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Stati Uniti e Europa: linea comune sull'Ucraina

Il presidente degli Stati Uniti, Joe BIden- Credit: Ting Shen / IPA / Fotogramma

diplomazia al lavoro05 gennaio 2022

Stati Uniti e Europa: linea comune sull'Ucraina

di Luigi Gavazzi

Importante soprattutto la posizione della Germania nei confronti della Russia

Stati Uniti e alleati europei hanno avviato una serie di incontri per trovare e mostrare una linea comune nei confronti della Russia, davanti a temute azioni di forza di Mosca contro l'Ucraina che, dicono, riceverebbero una risposta dura dall'occidente.

 

Da settimane ormai Usa e Europa occidentale parlano di “conseguenze pesanti” e “costi pesanti” per Mosca in caso di attacco ai confini ucraini.

 

Per la verità, i maggiori osservatori ritengono improbabile un attacco militare russo. Considerano piuttosto le pressioni e le minacce di Mosca uno strumento per costringere gli europei e gli Usa a evitare quella che Mosca definisce "l’espansione della Nato ai confini orientali dell’Europa", considerata come un pericolo per la propria sicurezza.

 

Secondo Ap, comunque, la reale severità della risposta a un eventuale attacco russo all’Ucraina si misurerà in termini politici, diplomatici ed economici, non militari. E dipenderà in buona misura dalla disponibilità tedesca in questo senso.

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Per questo appare particolarmente importante l’incontro di mercoledì 5 gennaio a Washington fra il Segretario di Stato, Antony Blinken, e la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Bareback. Quest’ultima, leader dei Verdi, secondo Ap ha usato toni più duri rispetto a quelli abituali usati in passato dal governo Merkel. Ha infatti ribadito che Mosca pagherebbe un prezzo pesante in termini politici e economici in caso di mosse aggressive militari contro l’Ucraina.

Ricordiamo che Merkel lo scorso anno convinse Biden a non imporre sanzioni sull’azienda che costruisce il gasdotto Stream 2. Gasdotto che secondo molti osservatori renderà l’Europa ancora più dipendente dalla Russia per l’energia.

 

L’incontro di Washington segue quelli della scorsa settimana: una telefonata fra Biden e Putin; una fra il presidente Usa e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy; e una discussione telefonica fra Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza di Biden e gli omologhi dei cinque paesi nordici (Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia e Islanda).

 

Nelle prossime settimane ci saranno tre importanti appuntamenti diplomatici durante i quali discutere di questi temi:

-a Ginevra il 9 e 10 gennaio per parlare di controllo degli armamenti;

-la riunione del Consiglio Nato-Russia del 12 gennaio a Bruxelles;

-infine il vertice Osce di Vienna del 13 gennaio