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Ucraina, la guerra elettronica ora può diventare decisiva

L'incrociatore russo Moskva, affondato nel Mar Nero- Credit: Ria Novosti/Ipa/Fotogramma

l'assalto di putin13 giugno 2022

Ucraina, la guerra elettronica ora può diventare decisiva

di Carlo Savelli

L’offensiva russa in Donbass deve parte del suo successo alle pratiche di electronic war. La risposta di Kiev

In Ucraina la guerra elettronica si fa sempre più cruciale per le sorti del conflitto. All’inizio, in febbraio e ai primi di marzo, l’esercito di Mosca aveva subito sferrato un massiccio attacco cyber, che però venne ben assorbito dalla difesa Ucraina.
Da quel momento in poi, i russi ne hanno limitato l’uso, presumibilmente per non esporre troppo i propri sistemi, temendo che la resistenza ucraina potesse appropriarsene.

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Le cose - spiegano Guido Olimpio e Andrea Marinelli sul Corriere della Sera - sono cambiate quando è mutata la natura della guerra di Mosca, ridimensionandosi e puntando tutto sull’offensiva nel Donbass.

Il ritorno a un conflitto più circoscritto ha messo in evidenza l’importanza della comunicazione e del coordinamento tra tutti gli elementi dell’esercito. È stato quindi necessario per Mosca implementare le sue capacità di guerra elettronica (Ew, electronic war).

E le informazioni in arrivo dal Donbass sembrano indicare che le implementazioni russe stiano funzionando.
Per esempio, i droni ucraini usati per la ricognizione vengono abbattuti, le immagini e i video che trasmettono sono poco chiari e le comunicazioni radio sono disturbate.

Un portavoce della difesa russa ha addirittura raccontato di un attacco a un centro per l’intelligence ucraino, nel quale sarebbero morti 11 militari e tecnici e 15 consiglieri stranieri. Questa notizia, anche se dovesse essere smentita, dimostrerebbe comunque indirettamente l’importanza che le due parti danno alla guerra elettronica.

Anche l’Ucraina usa le stesse armi e può anche in questo caso contare sul supporto Nato. Gli aerei alleati sorvolano i confini e il mar Nero e segnalano le minacce.

Inoltre Elon Musk, attraverso Space X, ha fornito i servizi di una rete di 2.200 satelliti a Kiev, che si sta rivelando una risorsa a tratti fondamentale per prepararele incursioni.

L’Ucraina si sta quindi adeguando alle capacità di Mosca, sfruttando le forniture turche e occidentali e l’addestramento fatto da esperti statunitensi, in una continua corsa in cui chi ha la tecnologia migliore potrebbe avere la meglio.