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La relazione tra la crisi climatica e l'aumento delle malattie infettive

- Credit: Hal Gatewood / Unsplash

Mondo11 agosto 2022

La relazione tra la crisi climatica e l'aumento delle malattie infettive

di Gianluca Cedolin

L'impatto del 58% delle malattie infettive note sarà aggravato dal cambio del clima

Mentre in Cina è stato scoperto un nuovo virus che ha infettato finora 35 persone, denominato Langya (della famiglia degli Henipavirus), la University of Hawaii di Honolulu ha pubblicato su Nature climate change uno studio in cui viene messa in relazione la crisi climatica con lo sviluppo di nuove malattie infettive. Sostanzialmente, la tesi della ricerca, in futuro a causa dei cambiamenti climatici saremo più vulnerabili alle infezioni, che diventeranno più frequenti. In particolare, l'impatto del 58 per cento delle malattie infettive note sarà aggravato dalle nuove condizioni climatiche e ambientali a cui sta andando incontro la Terra, come scrive l'Ansa.

Ci sono oltre mille dinamiche attraverso cui la crisi climatica può favorire la diffusione nell'uomo di agenti patogeni. Il riscaldamento e i cambiamenti nelle precipitazioni possono far espandere vettori come zanzare, zecche e pulci, che potranno sopravvivere a latitudini elevate per via del caldo, aggravando le epidemie.

E poi le temperature elevate, con conseguenti siccità e incendi, possono distruggere l'habitat di diverse specie, avvicinando i patogeni all'uomo (quest'anno sono aumentate le zanzare nelle zone antropiche, per via della siccità). Le precipitazioni eccezionale possono portare al trabocco di acque reflue e alla trasmissione degli agenti infettivi che si trovano in esse. Le ondate di calore potranno selezionare microbi più resistenti al calore, e più pericolosi perché capaci di far fronte alla febbre, una gran difesa per il corpo umano.