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Oggi 06 aprile 2020 - Aggiornato alle 10:48
Donald Trump Donald Trump - Credit: MPNC / IPA / Fotogramma
COVID-19 25 marzo 2020

Trump: sconfiggeremo il virus entro Pasqua

di Michela Cannovale

Ma il suo approccio impaziente spaventa banche e governatori locali

Il sistema sanitario americano sta lottando una battaglia straziante contro l’epidemia di Covid-19, che al 25 marzo ha già fatto 55mila contagi e 795 morti negli Stati Uniti.

 

Eppure Donald Trump assicura di vedere “una luce in fondo al tunnel”: la vittoria è vicina, conferma.

Così vicina, che “entro Pasqua le chiese torneranno ad essere gremite di gente”. “Ho pensato che potrebbe essere una bella linea temporale”, ha spiegato il presidente martedì 24 marzo, illustrando il suo obiettivo di “riaprire la nazione” entro il 12 aprile.

 

Ma mentre il Trump elargisce ottimismo a tutto spiano, i governatori locali, consapevoli dei rischi dell'epidemia, continuano ad imporre misure sempre più restrittive ai cittadini. Andrew Cuomo, governatore dello Stato di New York, ha paragonato gli effetti del virus ad un “treno di proiettili” che causerà tanti, troppi morti, un’immagine decisamente meno rosea delle chiese affollate di fedeli intenti a scambiarsi un segno di pace ipotizzate dal Tycoon. E proprio quando, a Pasqua, il presidente pianifica di far ripartire il Paese, l'epidemia raggiungerà probabilmente il suo momento peggiore secondo Cuomo, con il picco di contagi e decessi.

 

L’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che gli Stati Uniti sono sulla buona strada per essere il prossimo epicentro di Covid-19, dopo Cina e Italia, dichiarazione che fa apparire ancor più premature le previsioni di Trump.

 

“Nessuno spiraglio in nessun luogo d’America, per ora – ha detto in un’intervista con la CNN il sindaco di Los Angeles, Eric Garcetti – potrebbero esserci dei raggi di sole, ma solo nei prossimi mesi. Al momento ci sono solo nubi scure”.

 

L’approccio impaziente di Trump spaventa anche le banche, come si legge nel rapporto del 24 marzo del gruppo Morgan Stanley: “Se la Casa Bianca dovesse allentare troppo presto le misure di allontanamento sociale, quindi ben prima del tempo necessario perché si ottengano dei risultati, aumenterebbe il rischio di un ritardo del picco dell’epidemia”.

 

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