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Stati Uniti, l’attacco alla democrazia dei seguaci di Trump

Sostenitori di Trump nel Us Capitol, 6 gennaio 2021- Credit: ZUPR / IPA / Fotogramma

estremisti a washington07 gennaio 2021

Stati Uniti, l’attacco alla democrazia dei seguaci di Trump

di Luigi Gavazzi

Assalto all’edificio del Parlamento riunito per certificare la vittoria di Biden

Un attacco senza precedenti alla democrazia degli Stati Uniti – Domenica il United States Capitol, la sede dei due rami del Parlamento americano, è stata assaltata da una folla pro-Trump che ha fatto breccia nell’edificio. Il bilancio per ora è di quattro morti, sulla cui identità c’è confusione.

Certificazione della vittoria di Joe Biden

Il Congresso era riunito per certificare la vittoria di Joe Biden nelle elezioni, in base alla procedura costituzionale.

Mentre il gruppo di assalitori entrava nell’edificio del Parlamento, il personale di sicurezza ha provveduto a riparare negli uffici il personale delle due camere e a far uscire in sicurezza senatori e deputati. Sono stati esplosi dei colpi di pistola e alcune persone sono state feriti. Nella notte si è saputo che ci sarebbero stati almeno quattro morti Successivamente le forze dell’ordine hanno sgombrato la sede del Parlamento. Durante l’assalto è stato occupato anche l’ufficio personale della speaker della Camera Nancy Pelosi; molti manifestanti hanno scattato selfie dentro l’aula del Senato. Nel corso della notte poi, il Congresso si è riunito di nuovo e ha certificato l’elezione di Biden.

Le responsabilità di Trump

La situazione è stata creata dal rifiuto di Trump di concedere la vittoria, per altro chiarissima e netta di Biden alle elezioni del 3 novembre. Trump invece, a partire dal 3 novembre, ha provato prima ogni via legale per ribaltare l’esito della consultazione, sia chiedendo nuovi conteggi dei voti, sia presentando ricorsi in vari tribunali.
Su uno di questi ricorsi si è anche pronunciata la Corte Suprema. La vittoria di Biden è stata confermata anche dalla riunione dei grandi elettori.

Trump contemporaneamente ha accentuato la sua politica per aizzare il variegato gruppo di frange estremiste che lo sostiene perché manifestassero contro la democrazia in ogni città. Fino al raduno di Washington il 6 gennaio per fare pressione sul Congresso, in modo che non venisse certificata la vittoria di Biden. La mattina di mercoledì Trump ha anche tenuto un comizio nel quale ha ulteriormente aizzato i suoi seguaci più estremisti ad andare a Capitol Hill per bloccare la procedura costituzionale (siti e giornali riportano le parole di Trump, inequivocabili).

Joe Biden

Biden durante le ore dell’assalto ha chiesto a Trump di parlare in televisione per fermare i suoi seguaci. Donald Trump ha poi diffuso un messaggio registrato dal tono ambiguo: ha invitato i suoi sostenitori a tornare a casa e fermare la violenza, ma li ha benedetti chiamandoli “brava gente” e confermato la sua bugia sulle elezioni che ha ribadito di aver vinto (contro ogni evidenza) e che sarebbero state “rubate dagli altri”. Trump ha parlato fingendo di illudersi che quanto successo a Washington il 6 gennaio possa essere cancellato dalle sue parole.

Georgia

Nel frattempo le elezioni per i due seggi del Senato in Georgia sono state vinte dai due democratici; risultati che danno ai democratici la maggioranza anche al Senato dopo quella ottenuta il 3 novembre alla Camera.

 

 

(Articolo pubblicato il 6 gennaio e successivamente aggiornato)