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Che cosa succede alle Alpi italiane con il riscaldamento globale

- Credit: Grègory Yetchmeniza / Ipa-Agency.Net / Fotogramma

Italia11 agosto 2022

Che cosa succede alle Alpi italiane con il riscaldamento globale

di Tiziana Valcarenghi

Temperature alte, piogge assenti,  ghiacciai scomparsi. I dati di Legambiente 

 

I ghiacciai italiani sono fragili e sempre più in pericolo, per effetto della crisi climatica. Il disastro della Marmolada è solo uno dei segnali di un problema destinato ad aggravarsi di anno in anno, se non ci saranno interventi umani per invertire la tendenza al peggioramento. 
È quanto ci spiegano gli esperti di Legambiente, ora in viaggio sulle Alpi con la terza edizione della Carovana dei Ghiacciai, una missione per testimoniare il drammatico problema del riscaldamento globale sull'arco alpino, e per sensibilizzare cittadini e istituzioni ad agire.

La siccità, le ondate di calore senza precedenti, le temperature record e l’assenza di neve in alta quota sono tutti sintomi del cattivo stato di salute delle Alpi.

Secondo Legambiente, alla fine dell’Ottocento esistevano ancora più di 200 ghiacciai alpini che ora, invece, sono completamente scomparsi. Al loro posto, rocce e detriti.

Le Alpi sono uno dei territori più colpiti dal cambiamento climatico. Qui, spiegano da Legambiente, le temperature stanno crescendo a una velocità doppia rispetto alla media globale.

In molte aree dell’arco alpino si è superata la soglia dei 100 giorni senza pioggia

La neve al suolo, negli ultimi dieci anni ha subito un costante decremento, dicono i report di Legambiente.

Durante l’ultima primavera, l’innevamento è stato prossimo ai minimi storici. Molti nivometri, già a maggio sono arrivati a zero.

Questi effetti sono destinati a segnare sempre più profondamente non solo gli ecosistemi della montagna, ma anche ad avere ripercussioni importanti in pianura.

L’atmosfera, soprattutto al di sopra dei 3.500 metri di altitudine, è in totale disequilibrio. A luglio 2022, lo zero termico (l'altitudine a cui si registrano zero gradi) è stato registrato da MeteoSvizzera a 5184 metri (nessun monte europeo arriva a questa altezza).
Un dato che non ha precedenti.

Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente dice che ''l’impensabile emorragia dei ghiacciai a cui assistiamo non è che una spia di fenomeni che si stanno verificando su scala molto più vasta, e che richiedono soluzioni coraggiose''.