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Ucraina, perché la via della trattativa potrebbe passare dal piano italiano

Bucha, marzo 2022- Credit: Heidi Levine/Ipa Agency/Fotogramma

guerra e pace24 maggio 2022

Ucraina, perché la via della trattativa potrebbe passare dal piano italiano

di Carlo Savelli

Due dei nodi da sciogliere: lo sblocco dei porti e la sorte dei difensori di Azovstal

A tre mesi dall’inizio della guerra di aggressione della Russia all’Ucraina, osservatori, diplomazie e alcuni degli stessi esponenti dei governi coinvolti nel conflitto si chiedono come si potrebbe arrivare a una vera trattativa di pace.

Due diverse questioni sembrano essere i principali ostacoli al dialogo tra i due governi. In tale quadro il cosiddetto piano di pace italiano cerca di dare speranza agli spiragli di dialogo ampliando la prospettiva del confronto a più attori internazionali..

La prima questione fondamentale nelle negoziazioni, spiega Gianluca Di Feo su Repubblica, è la sorte dei soldati ucraini usciti dall’acciaieria Azovstal. Al momento sono formalmente nelle mani della Repubblica secessionista di Donetsk, che intende processarli per crimini di guerra, ma è abbastanza evidente che sarà il Cremlino a prendere le decisioni sulla loro sorte. La salvezza del battaglione Azov sembra essere l’unica questione sensibile per l’ala più dura ucraina, quella che non valuta la possibilità di una pace se non una volta che la Russia sarà sconfitta.

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La seconda questione, che sta diventando sempre più centrale, è quella del blocco dei traffici commerciali dal Mar Nero. Milioni di tonnellate di cereali non possono lasciare i porti ucraini a causa del blocco navale russo, rischiando di causare una crisi alimentare globale, oltra a soffocare l’economia di Kiev.
Sta quindi aumentando la spinta internazionale per creare un corridoio sicuro per far partire il grano da Odessa. Zelensky ha chiesto l’aiuto all’Ue e a diversi Paesi per trattare con la Russio e creare il corridoio in modo diplomatico, considerando impossibile la soluzione militare.
Ovviamente su tutto grava la questione della integrità territoriale ucraina, sulla quale a Kiev chiedono garanzie, prima di cominciare qualsiasi discussione sulle trattative, come abbiamo visto ieri in questo articolo: «Ucraina: "Pace negoziata solo se garantisce l'integrità territoriale"».

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I quattro punti presentati da Di Maio all’Onu, in questo scenario, offrono un modus operandi, a tutti gli attori coinvolti, su come discutere le varie tregue, offrendo una riduzione delle sanzioni in cambio di vere aperture al dialogo russe.