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Russia, la chiusura di Memorial

- Credit: Parulava/Unsplash

diritti umani29 dicembre 2021

Russia, la chiusura di Memorial

di Luigi Gavazzi

Due organizzazioni per i diritti bloccate sulla base della legge "agente straniero"

Doppio duro colpo in Russia alle organizzazioni che difendono i diritti umani. Martedì 28 dicembre la Corte Suprema ha deciso la chiusura di Memorial International e il giorno dopo un tribunale di Mosca ha decretato la chiusura di "Memorial per i diritti umani", organizzazione gemella.

 

Per entrambi si tratta di decisioni che segnano la fine di un'attività durata decenni. Memorial International venne fondata nel 1989 da un gruppo di dissidenti nell'Unione Sovietica che si trasformava in senso più liberale grazie alla Perestrojka e alla Glasnost volute da Michail Gorbaciov. Memorial ha indagato e diffuso informazioni sul terrore e i Gulag del regime, in particolare del periodo staliniano. Nel corso degli anni Memorial ha inoltre fatto luce sulle violazioni della democrazia e sulle violenze nella Russia, per esempio sulla guerra in Cecenia tra il 1999 e il 2009. Nel 2009 Natalya Estemirova, una delle dirigenti di Memorial a Grozny, capitale della Cecenia, venne rapita e assassinata.

 

"Memorial per i diritti umani", d'altra parte, organizza campagne in favore di prigionieri politici, migranti e minoranze. Il gruppo, spiega il sito tedesco Dw, compila e mantiene aggiornata una lista di prigionieri politici, il più famoso dei quali è Alexei Navalny.

 

Secondo Kenneth Roth, direttore di Human Rights Watch, la chiusura di Memorial dimostra la paura del governo russo che non è più in grado di tollerare l'attività di documentazione onesta e obiettiva della condotta del potere che Memorial assicura.

 

Le due organizzazioni gemelle sono state attaccate dal sistema giudiziario russo sulla base delle norme del famigerato status di "agente straniero" che, come spiega Rosalba Castelletti su Repubblica, viene usato contro le organizzazioni contrarie "agli interessi russi" che ricevano fondi dall'estero. Essere marchiati come "agenti stranieri" comporta discredito nella società e pesanti controlli governativi e fastidiosi obblighi amministrativi come quello di "contrassegnare ogni materiale con la disonorevole etichetta. Cosa che Memorial avrebbe omesso più volte di fare da quando è stata bollata in questo modo nel 2014".

 

In tribunale, parlando di Memorial International, il procuratore Aleksei Jaflarov ha detto che l'Ong ha cercato di creare una falsa immagine dell'Urss come stato terrorista e di "insudiciare la memoria" della seconda guerra mondiale cercando di riabilitare i criminali nazisti.