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Recovery Fund: puntiamo su turismo e made in Italy La viceministra dell'Economia, Laura Castelli - Credit: Gloria Imbrogno / Ipa / Fotogramma
INVESTIMENTI 20 maggio 2020

Recovery Fund: puntiamo su turismo e made in Italy

di Gianluca Cedolin

La viceministra dell'Economia Castelli su come impiegare i 100 miliardi Ue

Dopo aver incassato una prima intesa europea sul Recovery Fund, con un finanziamento a fondo perduto per circa 100 miliardi per l'Italia, il governo pensa a come investire quei soldi: ne ha parlato in un'intervista alla Repubblica la viceministra dell'Economia, Laura Castelli.

Quando saranno disponibili i soldi

“La tempistica è tutto.

Cento miliardi, senza necessità di rimborso, non sono poca cosa. Almeno una parte di questi servono per settembre, devono arrivare in tempo per la prossima legge di Bilancio. La proposta di Francia e Germania va nella direzione auspicata dall’Italia, è un ottimo punto di partenza. Ma possiamo ancora lavorarci, confido che la proposta della Commissione sia ancora più ambiziosa. Ai 500 miliardi proposti da Francia e Germania, gratuiti, si potrebbe aggiungere una nuova linea di credito. Finalmente inizia a passare il messaggio della solidarietà europea”.

 

Le priorità italiane

“Il turismo, e con questo tutta la filiera della ristorazione, è sicuramente il settore più colpito. Come quello degli eventi e della congressistica, settori sui quali l’Italia ha puntato per la destagionalizzazione. Per questo stiamo lavorando ad un piano straordinario di promozione del turismo e del Made in Italy, a livello mondiale. Questi soldi saranno necessari per accompagnare chi ha più difficoltà ad uscire dalla crisi, penso ai Comuni, ma anche ai piccoli commercianti, agli ambulanti, alle persone che sono sotto la soglia di povertà. E poi c’è da fare la riforma storica del fisco, per ridurre finalmente la pressione fiscale. Senza dimenticare un intervento di riduzione del cuneo lato impresa, avvicinandosi così al salario minimo e a modelli di riduzione dell’orario di lavoro”.

 

 

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Una cabina di regia

“Architetti ed ingegneri vanno assunti all’interno degli enti locali, così come ho previsto con il decreto Crescita. Dobbiamo fare un salto di qualità, il viceministro Cancelleri sta lavorando ad una norma che si ispira 'modello Genova', sono certa che si possa fare sintesi con le proposte degli altri alleati. Noi possiamo sbloccare, ma poi dobbiamo fare in modo che le aziende che vincono le gare abbiano i requisiti e la solidità per realizzare le opere”.


Il passaporto Pm

“Pensiamo a un intervento normativo che consenta un più ampio e automatico utilizzo delle banche dati delle agenzie fiscali, dell’Inps e della Giustizia per disabilitare preventivamente le imprese non in regola. Con la tecnologia di cui disponiamo potremmo già farlo. Penso ad una sorta di 'cassetto digitale degli operatori economici' nel quale ogni impresa potrà verificare se è 'abilitata' alla partecipazione a gare pubbliche oppure, in caso di non abilitazione, poter sanare rapidamente le eventuali non conformità, come un mancato versamento al fisco. In Europa si parla di Passaporto Pm”.

 

Il prestito a Fca

“Le aziende che hanno la loro produzione in Italia, che intendono pianificare gli investimenti in Italia e che garantisco il livello occupazionale nel nostro Paese meritano il supporto da parte dello Stato. Siamo in una fase in cui, molto più di prima, dobbiamo fare di tutto per attrarre. Su Fca c’è un grande lavoro che sta portando avanti il ministro Patuanelli, sono certa che da questo prestito il nostro Paese trarrà solo benefici. Poi si apre anche un’altra riflessione che si ricollega a quello che dicevo prima. A livello europeo dobbiamo intervenire per ridurre il dumping fiscale e occupazionale. Lo ha già chiarito il presidente Conte, stiamo lavorando per attrarre la produzione in Italia”.

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