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Recovery Fund, perché alcuni paesi si oppongono - Credit: Bendavisual/UNSPLASH
ECONOMIA 21 maggio 2020

Recovery Fund, perché alcuni paesi si oppongono

di Luigi Gavazzi

Contrari Danimarca, Austria, Svezia e Paesi Bassi. Appuntamento decisivo il 27 maggio

Strada in salita, almeno a sentire le prime reazioni, per il Recovery Fund da 500 miliardi sul quale hanno raggiunto l’accordo Merkel e Macron lunedì 18 maggio.

I paesi che si oppongono al Recovery Fund

Si oppongono i governi di Danimarca, Austria, Svezia e Paesi Bassi. 

Il ministro delle Finanze austriaco, Gernot Bluemel ha detto senza mezzi termini: “Ci rifiutiamo di finanziare prestiti non rimborsabili”.

È necessario invece, “fare investimenti sul futuro, non coprire i costi dei debiti passati”. Serve, ha aggiunto, “un impegno europeo per una maggiore disciplina di bilancio”. 

 

 

PER CAPIRCI: Recovery Fund targato Merkel-Macron: di cosa stiamo parlando

 

 

Sulla stessa linea il ministro danese Nicolai Wammen che non vuole sentire parlare di debito in comune con trasferimenti tra paesi. 

 

 

I danesi stanno lavorando, dice sempre Wammen, insieme “con Austria, Svezia e Olanda per avere un bilancio che non sia troppo ampio, perché ci serve denaro anche a livello nazionale”. 

 

 

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Cosa succede adesso

Adesso si tratta. Si tratta fino al 27 maggio, quando la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen presenterà il suo piano che, secondo quanto ha detto martedì 19 il vicepresidente Valdis Dombrovskis, non sarà un copia e incolla di quella franco-tedesca. 

 

A questo proposito, la presidente von der Leyen ha detto che il piano sarà da mille miliardi (Macron e Merkel si sono fermati a 500 miliardi).

 

 

Il Recovery Fund è un’altra risposta forte dell’Europa alla crisi del Covid-19. Si affianca al Sure (il fondo per rafforzare gli ammortizzatori sociali dei singoli paesi), al nuovo Mes per le spese sanitarie, e al programma di finanziamento della Bce.

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