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Donald Trump e Joe Biden, immagini simbolo delle elezioni presidenziali americane Donald Trump e Joe Biden, immagini simbolo delle elezioni presidenziali americane - Credit: Dwi Anoraganingrum / Geisler-Fotop / IPA / Fotogramma
CASA BIANCA 2 novembre 2020

Sondaggi Usa 2020: testa a testa in Arizona e North Carolina

di Michela Cannovale

Le intenzioni di voto degli americani alla vigilia dall'Election Day

2 novembre

Alla vigilia dell’Election Day per chi voterebbero gli americani tra Donald Trump e Joe Biden?

 

Dati di domenica 1 novembre alla mano, hanno già votato 93.131.017 elettori, di cui 59.126.562 via posta e 34.004.455 di persona.

Si tratta complessivamente del 67,6% dell'intera affluenza al voto alle elezioni presidenziali del 2016.

 

Secondo un'indagine del Washington Times-Nbc, il candidato democratico Joe Biden sarebbe avanti di 10 punti a livello nazionale rispetto a Trump. Tuttavia il sistema elettorale degli Stati Uniti premia non il candidato che ha ricevuto più voti a livello nazionale ma chi arriva alla maggioranza assoluta dei "grandi elettori" (ne avevamo parlato qui: Come si elegge il presidente degli Stati Uniti: tutto quello che bisogna sapere).

 

Secondo il sondaggio della Cnn, in Wisconsin, uno dei cosiddetti swing states (o Stati chiave), Biden ha il 52% dei consensi a fronte del 44% di Trump, mentre in Michigan, Biden ha il 53% e Trump il 41%. Sarebbe invece testa a testa in Arizona e North Carolina.

 

Secondo il sondaggio condotto da New York Times/Siena College, Biden è in vantaggio in tre Stati chiave: Arizona(+6), Pennsylvania (+6) e Wisconsin (+11). Tutti e tre gli Stati furono vinti da Trump nel 2016 contro Hillary Clinton. Lo stesso discorso vale per la Florida dove, stando a quanto afferma il sondaggio di Morning Consult, Biden è avanti di 6 punti con il 51,5%, a fronte del 45,4% di Trump.

 

- LEGGI ANCHE: Covid-19, Trump continua a sfidare i fatti e la scienza

- E ANCHE: Il grande discorso di Joe Biden a Gettysburg

 

29 ottobre

Meno cinque alle elezioni e Biden continua ad essere in testa sia nei sondaggi nazionali sia nella maggior parte di quelli dei singoli Stati. 

 

Per quanto riguarda le previsioni nazionali, il sondaggio condotto da IBD/TIPP aggiornato a giovedì 29 ottobre, dà il candidato di sinistra in vantaggio di 5 punti rispetto Trump, con un margine dal 45 al 50%.

 

Mentre secondo il sito fivethirtyeight.com, che ha simulato il risultato delle elezioni del 3 novembre decine di migliaia di volte tenendo conto delle intenzioni di voto (ma anche dell'early vote), le possibilità di vittoria di Trump sono 11 su 100. Quelle di Biden, invece, 89 su 100.

 

Ma anche l'ultimo sondaggio della Cnn a livello nazionale dà il democratico in vantaggio con il 54% rispetto al 42% del Tycoon, e addirittura parla di "vantaggio più alto di qualsiasi candidato in oltre due decenni nei giorni finali della campagna elettorale".

 

Ma vediamo come evolve la situazione negli Stati in bilico, quelli che decideranno l'elezione del presidente: 

 

- In Carolina del Nord, storica roccaforte dei repubblicani, Biden è in testa di 6 punti secondo il sondaggio di Citizen Data.

 

- Colpo di scena in Michigan, dove Trump vinse nel 2016: qui Biden è in vantaggio di 8,6 punti (RealClearPolitics).

 

- Il gap tra i due sfidanti è invece esiguo in Texas, pur essendo questo uno Stato tradizionalmente repubblicano. 

 

- Stesso discorso per l'Ohio, dove gli elettori sono ancora in bilico. Per ora Trump è in vantaggio con un margine di mezzo punto (RealClearPolitics).

 

- In Florida Biden è in vantaggio di solo mezzo punto percentuale sempre stando (RealClearPolitics).

 

- In Arizona il candidato dem è avanti di due punti (RealClearPolitics).

 

- Ottima posizione per Biden anche in Wisconsin, dove è in vantaggio di 6,4 punti (RealClearPolitics).

 

- In Pennsylvania, infine, Biden è in vantaggio di tre punti percentuali (RealClearPolitics).

 

26 ottobre

Siamo arrivati all’ultima settimana: mancano solo 8 giorni al fatidico “Election Day” e, stando alla maggior parte dei sondaggi, Joe Biden è ancora in vantaggio.

 

Secondo la media di RealClearPolitics, il candidato democratico ha dalla sua il 50,8% delle preferenze contro il 42,8% del suo sfidante. Il distacco è quindi di 8 punti totali (ma solo l’11 ottobre era più ampio: Biden aveva il 52,1% dei voti in suo favore). Quattro anni fa a quest’ora, invece, Hillary Clinton era in vantaggio rispetto a Trump solo di 3 punti percentuali ma nei sondaggi non superava mai il 50% delle preferenze.

 

Dati di RealClearPolitics ancora alla mano, Biden avrebbe dalla sua più di 230 grandi elettori, e per assicurarsi la vittoria ne dovrebbe conquistare ancora altri 50 circa. Il presidente Trump, invece, ne avrebbe poco più di 120, e gliene servirebbero quasi 160 per vincere (abbiamo spiegato qui perché questi numeri sono così importanti).

 

Ecco la situazione negli Stati in bilico:

 

- TEXAS

Biden 46,0% vs Trump 48,6%. È vero, qui Trump è in vantaggio, ma non bisogna dimenticare che Biden è riuscito a conquistare il favore di molti elettori solo in questi ultimi giorni e che, nelle elezioni del 2016, il Texas non rientrava neanche fra gli Stati in bilico. Infatti, qui il Tycoon vinse con il 52,5% rispetto al 43,5% di Hillary Clinton.

 

- FLORIDA

Biden 48,7% vs Trump 47,2%. Nei giorni compresi tra 10 e 23 ottobre, Biden ha ottenuto un vantaggio di 1,5 punti. Nel 2016, la Florida portò alla vittoria Trump con un vantaggio di solo poco più di un punto rispetto alla sua sfidante.

 

- MICHIGAN

Biden 50,4% vs Trump 42,6%. Qui il vantaggio di Biden è netto, anche se nel 2016 in Michigan vinse Trump pur dopo un lungo e sostenuto testa a testa con la Clinton.

 

- OHIO

Biden 46,2% vs Trump 46,8%. Qui negli ultimi giorni i sondaggi hanno registrato un aumento 0,6 punti per Trump, ma la differenza è così minima che ad oggi è difficile prevedere chi prevarrà alle elezioni. Nel 2016 Trump vinse con il 51,8% dei voti.

 

22 ottobre

A tredici giorni dal voto, Joe Biden continua a mantenere il vantaggio su Donald Trump. A livello nazionale è avanti di 7,7 punti percentuali (50,7%), secondo la media dei sondaggi di RealClearPolitics

 

Risultati simili quelli del sondaggio della BBC, eseguito negli ultimi 14 giorni, dove Biden ha al momento il 51% dei consensi contro il 43% del suo sfidante repubblicano.

 

A livello dei singoli stati, invece, il candidato democratico è dato in vantaggio oltre il margine di errore in un numero sufficiente di stati da superare la fatidica soglia (quella che poi permette di vincere) dei 270 delegati del collegio elettorale.

 

Come tuttavia suggerisce il sito FiveThirtyEight, che si occupa di modelli e previsioni elettorali, Trump ha circa una possibilità su 10 di essere rieletto - che sono poi le stesse probabilità che un giorno qualsiasi piova a Los Angeles: una città dove dove fa quasi sempre bel tempo tranne, in media, per quei 36 giorni di pioggia all’anno. A Los Angeles può piovere, così come Trump può vincere. 

 

14 ottobre

Nelle preferenze di voto degli americani, Joe Biden è di 17 punti percentuali in vantaggio rispetto a Donald Trump.

 

È quanto mettono in luce i risultati del sondaggio Opinium Research e Guardian, secondo cui il candidato democratico è al 57% contro il 40% del presidente repubblicano - un distacco superiore addirittura a quello rilevato recentemente dalla Cnn in cui i 16 punti che separavano i due rivali vedevano Biden al 57% e Trump al 41%.

 

Il terreno di scontro dei due candidati, ora, è la Florida, dove il Tycoon ha tenuto il suo primo comizio dopo il ricovero a causa del Covid e dove il giorno dopo è stata la volta di Biden, che ha accusato il presidente di non considerare gli anziani: “Non siete praticamente nessuno, siete sacrificabili, è così che vede gli anziani”, ha detto in una casa di riposo a Pemproke Pines. 

 

"Un attacco mirato quello di Biden - sottolinea Sky Tg 24 - perché nel 2016 Trump aveva vinto di poco in Florida, proprio grazie al voto degli elettori senior. Ma negli ultimi sondaggi si osserva un allontanamento degli over 65 dal presidente in carica".

 

7 ottobre

A meno di un mese dal grande giorno, Joe Biden continua ad essere il candidato con più preferenze. A confermalo, questa volta, è il sondaggio condotto dalla Ssrs per la Cnn, secondo cui il 57% degli elettori voterebbe oggi per il candidato democratico, che distanzia così Donald Trump di 16 punti

 

Il sondaggio è stato condotto intervistando telefonicamente 1.205 persone dall'1 al 4 ottobre, quinid dopo il primo dibattito televisivo tra i due candidati e a cavallo del ricovere di Trump, risultato positivo al coronavirus. 

 

Significativo, fra i dati riportati dal sondaggio della Ssrs, è che nella maggior parte dei cosiddetti Battleground States, gli Stati chiave che saranno decisivi per il risultato finale, il vantaggio di Biden è ridotto rispetto al dato nazionale.

 

1 ottobre

Joe Biden torna di nuovo nettamente in testa dopo il duello televisivo del 29 settembre. Parlano chiaro, infatti, i risultati del sondaggio di YouGov condotto per l'Economist, in base a cui il candidato democratico otterrebbe oggi il 50% dei voti contro il 42% dell'attuale inquilino della Casa Bianca. 

 

Altrettanto esplicito il sito RealClearPolitics, che calcola la media di tutti i sondaggi principali, secondo cui Biden ha un vantaggio di 6,6 punti rispetto al Tycoon.

 

 

Tycoon che, nel frattempo, è tornato in Minnesota, e per la precisione a Duluth, per un comizio nella Iron Range, l'area mineraria, settore tra i più colpiti dal Covid-19. Proprio in Minnesota il presidente perse nel 2016 contro Hillary Clinton. E l'ultimo sondaggio di Star Tribune coninua a dare lo sfidante democratico Biden in vantaggio di 6 punti (46% di Biden contro 42% di Trump).

 

27 settembre

Un sondaggio del “New York Times” in partnership con Siena College indica un vantaggio ancora netto a favore di Joe Biden di 8 punti percentuali: 49% per Biden e 41 per Donald Trump. 

 

Invece, l’ultimo sondaggio di Washington Post/Abc, valuta in 10 punti il vantaggio del democratico, con il 53% dei consensi contro il 43% dell'avversario. In agosto il vantaggio era di 12 punti.

 

Secondo la media dei sondaggi curata da “Fivethirtyeight”, Biden è al 50,3%, Trump al 43%.

 

15 settembre

Al 15 settembre 2020, a poco meno di due mesi dalle elezioni, si accorcia la distanza tra i due candidati alla Casa Bianca americana.

 

Se fino all'8 settembre Joe Biden era in vantaggio di 10 punti, ora il suo margine su Donald Trump è pari a 5 punti. 51% contro 46%, secondo quanto ha rilevato un sondaggio condotto per Fox News

 

I 5 punti percentuali in più del candidato democratico, peraltro, corrispondono esattamente al margine di errore di campionamento del sondaggio realizzato dopo le convenzioni nazionali Democratiche e Repubblicane, ha avvertito Fox.

 

Il sito della tv Usa ha poi specificato che chi voterebbe oggi per Biden lo farebbe perché è scontento della gestione della pandemia di coronavirus da parte di Trump e perché si fida di lui per quanto riguarda le nomine alla Corte Suprema e l'unione del Paese.

 

8 settembre

Secondo l'ultimo sondaggio realizzato a livello nazionale dalla Cbs al termine delle convention dei due partiti, Joe Biden risulta in vantaggio di dieci punti rispetto a Donald Trump. Il 52% degli elettori, infatti, voterebbe per il candidato democratico, contro il 42% favorevole all'attuale inquilino della Casa Bianca.

 

In sondaggio della Cbs si concentra anche sul Wisconsin, uno dei cosiddetti "Stati chiave" per le elezioni americane (insieme a Florida, Pennsylvania, Ohio, Michigan, North Carolina e Arizona), nonché Stato in cui si trova la città di Kenosha, teatro del ferimento di Jacob Blake da parte della polizia e dell'uccisione di due manifestanti da parte del 17enne repubblicano. Qui Biden è avanti con il 50% delle preferenze contro il 44% di Trump. 

 

Cbs precisa che in Winsconsin Biden è largamente preferito anche dalle elettrici bianche (51% contro 42% di Trump e contro, inoltre, il 44% di Hillary Clinton nel 2016) e dai cittadini laureati (53% contro 40%). 

 

Il Tycoon continua invece ad essere il favorito dell’elettore bianco di sesso maschile, pur con percentuali inferiori a quelle del 2016, e dei non laureati (52% contro 42%).

 

31 agosto

Si sta riducendo lo scarto tra i due sfidanti alle elezioni presidenziali americane. A poco più di due mesi dalle elezioni, molti istituti segnalano che Donald Trump è in ascesa rispetto a qualche settimana fa.

 

I risultati dei sondaggi rimangono tuttavia contrastanti:

- Al 31 agosto, la media dei polls stilata da Fivethirtyeight assegna a Biden ancora il 50,2% e a Trump il 42,2%.

 

- In quella del Democracy Institute/Sunday Express, istituto sempre favorevole all'ala repubblicana, Trump supera invece Biden di tre punti, con il 48% dei consensi contro il 45% dello sfidante democratico. Sempre secondo il Democracy Institute/Sunday Express, il divario è ancora più ampio in Florida, Michigan, Minnesota, Pennsylvania e Iowa, dove Trump guida con il 49% contro il 42% di Biden.

 

- Scarto ridotto anche secondo altri due istituti: in un rilevamento effettuato tra venerdì e sabato, Morning Consult dà a Biden 6 punti di vantaggio (50% vs 44%), mentre per YouGov, il margine a favore di Biden è passato da +11 a +6. 

 

- In disaccordo invece i risultati dei sondaggi dell'Economist, secondo cui tra i due sfidanti continua a non esserci partita: il recupero di Trump dopo la convention repubblicana non è stato abbastanza forte come sarebbe dovuto essere e Joe Biden ha ancora l'87% di possibilità di vincere nel collegio elettorale, contro il 12% del Tycoon.

 

19 agosto

Joe Biden è ancora in testa, ma un po' meno. Secondo il sondaggio SSRS della Cnn (condotto dal 12 al 15 agosto con il coinvolgimento di 1.108 elettori), infatti, il candidato democratico ha leggermente ridotto il suo vantaggio sul rivale repubblicano: il ticket Biden-Kamala Harris ha infatti ottenuto il 50% dei consensi, mentre quello di Trump-Mike Pence il 46%.

 

Il sondaggio, che ha un margine di errore del 4%, ha messo in luce che 53% degli elettori risulta "estremamente entusiasta" di votare (con i "molto entusiasti" si arriva addirittura al 72%), il livello massimo mai registrato nei sondaggi della Cnn dal 2003. Nella maggioranza pro-Biden, in particolare, gli entusiasti raggiungono quota 53%.

 

Tuttavia, se si considerano i 15 Stati con un impatto maggiore sul Collegio elettorale (i cosiddetti Battleground States), continua la Cnn, il vantagio risulta ulteriormente ridotto per Biden, sostenuto dal 49% degli intervistati, contro il 48% di Trump.

 

Per quanto i numeri per l'attuale coinquilino della Casa Bianca stiano migliorando rispetto a giugno-luglio, il 54% degli elettori dice di disapprovare il modo in cui ricopre il ruolo di presidente, mentre il 42% lo approva.

 

Soprattutto, i sondaggi continuano a delineare un quadro di certo non positivo per il Tycoon se confrontato con quello degli altri presidenti candidati a un secondo mandato (peggio solo Jimmy Carter con il 33% di preferenze e George H.W. Bush con il 35%, mentre Obama era al 48%, George W Bush al 49%, Bill Clinton al 53% e Ronald Reagan al 54%).

 

La Cnn ha poi chiesto agli elettori cosa ne pensano di Kamala Harris, scelta da Biden come sua eventuale vice: il 41% degli intervistati si è detto favorevole, ma il 38% ha espresso pareri negativi. A maggio i favorevoli erano solo il 32% (ma i contrari il 33%).

 

[Per comprendere il meccanismo complicato di elezione si legga questo articolo: Come si elegge il presidente degli Stati Uniti ]

 

12 agosto

Joe Biden continua a farla da padrone nei sondaggi elettorali sulle presidenziali di novembre. Secondo il sondaggio della Marquette University Law School, che ha interrogato 801 elettori del Winsconsin nella prima settimana di agosto, il candidato democratico ha un vantaggio di 49-44 punti percentuali su Trump.

 

Il sondaggio ha riscontrato un alto livello di impegno al voto tra Democratici e Repubblicani, mentre non ha rilevato lo stesso impegno tra gli elettori indipendenti. Circa l'87% dei Democratici e dei Repubblicani conferma infatti di essere certo di andare votare in autunno, contro il 60% degli indipendenti.

 

Non solo: all’attuale inquilino della Casa Bianca si dice favorevole il 42% degli elettori intervistati e sfavorevole dal 55%, mentre per Biden è favorevole il 43% e contrario il 48%. "Fino al 2016 non avevamo visto candidati alla presidenza per cui gli elettori si considerassero, da entrambe le parti, più sfavorevoli che favorevoli", ha spiegato Charles Franklin, che ha diretto il sondaggio.

 

Agli intervistati è stato anche chiesto quanto siano contenti andare a votare a novembre. Tra i Democratici, il 65% si dice “molto entusiasta”, percentuale che scende al 64% tra i Repubblicani. Tra gli indipendenti, è “molto entusiasta” il 37% degli elettori.

 

Per quanto riguarda l'attenzione alla politica e agli affari pubblici, il 72% dei Democratici dice di seguire “di frequente” quello che succede, così come il 71% dei Repubblicani e il 45% degli indipendenti.

 

Il 35% del totale degli intervistati ha dichiarato di voler votare per posta, contro il 46% che preferisce votare di persona.

 

6 agosto

Se gli americani andassero a votare oggi, il nuovo presidente degli Stati Uniti sarebbe con tutta probabilità Joe Biden.

 

Lo sostiene, fra gli altri, The Economist, il cui sondaggio dello scorso 3 agosto prevedeva che il candidato democratico potrebbe ottenere il 54% del voto popolare (contro il 46% di Trump), e che avrebbe dunque il 91% di possibilità di diventare il prossimo inquilino della Casa Bianca.

 

Per FiveThirtyEight, Trump è ancora più in basso nei sondaggi nazionali: al 42%. E anche il sondaggio del New York Times dà Biden in vantaggio di sei punti in sei stati chiave.

 

Il sito americano Quartz, comunque, suggerisce ai lettori di non fare previsioni affrettate: anche nel 2016 i sondaggi davano Hillary Clinton in vantaggio. Eppure alla fine ha vinto Donald.

 

Quartz ha domandato all'esperto di sondaggi del New York Times, Nate Cohn, il motivo alla base di quell’errore. La risposta è: primo, gli elettori che si decisero all’ultimo, votarono in massa per Trump. Secondo, Trump riuscì a far votare alcune persone che i sondaggisti non avevano previsto, compreso chi non aveva mai frequentato il college.

 

27 luglio

Al 27 luglio, a quattordici settimane dalle elezioni presidenziali Usa, Joe Biden continua ad essere in vantaggio di 8 punti su Donald Trump.

 

Tutti i sondaggi nazionali lo danno in testa e, soprattutto, lo danno in testa negli Stati chiave (quelli cioè che, in base al complesso sistema elettorale americano, contano più di altri): Florida, Arizona, Wisconsin, Nord Carolina, Pennsylvania e Michigan.

 

In particolare, secondo il sondaggio di CNN-SSRS (condotto tra il 18 e il 24 luglio su 1.000 elettori), Biden ha una percentuale di vittoria che si aggira tra il 51-46% in Florida, tra il 49-45% in Arizona e tra il 52-40% in Michigan, dove crollo del successo di Trump è collegato per oltre il 57% dei casi alla gestione della pandemia di coronavirus.

 

Il sondaggio di NBC News/Marist (condotto tra 14 e 22 luglio su 1.020 elettori), invece, vede Biden in testa di 5 punti in Arizona. A sostenerlo sono soprattutto i latino-americani, le donne, i laureati, i residenti in città e gli under-45, mentre Trump ha il favore di uomini bianchi over-45 senza titolo universitario, residenti in aree rurali del Paese e perlopiù di religione evangelica. Il sondaggio ha anche indicato che Trump rimane il candidato favorito su questioni di tipo economico, mentre Biden sarebbe il migliore nella gestione dei rapporti sociali e nell'emergenza sanitaria.

 

20 luglio

È sempre più in salita la strada di Donald Trump verso la rielezione alla presidenza degli Stati Uniti. I sondaggi continuano a indicare un notevole vantaggio dello sfidante democratico Joe Biden. 

 

Anche quest’anno i poll nelle settimane precedenti il voto (che sarà il 3 novembre 2020) si moltiplicano e danno tutti Biden davanti nelle rilevazioni nazionali.

 

Fivethirtyeight, il sito specializzato in statistiche diretto da Nate Silver, pubblica e aggiorna quotidianamente la media dei sondaggi dei vari istituti, indicando anche l’ampiezza del campione e la qualità del lavoro.

 

L’indicazione che arriva da questa media è piuttosto significativa. Al 18 luglio, per esempio, il vantaggio di Biden nella media e di 8,8 punti – ricordiamo che sono sondaggi nazionali –; per intenderci, il 12 aprile era di 3,4%, il 15 giugno di 8,3.

 

Certo, gli scettici sulla capacità predittiva dei sondaggi, ricorda quanto fossero certi i pollster dei dati relativi alla sfida Clinton – Trump del 2016, che davano la democratica in vantaggio giudicato sicuro e come il risultato venne ribaltato.

 

A questo si può rispondere:

1 – che gli istituti di sondaggio hanno fatto tesoro di quell’esperienza e stanno correggendo i difetti dei modelli;

2 – che allora l’errore fondamentale fu di sbagliare o di sottovalutare le incertezze in alcuni stati incerti che si rivelarono decisivi. Infatti a livello nazionale le previsioni sul vantaggio di Clinton furono confermate (la democratica ottenne più di due milioni di voti in più rispetto a Trump). Imprevista fu la distribuzione in alcuni Stati di questo voto.

 

In tal senso, questa volta aiuta per esempio il modello messo a punto dall’Economist “Forecasting the US elections“, che tiene conto dei sondaggi nazionali, di quelli dei singoli Stati e contee ma anche di dati demografici e economici. Il tutto produce una previsione aggiornata costantemente.

 

Ebbene, al 20 luglio, a Biden questo modello assegna 356 voti elettorali (sono necessari 270 per vincere) e Trump 182. 

 

Le chance di vittoria del collegio elettorale (quindi dei voti dell’assemblea che formalmente elegge il presidente, si veda l’articolo citato prima sul funzionamento del sistema elettorale) sono del 93% per Biden; quelle di vincere la maggioranza dei voti popolari sono del 99%.

 

3 luglio

Le cose vanno di male in peggio per Donald Trump. La sua corsa elettorale per un secondo mandato alla Casa Bianca sta acquisendo sempre più i tratti di un fallimento da quando il coronavirus lo ha colto (più o meno) di sorpresa, trasformando gli Stati Uniti nel Paese più colpito dalla pandemia. Solo nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 53.069 casi, per un totale di oltre 2,7 milioni di malati da inizio marzo e più di 127mila morti.

 

Poi ci si sono messe anche le proteste per la morte di George Floyd, il movimento Black Lives Matter, la crisi economica.

 

Secondo l’ultimo sondaggio condotto da Usa Today tra il 25 e il 29 giugno, infatti, lo sfidante democratico Joe Biden vince su Trump di nove punti percentuale (46%-37%).

 

In occasione del sondaggio è stato chiesto agli elettori di spiegare brevemente perché sostengono un candidato piuttosto che l’altro. Gli elettori di Trump hanno menzionato nel 20% dei casi l'economia o il lavoro; nel 13% perché “sta facendo un buon lavoro”; nel 12% perché “mi sento d'accordo con lui”. I sostenitori di Biden, invece, hanno ammesso nel 44% dei casi di “votare Biden per eliminare Trump”, nell’8% perché “ho bisogno di un cambiamento”.

 

23 giugno

A lockdown quasi terminato, tutte le sicurezze del presidente Donald Trump sembrano vacillare. Il sondaggio di Reuters-Ipsos vede in vantaggio di ben 13 punti percentuali (50% a 38%) il candidato democratico Joe Biden, mentre Foxs News (nell'ultima indagine condotta tra il 13 e il 16 giugno) di 12. Insomma, il Tycoon non è più in testa, e ne ha avuto dimostrazione a Tulsa, in Oklahoma (appuntamento che si è svolto nonostante lo Stato avesse registrato un forte aumento di nuovi casi di Covid-19).

 

- LEGGI ANCHE: Il flop di Trump a Tulsa: cosa c'entra TikTok

 

Al 61% del campione intervistato da Foxs News, infatti, non piace più l’operato dell’attuale inquilino della Casa Bianca, mentre solo il 32% continua a promuoverlo (56% contro 37% il mese prima). 

 

Cosa ha cambiato l'andamento della campagna elettorale di Trump? Una serie di sfortunate coincidenze, a quanto pare: dalla gestione dell'emergenza coronavirus, alle proteste contro la brutalità della polizia dopo la morte di George Floyd. Anche i social ora censurano i suoi post accusandolo di incitamento alla violenza e all’odio.

 

Ma una sconfitta non è ancora contemplata dal Tycoon. Alla domanda di Politico, infatti, se accetterà i risultati elettorali in ogni caso, il presidente ha detto: “Anche Hillary Clinton continuò a dire che li avrebbe accettati e non lo ha mai fatto. Lo sapete, ha perso, ha perso male”.

 

- LEGGI ANCHE:  La guerra di Trump contro i social network

 

5 marzo

I risultati delle primarie nel Super Tuesday sono stati decisivi per delineare le preferenze degli elettori democratici, che confermano il loro interesse sui due candidati Joe Biden e Bernie Sanders. I sondaggi della CBS News sono stati aggiornati il 4 marzo sulla base dei numeri del Super Tuesday. Ecco cosa dicono:

  • Il 48% dei minori di 45 anni ha votato per Sanders il 3 marzo, contro il 17% che ha votato per Biden. Tra i 45enni o più anziani, il 40% ha favorito Biden e il 18% Sanders.
  • Un'argomentazione chiave di Bernie Sanders è stata quella di poter battere il presidente Trump a novembre grazie al fatto che porterà alle urne milioni di elettori che generalmente non votano.
  • Sanders ha ora dalla sua soprattutto gli elettori ispanici, che hanno votato per lui nel 45% dei casi (mentre il 23% ha sostenuto Biden). Nel 2016, invece, gli ispanici si schierarono perlopiù a favore di Hillary Clinton e contro Sanders.
  • I cittadini afroamericani hanno invece votato per Biden (il 55%, contro il 17% di Sanders).
  • Gli elettori bianchi si sono divisi abbastanza uniformemente tra Sanders (28%) e Biden (30%).
  • Quasi il 30% degli elettori del Super Tuesday ha dichiarato di non aver preso una decisione fino agli ultimi giorni prima delle elezioni. Proprio durante questo periodo, Biden è salito sul palco nella Carolina del Sud, cosa che probabilmente lo ha aiutato ad ottenere il 46% dei voti degli indecisi contro il 18% di Sanders.

 

25 febbraio

Che voti o meno per lui, il 65% degli elettori registrati a livello nazionale negli Stati Uniti è convinto che Trump sarà sicuramente o probabilmente rieletto. La pensa così anche più di un terzo degli elettori democratici, mentre i repubblicani sono ancora più ottimisti: più di 9 su 10 si aspettano che il Tycoon vinca. A dirlo sono i sondaggi eseguiti da CBS News/YouGov su un campione di 10mila intervistati tra il 20 e il 22 febbraio.

 

La lotta con i candidati Dem è serrata, eppure sembra che nessuno di loro riuscirà a battere l’attuale inquilino della Casa Bianca.

 

Gli elettori di sinistra esprimono grande fiducia in Sanders e Biden, ma meno della metà crede che possano “forse vincere”. Ma rimane Sanders il preferito tra i due Dem: voterebbe per il 28% degli intervistati contro il 17% che si è detto in favore di Biden. Seguono Warren (19%), Bloomberg (13%), Buttigieg (10%), Klobuchar (5%), Steyer (2%) e infine Gabbard (1%).

 

Eppure, anche se Sanders è in testa alla classifica generale, la maggior parte degli elettori delle primarie democratiche (50%) sceglie Warren come candidata che li ha maggiormente impressionati negli ultimi dibattiti. Sanders è stato nominato dal 42% degli intervistati, mentre la performance di Bloomberg è piaciuta solo al 15% dei rispondenti.

 

11 febbraio

Se la prima tappa delle primarie democratiche in Iowa è stata vinta da Pete Buttigieg, ora la palla passa al New Hampshire. Secondo il sondaggio dell’università del New Hampshire riportato dalla CNN (condotto dal 6 al 9 febbraio su un campione casuale di 365 probabili elettori democratici e 212 probabili elettori repubblicani), sarà Bernie Sanders il vincitore delle elezioni dell’11 febbraio.

 

Conferma la sua vittoria il 59-56% degli intervistati (circa 6 su 10), mentre il 10% si aspetta il primo posto per Buttigieg e il 6% menziona Biden o Warren.

 

Secondo lo stesso sondaggio Sanders continua anche a mantenere il vantaggio come candidato con le migliori possibilità di vincere a novembre (lo dice il 30% degli intervistati). Lo seguono Biden (al 22%) e Buttigieg (al 13%). Il presidente Donald Trump rimane dominante nelle primarie repubblicane, preferito dal 90% degli intervistati, mentre solo il 7% sosterrà l che dicono che voteranno per il presidente e solo il 7% sostiene l'ex governatore del Massachusetts, Bill Weld.

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