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Erdogan e i dieci ambasciatori “persona non grata”

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan- Credit: Depo Photos/ABACA / IPA / Fotogramma

TURCHIA25 ottobre 2021

Erdogan e i dieci ambasciatori “persona non grata”

di Gianluca Cedolin

Avevano richiesto la liberazione di un prigioniero politico

Nel weekend appena trascorso il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto al suo ministro degli Esteri di dichiarare persona non grata (una locuzione latina che, in diplomazia, significa persona non gradita) dieci ambasciatori di altrettanti paesi. La loro colpa sarebbe quella di aver chiesto la liberazione dell’imprenditore e filantropo turco Osman Kavala, in carcere dal 2017 con l’accusa di essere coinvolto nelle proteste del 2013 e nel fallito colpo di stato del 2016.

 

In una dichiarazione congiunta, lo scorso 18 ottobre gli ambasciatori in Turchia di Canada, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Finlandia, Nuova Zelanda e Stati Uniti avevano auspicato la risoluzione del caso Kavala. Una richiesta “irresponsabile”, a detta del ministro degli Esteri turco, Mevlüt Cavusoglu.

 

Come ricorda Il Post, la Corte europea per i diritti umani nel 2019 aveva chiesto l’immediata liberazione di Kavala, ritenendo pretestuose le accuse e sostenendo che la sua detenzione avesse il solo scopo di ridurlo al silenzio. La Turchia rischia per questo una procedura d’infrazione da parte del Consiglio d’Europa. Nonostante tutto, Erdogan va avanti: “Ho dato ordine al nostro ministro degli Esteri e gli ho detto cosa deve essere fatto: questi dieci ambasciatori devono essere immediatamente dichiarati persona non grata. Impareranno a capire la Turchia. Altrimenti dovranno andarsene”, ha detto il presidente autoritario turco.