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Breve storia delle altre guerre di Putin

- Credit: Sergei Bobylev/  Ipa-Agency.Net / Fotogramma

Russia22 maggio 2022

Breve storia delle altre guerre di Putin

di Roberto Pianta

I precedenti: Daghestan, Cecenia, Georgia, Siria

La guerra in Ucraina prosegue con le sue tragiche conseguenze: eppure non è certo la prima volta che la Russia di Putin porta soldati e aerei a combattere in altri paesi. Vediamo di fare un breve riassunto dei precedenti. 


Daghestan (1999)

Nell'agosto 1999 Putin diventa primo ministro della Russia. Il presidente è ancora il suo mentore, Boris Eltsin.

Il giorno prima della nomina di Putin, la Russia ha cominciato la guerra nella piccola repubblica del Daghestan, uno dei tanti tasselli che compone il complicato mosaico della Federazione. 

All'insurrezione nel Daghestan partecipano separatisti locali e ribelli provenienti dalla vicina Cecenia.

Ma Putin prende subito le redini dell'operazione. In meno di un mese le fazioni indipendentiste del Daghestan vengono sconfitte.


Cecenia (1999-2009)

In Cecenia la Russia di Eltsin aveva già combattuto nel 1996, quando Putin era soltanto un funzionario sconosciuto ai più. 

Nel settembre '99 Putin è primo ministro da poco più di un mese. Ha già vinto facilmente la guerra in Daghestan e decide che è ora di occuparsi della Cecenia.

A Mosca, nella città russa di Volgodonsk e a Buynaksk (Daghestan) sono scoppiate delle bombe, i morti sono più di trecento.

Per Putin gli attentati sono opera degli indipendentisti ceceni.

Per la giornalista Anna Politkovskaya invece sono stati i servizi segreti russi, incaricati da Putin di mettere in scena un pretesto per incolpare i ceceni ribelli e così poter far guerra.

Come noto, Politkovskaya verrà uccisa nell'ascensore dello stabile in cui abita, a Mosca, il 7 ottobre 2006 (il giorno del compleanno di Putin). La guerra cecena da lei denunciata era ancora in corso.

Ma torniamo al 1999: la Russia di Putin è ora in guerra in Cecenia per sradicare l'indipendentismo, con bombardamenti particolarmente pesanti sulla capitale Grozny.

La sera del 31 dicembre 1999m Eltsin, da tempo malato, dà le dimissioni in televisione. Il primo ministro Putin diventa anche presidente ad interim.

Intanto la guerra va avanti, tra bombardamenti sulle città cecene e attentati in vari luoghi della Federazione russa. 

Uno dei momenti più terribili ha luogo a Beslan, nel 2004: terroristi ceceni occupano una scuola russa e sequestrano 1200 tra adulti e bambini.  Per liberarli, Putin spedisce i suoi soldati a fare irruzione nell'edificio. Ma il blitz costa caro: durante l'operazione muoiono oltre trecento ostaggi, fra cui 186 bambini della scuola.

La guerra cecena si concluderà definitivamente nel 2009, con la sconfitta della fazione separatista e la vittoria dei russi e dei ceceni filorussi.

La Cecenia è oggi una repubblica della Federazione Russa. Dal 2007 il presidente è Ramzan Kadyrov, fedelissimo di Putin.


Georgia (2008)

La prima guerra europea di questo secolo non è quella ucraina: c'è un precedente. 
Nell'agosto 2008 la Russia invade la Georgia. Motivo: prendere le parti degli indipendentisti filorussi di Abcasia e Ossezia del Sud, in guerra contro la Georgia di cui fanno parte. Una situazione molto simile a quella del Donbass in Ucraina.

L'8 agosto l'esercito russo invade in Georgia e ne occupa i territori fino alle porte della capitale Tbilisi. 

La guerra si conclude con il cessate il fuoco, ottenuto grazie alla mediazione della Ue.

I russi si impegnano a ritirarsi dai territori georgiani occupati ad agosto, la Georgia a non attaccare più né l'Abcasia né l'Ossezia del Sud, che da allora entrano definitivamente nell'area d'influenza russa.


Siria (2015-oggi)

Nel 2015 l'esercito e l'aviazione di Putin intervengono anche nella terrificante e complicatissima guerra civile siriana, a fianco del dittatore Bashar Assad.
A capo dei russi c'è il generale Dvornikov, ora al comando delle operazioni di guerra in Ucraina


Crimea e Donbass (2014-oggi)

Nel 2014, la rivoluzione ucraina depone il presidente filorusso Yanukovic
Per tutta risposta, la Russia invade la penisola di Crimea, che fa ufficialmente parte dell'Ucraina

Un referendum organizzato dai russi sancisce l'annessione.

Nel frattempo Putin partecipa alla guerra nel Donbass ucraino, a fianco dei separatisti russofoni e russofili di Donetsk e Luhansk. Fino al riconoscimento delle due repubbliche indipendentiste e all'invasione dell'Ucraina nel febbraio 2022.