carolina del 29 febbraio 2020. Una sonante vittoria con il 48,45% dei consensi che rilancia la sua candidatura finora asfittica. L'affermazione di Biden propone un tema che potrebbe essere importante nel seguito di queste primarie democratiche e anche nella sfida a Trump il 3 novembre: il voto degli afroamericani, che i sondaggi danno a favore di Biden, più di quanto non sostengano Sanders.

 

 

In South Carolina Bernie Sanders è arrivato secondo con il 19.91%, gli altri non sono pervenuti, o quasi, visto che al terzo posto si è piazzato Tom Steyer (11.33%) che ha deciso di ritirarsi dalle primarie; poi Pete Buttigieg (8.24%) anche lui ha abbandonato la corsa; Elizabeth Warren (7.07%), Amy Klobuchar (3.15%).

 

 

Il South Carolina è lo Stato più popoloso e il più composito etnicamente e demograficamente fra quelli nei quali finora si è votato – gli altri sono New Hampshire, Iowa e Nevada – e per questo il voto è significativo anche se i delegati alla convention che lo stato assegna non sono moltissimi (54).

 

 

Dopo questo voto e in attesa del super martedì – 1357 delegati assegnati da 14 stati e dai dem all'estero – appare più probabile ciò che molti osservatori avevano previsto: la nomination se la giocheranno Sanders e Biden, con quest'ultimo a prevalere fra la pattuglia dei moderati e il primo a eliminare Warren nello schieramento considerato più radicale. Vedremo mercoledì come sarà andato il Super Tuesday.

 

 

Intanto la situazione delegati dopo il voto In South Carolina è la seguente (il calcolo dei delegati non è ancora completo, ne devono essere assegnati ancora 6):

 

 

Sanders, 57
Biden, 51
Buttigieg, 26
Warren, 8
Klobuchar, 7

 

 

• 28 febbraio 2020

 

 

Sabato 29 febbraio e martedì 3 marzo si giocano due match molto importanti fra le partite che decideranno le primarie democratiche per la scelta dello sfidante a Donald Trump del 3 novembre. Lo abbiamo già scritto qui sotto ma giova ripeterlo: le primarie in South Carolina di sabato 29 febbraio, assegnano 63 delegati; e il super tuesday, il 3 marzo (si voterà in 15 Stati oltre che fra i democratici all’estero) assegna 1357 delegati. A questo punto i delegati eletti saranno il 38%.

 

 

Per questo si spiega l’attacco generalizzato che i candidati democratici rimasti in corsa – Joe Biden, Pete Buttigieg, Elizabeth Warren, Amy Klobuchar, molto meno Tom Steyer – hanno riservato a Bernie Sanders, il candidato finora più votato e ormai considerato il front-runner.
Le prossime due tornate delle primarie dunque potrebbero decidere quasi tutto.

Quale sfidante moderato di Sanders

– Per esempio dovrebbero vedersi i primi ritiri dopo i risultati di martedì 3. Gli indiziati sono Steyer (quasi certo, 0 delegati per ora, ma ben mezzo in South Carolina), e Klobuchar (ferma a 7 delegati).

 

 

– In secondo luogo, dovrebbe emergere uno sfidante “moderato” di Sanders; uno fra Bloomberg – che però comincerà a raccogliere i voti per i delegati a partire dal super tuesday, mentre in South Carolina sarà ancora assente fra le scelte a disposizione degli elettori democratici – Buttigieg e Joe Biden, l’ex vice di Obama che all’inizio sembrava il vero favorito per sfidare Trump a novembre.

 

 

– Elizabeth Warren è un’incognita; su posizioni radicali simili a quelle di Sanders ma con molto meno carisma e seguito fra i giovani e le minoranze, a meno di un vero exploit fra sabato e martedì sembra anch’essa avviata al ritiro, anche se probabilmente affronterà ancora una o due prove.

 

A fine marzo giochi fatti

Secondo Politico, Sanders dopo il super tuesday potrebbe avere un numero di delegati che lo metterebbero in una posizione di vantaggio tale da rendere le restanti primarie di marzo davvero decisive per la sua nomination. Ricordiamo che entro la fine marzo saranno stati assegnati il 65,4% dei delegati. Nel super tuesday voterà anche la California, che assegna 415 delegati (+ 79 super delegati) e dove il voto dei latinos è molto importante. E in queste primarie Sanders sembra aver conquistato questo segmento di popolazione.

 

 

• 25 febbraio 2020

 

 

L’importante vittoria di Bernie Sanders ai caucuses del Nevada di sabato 22 febbraio probabilmente non è così importante come è stata raccontata. Prima di sottolineare i due punti di vista, vediamo un po’ di numeri.

I risultati in Nevada

I risultati dei caucuses del Nevada sono:
– Bernie Sanders, 46,8%, 24 delegati
– Joe Biden, 20,2%, 9 delegati
– Pete Buttigieg, 14,3, 3 delegati
– Elizabeth Warren, 9,7%, 0 delegati
– Amy Klobuchar, 4,16%, 0 delegati.

La conta generale dei delegati

A questo punto, 24 febbraio, la conta generale dei delegati verso la convention è questa:
– Sanders, 45 delegati
– Buttigieg, 26
– Biden, 15
- Warren, 8
– Klobuchar, 7

 

 

Per ottenere la nomination servono 1.991 delegati (771 sono super delegati nominati dal partito che non votano al primo scrutinio).

Perché è importante la vittoria di Sanders in Nevada

– Sanders conferma la tendenza a prendersi una buona fetta dei voti, mentre i rivali si dividono il resto;
– Sanders ha ottenuto un grande successo fra i più giovani (66% fra gli under 30, per esempio);
– Le donne hanno votato per il 30% per Sanders;
– Gli uomini per il 38%.
– Più della metà dei voti dei Latini
– Un dato molto significativo: gli elettori dem si sono auto collocati in tre categorie più o meno equivalenti come peso: “molto liberal”, “abbastanza liberal” e “moderati o conservatori”: ebbene in tutti e tre Sanders ha ottenuto la maggioranza.

Perché non è così importante la vittoria di Sanders in Nevada

La vittoria nel Nevada non è così importante perché mancano un sacco di delegati alla nomination e molti stati. E poi manca Bloomberg. Quest’ultimo potrebbe unire sotto la sua candidatura, ben finanziata da una montagna di quattrini, l’elettorato cosiddetto moderato del partito democratico, che ora si divide fra Biden, Buttigieg, e Klobuchar.

Il super tuesday

Ora però arrivano le primarie in South Carolina (29 febbraio, 63 delegati) e soprattutto il super tuesday, 3 marzo: si voterà in 15 Stati oltre che fra i democratici all’estero eleggendo 1357 delegati. A questo punto i delegati eletti saranno il 38%. Quindi, se Sanders dovesse mantenere la posizione attuale, conquistando anche questa volta la maggioranza dei delegati, la sua candidatura da front-runner diventerebbe molto forte, e l’establishment del partito dovrebbe cominciare a fare i conti con lui. E con l’idea che possa battere Trump, sulla quale si esercitano molti politologi, come vedremo nei prossimi giorni.

 

I sondaggi per le primarie democratiche

Al 24 febbraio 2020, i sondaggi per i candidati alle primarie democratiche vedono Bernie Sanders davanti a Bloomberg e Biden, con gli altri a seguire. Queste le previsioni di FiveThirtyEight:
– Sanders: 27,5%
– Bloomberg: 16,3%
– Biden: 15,4%
– Warren: 12,9%
– Buttigieg: 10,5%
– Klobuchar: 5,4%

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