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Le sanzioni Usa contro la Cina per salvare Hong Kong

Hong Kong, proteste per la democrazia- Credit: Geovien So / SOPA Images / IPA / Fotogramma

ESTERI26 giugno 2020

Le sanzioni Usa contro la Cina per salvare Hong Kong

di Michela Cannovale

Il provvedimento è passato al Senato, deve solo ottenere il sì della Camera per entrare in vigore

Il Senato Usa ha votato sì alle sanzioni contro la Cina per proteggere l’autonomia di Hong Kong ora minacciata dalla legge sulla sicurezza nazionale che vieta e punisce le attività di carattere secessionista e sovversivo e le interferenze internazionali nell’ex colonia britannica.

 

D’altronde Robert O’Brien, National Security advisor di Donald Trump, aveva già fatto sapere a fine maggio che “con questa legge di sicurezza, di fatto, [le autorità di Pechino] stanno per prendere il controllo di Hong Kong. In tal caso il segretario di Stato Usa Mike Pompeo non potrà certificarne l’autonomia e questo apre la strada a sanzioni. È difficile che Hong Kong rimanga il centro finanziario di tutta l’Asia e sede di tante multinazionali, una funzione legata all’esistenza di uno Stato di diritto”.

 

- LEGGI ANCHE: La fine dell’autonomia per Hong Kong

 

E sia: il provvedimento delle sanzioni Usa contro la Cina (e in particolare contro le sua banche) deve ancora essere ancora approvato dalla Camera per entrare in vigore, ma ha già ottenuto l’ok di repubblicani e democratici.

 

"È importante mostrare al governo cinese che se continua su questa strada ne pagherà le conseguenze", ha detto il senatore democratico Chris Van Hollen, uno degli autori del disegno di legge.

 

Mentre il senatore repubblicano Pat Toomey ha commentato: "La più grande paura del Partito comunista cinese" è "che il popolo del resto della Cina voglia godere delle stesse libertà di Hong Kong. Un rischio che i leader comunisti cinesi non possono tollerare".