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Embargo al petrolio russo: finalmente c'è l'accordo nell'Unione europea

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen- Credit: Reynaldo Paganelli/Sipa/Ipa/Fotogramma

sanzioni contro putin31 maggio 2022

Embargo al petrolio russo: finalmente c'è l'accordo nell'Unione europea

di Luigi Gavazzi

Compromesso con Ungheria, Cechia e Slovacchia per l'esenzione dell'oleodotto Druzhba

L’Unione europea ha dunque raggiunto il sospirato accordo sul sesto pacchetto di sanzioni alla Russia bloccato dall’opposizione dell’Ungheria all’embargo sul petrolio.
Nella notte fra lunedì e martedì (31 maggio) è stato raggiunto al Consiglio europeo un compromesso che ora dovrà essere reso operativo.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen nella notte ha twittato soddisfatta che l’embargo “riguarderà circa il 90% delle importazioni di petrolio dalla Russia entro la fine dell’anno”.

Il risultato si è ottenuto dopo una lunga mediazione con il premier sovranista ungherese Viktor Orban – dall’inizio contrario per la forte dipendenza del suo paese dal petrolio russo (e forse da una certa affinità culturale e politica con Putin) – e con i governi di Slovacchia e della Repubblica ceca, paesi anch’essi legati a doppio filo alle forniture del petrolio di Mosca.

La soluzione di compromesso raggiunta è la seguente: ai tre paesi riluttanti si è concesso di limitare l’embargo al petrolio in arrivo via mare; mentre continueranno ad approvvigionarsi – non è chiaro al momento fino a quando – attraverso l’oleodotto terrestre Druzhba. Secondo quanto riporta Rai News 24, Polonia e Germania, che si approvvigionano per parte delle loro importazioni dal medesimo oleodotto, rinunceranno alla loro quota per lasciarla ai tre paesi recalcitranti.
L’embargo sarà attuato entro la fine del 2022. La durata dell'esenzione per il greggio in arrivo dall'oleodotto Druzhba dovrebbe essere oggetto di un nuovo negoziato nei prossimi giorni.

Ungheria, Slovacchia e Repubblica ceca sarebbero state convinte, secondo le informazioni in arrivo dalle corrispondenze di Bruxelles, dall'inclusione nel documento conclusivo del Consiglio di una nota che prevede l'impegno della Ue a prendere misure di emergenza nel caso la Russia interrompa le forniture.
In pratica, gli altri paesi membri dovrebbero aiutare Ungheria, Slovacchia e Repubblica ceca in caso di azioni improvvise di ritorsioni da parte di Putin sulle forniture energetiche.

 

Il sesto pacchetto Ue alla Russia per l'aggressione all'Ucraina comprende anche l'esclusione dal sistema di pagamenti internazionali Swift della più grande banca russa, la Sberbank; limitazioni a tre emittenti di Mosca e l'inclusione nella lista nera dell'Ue di enti e persone vicine al regime di Putin.

>>Speciale: Guerra in Ucraina