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Uno studio afferma che la cannabis preverrebbe il Covid

- Credit: ISA HARSIN / IPA / Fotogramma

CORONAVIRUS21 gennaio 2022

Uno studio afferma che la cannabis preverrebbe il Covid

di Tina Carlyle

I cannabinoidi, legandosi alla proteina Spike, impedirebbero l'ingresso del virus nelle cellule

Secondo lo studio di un team di ricercatori dell'Oregon State University pubblicato sul Journal of Natural Products, la cannabis avrebbe la capacità di prevenire l'infezione da Covid-19. I due acidi cannabinoidi cannabigerolico (Cbga) e cannabidiolico (Cbda) sarebbero infatti in grado di legarsi alla proteina Spike del virus Sars-Cov-2 impedendo il suo ingresso nelle cellule nel nostro organismo.

 

Questi cannabinoidi "biodisponibili per via orale e con una lunga storia di uso umano sicuro, isolati o in estratti di canapa, hanno il potenziale per prevenire e curare l'infezione da Covid", ha spiegatto Richard Van Breemen, tra gli autori dello studio, secondo cui i risultati della ricerca potrebbero in futuro per produrre dei farmaci a base di cannabinoidi per curare il coronavirus e altre malattie.

 

"La nostra ricerca - ha proseguito - ha mostrato che i composti di canapa erano ugualmente efficaci contro le varianti del virus, incluse la variante B.1.1.7 (Delta), che è stata rilevata per la prima volta nel Regno Unito, e la variante B.1.351 (Omicron), rilevata per la prima volta in Sudafrica".

 

Si tratta di acidi che "hanno un buon profilo di sicurezza negli esseri umani" e che risultano "abbondanti nella canapa e in molti estratti di canapa", dunque non sostanze controllate come il Thc, l'ingrediente psicoattivo della marijuana.

 

In che modo la cannabis preverebbe concretamente l'infezione? Come hanno spiegato i ricercatori americani, “qualsiasi parte del ciclo di infezione e replicazione è un potenziale obiettivo per l'intervento antivirale e la connessione del dominio di legame del recettore della proteina Spike al recettore della superficie cellulare umana Ace2 è un passaggio critico in quel ciclo".

 

Questo vuol dire che "gli inibitori dell'ingresso delle cellule, come gli acidi della canapa, potrebbero essere usati per prevenire l'infezione da Covid e anche per ridurre le infezioni impedendo alle particelle di virus di infettare le cellule umane".

 

Questo succede perché gli inibitori sono in grado di legarsi "alle proteine Spike affinché le stesse non possano legarsi all'enzima ACE2, che è abbondante sulla membrana esterna delle cellule endoteliali nei polmoni e in altri organi".

 

I risultati dello studio americano devono ancora essere validati attraverso test su animali e poi sull'uomo.