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Entro il 2050 al 17% dell'Europa rischia di restare senz'acqua

- Credit: SERGIO AGAZZI / Fotogramma

CRISI CLIMATICA17 agosto 2022

Entro il 2050 al 17% dell'Europa rischia di restare senz'acqua

di Gianluca Cedolin

Quattro grandi fiumi (Danubio, Reno, Vistola, Po) al loro record negativo nel 2022

 

Dai quaranta gradi nel Regno Unito agli incendi in Francia, fino alla portata d'acqua del Po ridotta ai minimi storici: l'estate del 2022 ha mostrato in tutta Europa i devastanti effetti del riscaldamento globale. Se non si compieranno immediati interventi di mitigazione della crisi climatica, primo fra tutti un drastico abbassamento delle emissioni di gas serra, la situazione in futuro continuerà a peggiorare.

La siccità e la scarsità d'acqua diventeranno la norma anche alle nostre latitudini. Quattro dei principali fiumi europei (il Danubio, il Reno, la Vistola e appunto il Po) hanno segnato quest'anno il loro record negativo.

Una recente analisi del Wwf ha stimato che il 17 per cento degli europei dovrà fronteggiare il rischio di un'estrema mancanza di acqua entro il 2050, se non saranno prese immediate e urgenti azioni dalle istituzioni pubbliche e private. I risvolti negativi della carenza idrica interesseranno non solo settori come l'agricoltura, l'industria o la produzione di energia idroelettrica, ma metteranno a rischio anche i rifornimenti di acqua potabile per i cittadini.