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Giuseppe Conte alla conferenza stampa di fine anno 2020 Giuseppe Conte alla conferenza stampa di fine anno 2020 - Credit: Luigi Mistrulli / Fotogramma
ITALIA 30 dicembre 2020

La conferenza stampa di fine anno di Giuseppe Conte

di Michela Cannovale

I temi: Recovery Plan, vaccini, scuola, mercato del lavoro e proroga dello stato d'emergenza

Si è svolto nella mattinata del 30 dicembre il consueto appuntamento con la stampa in cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tirato le somme di un anno gravemente colpito dall'epidemia di coronavirus.

 

Il Recovery Plan

Il premier si è concentrato innanzitutto sul Recovery Plan, sostenendo che "la sintesi politica va trovata nei prossimi giorni, o rischiamo di arrivare in ritardo e di andare incontro a una crisi politica".

Ha sottolineato che occorre "accelerare" la cosidetta verifica di maggioranza, in modo da affrontare "nei primi giorni di gennaio in Cdm" il Recovery Plan e da definirlo "a febbraio".

 

"Dobbiamo avere una prospettiva di legislatura nel quadro dell'occasione storica dei 209 miliardi del Recovery plan. Ma non possiamo permetterci di galleggiare", ha detto, precisando che per quanto riguarda la governance "penso a un decreto: è una richiesta precisa della Commissione europea".

 

E ha aggiunto: "Per rafforzare la fiducia e la credibilità del governo e della classe politica bisogna agire con trasparenza e confrontarsi in modo franco. Il passaggio parlamentare è fondamentale. Finché ci sarò io ci saranno sempre passaggi chiari, franchi, dove tutti i cittadini potranno partecipare e i protagonisti si assumeranno le rispettive responsabilità". 

 

"Se verrà meno la fiducia di una forza di maggioranza - ha continuato Conte - andrò in Parlamento dove ognuno si prenderà la sua responsabilità. Ma non voglio pensare a uno scenario del genere in un contesto del genere".

 

E ha sottolineato: "Il sottoscritto non va alla ricerca di altre maggioranze in Parlamento, lavora con la maggioranza che ha e crede nel confronto e nella sintesi superiore che può scaturire dal dialogo. Abbiamo fatto una manovra espansiva di 40 miliardi, lavoriamo al Bilancio europeo, sono qui per programmare il futuro. Non potrei distogliermi da questi impegni per impegnarmi in una campagna elettorale. Non riesco assolutamente a considerarla. Lavoro con disciplina e onore, non certo per fare una mia lista elettorale".

 

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Il vaccino

Il secondo punto affrontato da Conte in conferenza stampa è stato il vaccino contro il Covid-19. "Quando inizieremo ad avere un impatto significativo delle prime vaccinazioni - ha detto - potremo dire di aver concluso la fase 1, quando saranno vaccinate 10-15 milioni di persone, non credo prima di aprile". 

 

"Non siamo intenzionato a introdurre l'obbligo di vaccinazione. Chiedo a tutti uno sforzo, mettiamo una parte le ideologie e le reazioni emotive, compiamo un atto di solidarietà verso tutta la comunità nazionale, sottoponiamoci al vaccino. Io stesso per dare il buon esempio lo farei subito ma è giusto rispettare le priorità approvate dalle Camere".

 

Sulla possibile maggiore mobilità per chi è vaccinato, ha aggiunto: "Faremo queste valutazioni: ci sono varie proposte e tra queste anche su chi, dopo essere stato vaccinato, abbia una abilitazione di maggiore mobilità". 

 

E sull'approvvigionamento delle dosi ha affermato: "Perché l'Italia non si è assicurata tante dosi di vaccini come la Germania? Italia, Francia, Germania e Olanda sono stati i primi paesi che in modo sintonico si sono mossi per l'alleanza per i vaccini, dopo aver già preso contatti con le ditte. Abbiamo consegnato la palla alla commissione Ue. È stata una scelta politica. L'Italia non ha tentato di assicurarsi altre commesse perché le dosi contrattualmente negoziate sono centinaia di milioni. E poi l'Italia non l'ha fatto perché all'articolo 7 del contratto della commissione europea c'è il divieto di approvvigionarsi a livello bilaterale".

 

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La scuola

Per quanto riguarda la riapertura delle scuole, il premier ha detto di sperare in "un ritorno in classe dal 7 gennaio delle scuole secondarie di secondo grado con una didattica in presenza di almeno al 50%", ma "nel segno della flessibilità" e "della responsabilità, senza mettere a rischio le comunità scolastiche". 

 

E poi ha aggiunto: "Abbiamo coinvolto i prefetti, con tutte le autorità coinvolte, per una sintesi. Abbiamo compreso che il sistema è così integrato che non è possibile decongestionare i flussi attorno alla scuola, anche per il trasporto pubblico locale, se non si integrano i comparti diversi. Le prefetture hanno avuto il compito di coordinare soluzioni flessibili, da valutare paese per paese, scuola per scuola. C'è stata disponibilità a differenziare gli orari di ingresso anche negli uffici pubblici".

 

Il lavoro e lo stop ai licenziamenti 

Parlando poi del mercato del lavoro, Conte ha ricordato che "la ministra Catalfo con i sindacati e le forze sociali sta già lavorando allo scenario che dovremo affrontare dopo marzo" con la fine del blocco dei licenziamenti

 

"È uno scenario molto preoccupante. Abbiamo costruito una cintura di protezione sociale che più o meno sta funzionando, ha scongiurato il licenziamento per 600mila persone. Ma dobbiamo lavorare alla riforma e al riordino degli ammortizzatori sociali e rendere più incisive le politiche attive del lavoro. Dovremo lavorare per non farci trovare impreparati. Il mercato del lavoro si preannuncia molto critico dopo marzo".

 

Sugli aiuti economici ha precisato: "Il Superbonus al 110% sta dando un valore aggiunto: stiamo cercando ulteriori risorse a prolungarlo nel tempo, ora fino al 2022 poi vediamo se riusciremo, come vogliamo, a estenderlo oltre".

 

Lo stato d'emergenza

Conte ha annunciato anche che "prorogheremo lo stato di emergenza" per il Covid-19 "sino a quando sarà necessario per mantenere i presidi di protezione civile e tutti i presidi che ci consentono di gestire l'emergenza, dando poteri ai soggetti attuatori".

 

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"Non significa che facciamo saltare l'assetto costituzionale - ha spiegato - ma applichiamo questa norma necessaria per eventi una tantum come sismi e alluvioni. Questo evento è imprevedibile, mutevole, si dipana continuamente. Dovremo accompagnarlo con la proroga dello stato di emergenza".

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