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Chi è il nuovo presidente dei vescovi italiani

Matteo Zuppi, neo presidente della CEI- Credit: Gianni Schicchi / Fotogramma

CEI25 maggio 2022

Chi è il nuovo presidente dei vescovi italiani

di Michela Cannovale

Era considerato il più progressista nella terna proposta da Papa Francesco

Martedì 24 maggio, il cardinale di Bologna Matteo Zuppi è stato nominato presidente della Conferenza episcopale italiana (CEI), l'organo che riunisce i vescovi italiani e che di fatto gestisce gli affari della Chiesa.

 

Papa Francesco aveva chiesto "un bel cambiamento" e la scelta di qualcuno che provenisse dall'ala progressista della Chiesa dopo che i predecessori di Zuppi hanno più che altro "teorizzato e applicato un’alleanza politica col centrodestra italiano", nota Il Post. Gualtiero Bassetti, presidente uscente della CEI in carica dal 2017, era invece considerato una figura di compromesso fra progressisti e conservatori. 

 

I vescovi italiani, ad ogni modo, hanno raccolto l'indicazione del Pontefice. Zuppi è stato il più votato della terna proposta al Pontefice (gli altri due erano Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena, e Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e attuale vicepresidente della CEI).

 

In che senso Zuppi è considerato un progressista

Il neo presidente, ritenuto il più progressista dei tre candidati, ha 66 anni ed è da sempre vicinissimo alla Comunità di Sant’Egidio, una delle più influenti associazioni cattoliche italiane che si occupa soprattutto di lotta alla povertà e di persone ai margini della società.

 

Nei suoi anni da parroco e da vescovo, si è sempre mosso tra Roma e a Bologna ed è stato fra i mediatori della pace in Mozambico.

 

Ricorda ancora Il Post: "Negli ultimi anni si è fatto notare per diverse dichiarazioni a favore dell’integrazione dei richiedenti asilo e per un atteggiamento più accogliente nei confronti dei gay all’interno della Chiesa". "Quando nelle nostre comunità cominceremo davvero a guardare le persone come le guarda Dio, allora anche le persone omosessuali, e tutti gli altri, cominceranno a sentirsi, naturalmente, parte della comunità", ha scritto infatti Zeppi qualche anno fa.

 

Nel ritratto che ne fa il giornalista del Corriere della Sera Gian Guido Vecchi, Zuppi viene ricordato per il suo decisivo incontro con Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio: "Tra i compagni di liceo c’erano Francesco De Gregori e Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma. C’era David Sassoli, di cui ha celebrato i funerali, il compagno di scuola che tutti avremmo desiderato. E c'erano loro, i pionieri della comunità negli anni del fermento post-conciliare. Si trovavano a leggere il Vangelo e farne esperienza nella realtà, l’impulso ad aiutare i poveri e gli ultimi, le scuole popolari per i bambini delle baraccopoli in periferia, gli anziani soli, gli immigrati e i senza fissa dimora, i malati e i nomadi, i disabili e i tossici, i carcerati e i rifugiati".

 

Se volete saperne di più, comunque, nel 2019 la sua vita era stata raccontata da un documentario intitolato "Il Vangelo secondo Matteo Z".