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Zelensky: "Sono pronto a parlare con Putin"

Volodymyr Zelensky- Credit: ABACA / Ipa-Agency.net / Fotogramma

GUERRA IN UCRAINA13 maggio 2022

Zelensky: "Sono pronto a parlare con Putin"

di Michela Cannovale

"Ma senza ultimatum" ha detto il presidente intervistato a "Porta a Porta"

Durante un’intervista a Porta a Porta, il presidente ucraina Volodymyr Zelensky ha detto di essere pronto a parlare con il suo omonimo russo Vladimir Putin, ribadendo tuttavia di non essere disposto a rivedere i confini del suo Paese. 

 

"La trattativa - ha affermato - si complica perché ogni giorno i russi occupano villaggi, perché molte persone hanno lasciato le loro case, sono state uccise dai russi e vedo tracce di torture e uccisioni".

 

"Non ci saranno compromessi sulla nostra indipendenza"

"I russi se ne devono andare - ha continuato Zelensky - e devono rispondere di quello che hanno fatto. Non possiamo accettare compromessi per la nostra indipendenza. Un altro caso come Bucha e Borodyanka e la gente non avrà più pazienza, non potrà più sostenere tutto questo. Le persone non vogliono perdonare tutto questo. Noi capiamo che dopo ogni guerra arriva la pace, e quando c'è anche l'1% di possibilità per il dialogo bisogna prendere in considerazione questa possibilità".

 

Zelensky ha poi detto che, in merito al conflitto nel suo Paese, non vede differenze tra la posizione europea e quella americana e che sono "tutti uniti sull'obiettivo di ripristinare l'integrità territoriale dell'Ucraina". "L'Ucraina vuole la pace, cose normalissime come il rispetto della sovranità, dell'integrità territoriale, delle tradizioni del popolo, della lingua. Possono essere cose banali ma sono tutte cose violate dalla Russia e che devono essere ripristinate".

 

Le nuove accuse a Putin

Il leader ucraino ha sottolineato che la Crimea non sarà mai riconosciuta come parte della Federazione russa. "So che Putin voleva portare a casa qualche risultato ma non lo ha trovato. Proporre a noi di cedere qualcosa per salvare la faccia del presidente russo non è corretto da parte di alcuni leader".

 

"Anche prima della guerra la Crimea aveva autonomia, ma è sempre stato territorio ucraino. Noi abbiamo detto che siamo pronti a parlare con la Russia. Ora non possiamo deliberare una decisione sulla Crimea perché c'è la guerra, la lasciamo da parte se ostacola l'incontro e credo che questa proposta sia stata giusta", ha aggiunto. "Certo, forse loro rimarranno su alcuni territori occupati... Certo, ci saranno riparazioni, tribunali e condanne, questo ci sarà col tempo. Ma non potremo mai restituire le vite umane, i bambini uccisi, questo non ha un prezzo. Non possiamo perdonare".

 

Per il presidente ucraino, la priorità ora è liberare i villaggi e le case: "Bisogna restituire quello che è stato saccheggiato". 

 

Il ringraziamento all'Italia

Zelensky ha anche espresso il suo ringraziamento all’Italia in relazione al conflitto. "Sono molto grato a Mario Draghi e felice che l'Italia abbia adottato le sanzioni europee. Credo che questi passi, anche nell'ambito del turismo, sono stati molto forti. So che sono bloccati conti degli oligarchi russi per un valore di circa 1 miliardo, e sono grato all'Italia per questo passo".

 

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"Non siamo in condizioni di parità, la Russia è più forte, ma il mondo è unito intorno a noi, e sentiamo che passo dopo passo stiamo riuscendo. Quindi Draghi ha ragione, noi possiamo vincere perché stiamo combattendo per la verità e non siamo da soli", ha concluso.