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Perché la tensione fra Cina e Taiwan riguarda tutto il mondo

Il presidente cinese Xi Jinping- Credit: CHINE NOUVELLE/SIPA / IPA / Fotogramma

asia orientale11 ottobre 2021

Perché la tensione fra Cina e Taiwan riguarda tutto il mondo

di Luigi Gavazzi

Le mire di Pechino, le alleanze fra gli Usa e i paesi della regione, le supply chain in crisi

Perché dunque si alzata così tanto la tensione fra la Cina di Pechino e Taiwan?

La causa immediata sono i voli militari cinesi a sudovest dell’isola, che hanno suscitato allarme a Taipei e nei paesi dell'area, come l'Australia e il Giappone.

Cina e Taiwan

Alla base però c’è ovviamente il confronto storico attorno alla rivendicazione della Cina su Taiwan: dalla fondazione della Cina popolare, quando il governo nazionalista del Guomindang (avversario del Partito comunista e dei suoi alleati) vi si rifugiò nel 1949, Pechino sostiene che l’isola sia parte integrante del paese.

Solo gli equilibri e le pressioni internazionali hanno finora trattenuto la Cina popolare dall’agire di forza. Per Pechino, che negli ultimi anni ha portato la spesa militare a 209 miliardi di dollari (la seconda al mondo, seconda solo a quella degli Stati Uniti), la questione di Taiwan, come ha spiegato più volte il presidente Xi Jinping, va risolta entro questa generazione: in sostanza la Cina vuole controllare Taiwan.

Taiwan non è formalmente indipendente

Va sottolineato che formalmente Taiwan non è indipendente. Il suo status è lasciato volutamente ambiguo, da un lato per non irritare la Cina – che ritiene Taiwan una propria provincia – dall'altro per lasciare il paese in una situazione di fatto di indipendenza. La stessa condizione che il governo di Taiwan intende difendere, mantenendo relazioni economiche con la Cina continentale, ma conservando le proprie istituzioni che negli ultimi venti anni si sono via via democratizzate.

Durante la Giornata nazionale di Taiwan, la presidente Tsai Ing-wen, riferisce l'Ansa, ha detto che "nessuno può costringere Taiwan a seguire il percorso che la Cina ha tracciato per noi".

La supply chain

"La carenza globale di semiconduttori – ha spiegato Tsai – ha evidenziato l'importanza di Taiwan nella supply chain e una situazione in evoluzione nell'Indo-Pacifico ha nuovamente attirato l'attenzione sulla posizione chiave di Taiwan nella regione. A Washington, Tokyo, Canberra e Bruxelles, Taiwan non è più ai margini, con sempre più amici democratici disposti a difenderci".

Alleanza anticinese

Spiega l’Associated Press che la tensione attuale va dunque letta nel puzzle complessivo dell’area dove gli Stati Uniti e i suoi alleati stanno rafforzando la presenza militare e gli armamenti ma anche le alleanze economiche e culturali. L’Australia in settembre ha annunciato di aver introdotto nella propria flotta militare dei sottomarini a propulsione nucleare, un accordo considerato da Pechino una diretta sfida. Soprattutto, Pechino vede con timore e diffidenza l'attivismo dell'amministrazione americana di Joe Biden impegnata, come spiega Maurizio Molinari su Repubblica, a tessere relazioni intense con i paesi dell'area fra l'Asia Orientale e il Pacifico. Per esempio, ha colpito molto gli osservatori internazionali la cerimonia del 24 settembre a Washington con Biden accanto a i leader di Giappone, Australia e India nel quadro del Quadrilateral Security Dialogue, (Quad), un'alleanza formata nel 2007 che i partner intendono rafforzare integrando maggiormente le relazioni con i dieci paesi dell'Asean (i dieci paesi del sud-est asiatico) e con i paesi dell'Unione europea. Il Quad, nel disegno di Biden, deve coordinare tutte le attività civili strategiche: dalla lotta alla pandemia, alla difesa del pianeta contro il cambiamento climatico, passando per la tecnologia (5g per esempio ma anche sicurezza cyber). Anche se non viene mai nominata esplicitamente, la Cina è l'avversario che questa rete di relazioni deve contenere, convergendo con l'Aukus, il patto militare fra Australia, Stati Uniti e Gran Bretagna.