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Jesi: le cose da sapere, fare e vedere

- Credit: Parsifall / Wikimedia 

Le città della fibra TIM27 marzo 2022

Jesi: le cose da sapere, fare e vedere

di Maria Verderio

TIM ha portato internet ultraveloce in una città ricca di storia

 

Siamo giunti alla nuova tappa del viaggio di TIM Gate alla scoperta dei comuni italiani raggiunti dalla banda ultralarga di TIM, con connessioni in fibra che possono persino arrivare alla velocità di 1 Gigabit al secondo.

Luoghi per una vacanza, o addirittura per trasferirsi e viverci, lavorando da lì in smart working, visto che internet ce lo permette.  Oggi andiamo alla scoperta di Jesi, nelle Marche: una città dal grande passato e da una storia multiforme e ricca.

Jesi è detta “La Milano delle Marche”: come la città lombarda è industriosa. Ma le due si assomigliano anche per il clima: per un curioso fenomeno meteorologico, nei secoli spesso si è vista Jesi coperta da grandi coltri di nebbia.

 

Ha 39mila abitanti e sorge a metà strada tra montagna e mare.  Vanta un passato glorioso di città di commerci e fiere nel Medioevo.
È stata protagonista di uno strepitoso sviluppo economico agli inizi dell’Ottocento con la creazione delle prime manifatture italiane della seta, e oggi è anche centro di ottime produzioni agricole e vinicole.

 

Jesi e la sua lunga storia

Probabilmente fondata dall'antico popolo italico degli Umbri, fu soggetta al dominio dei Galli Senoni dei Romani, e poi dei Longobardi, fino a diventare un libero comune ed attrice di due secoli di grandezza politica, economica e culturale. Fino a quando cadde sotto il dominio dello Stato Pontificio, nel 1447.

Tutte queste vicende hanno creato il volto di questa città. Le sue mura intatte, di un chilometro e mezzo di lunghezza, racchiudono un centro storico che è testimonianza di fatti e leggende eccezionali.

 

Jesi è stata nominata “Città esemplare” dall’Unesco per la sua capacità di conservare e valorizzare un patrimonio millenario urbanistico, artistico e culturale di assoluto valore.

 

La piazza centrale di una città “regia”

All’origine dell’epiteto glorioso di “città regia”, conferito a Jesi, c’è innanzitutto una leggenda quasi epica, degna delle maggiori città dell’antico Mediterraneo.

 

Secondo tale narrazione mitologica, infatti, Jesi sarebbe stata fondata da Esio, re dei Pelasgi (una popolazione che ha abitato il Mediterraneo orientale prima del periodo ellenico), arrivato qui dalla regione greca dell’Arcadia.

 

Questo sovrano sarebbe addirittura da considerare il capostipite di alcuni dei popoli più illustri della storia italiana: gli Etruschi, i Piceni e i Sabini.

 

Da qui il fatto che per secoli Jesi sia stata chiamata “Città regia” e conservi il ricordo del re Esio nell’immagine del leone rampante che campeggia simbolicamente nello stemma della città, come ben si può vedere anche da quello collocato sulla facciata del Palazzo della Signoria, in piazza Colocci. 

 

Non leggendario ma storicamente attendibile, invece, è l’altro imprevedibile evento che consacrò definitivamente Jesi come “Città regia”.

 

Correva l’anno 1194 e Jesi dominava i territori circostanti del Grande Contado, i famosi “Castelli”.

Costanza d’Altavilla, regina della Sicilia, in viaggio nei pressi di Jesi,  fu presa dalle doglie di parto.
 

Prontamente fu allestita una grande tenda imperiale nella piazza centrale della città e il 26 dicembre 1194 Costanza diede alla luce l’imperatore Federico II.

Questi, in segno di riconoscenza, in seguito donò a Jesi il titolo di “Città regia” con privilegi e diritti inalienabili, che avrebbero per secoli difeso la città da molte interferenze dello stesso Stato Pontificio.

L’avvenimento della nascita dell’imperatore, nell’attuale piazza centrale a lui intitolata, è menzionato, a perenne ricordo, in una lapide scritta in più lingue, collocata sulla facciata del Palazzo Ripanti, uno dei grandi monumenti che, insieme al Duomo, si affacciano sul cuore storico della città. 

 

Lorenzo Lotto e la pinacoteca di Jesi 

Sono molti i personaggi famosi legati alla città di Jesi, al di là di quelli già citati. Uno dei più noti è quello del grande artista veneziano Lorenzo Lotto (1480-1557) che a Jesi ha operato in periodi diversi creando numerose opere tra cui la celebre, grandiosa Pala di Santa Lucia, oggi conservata a Palazzo Pianetti, sede della Pinacoteca Civica insieme alla splendida Deposizione, originariamente dipinta per la chiesa di San Floriano (che, come vedremo, nel frattempo è diventata un teartro).



Il grande Teatro Pergolesi

Certamente il nome che Jesi continua a celebrare è quello dell’organista, violinista e compositore Giovanni Battista Draghi detto Pergolesi (1710-1736), uno dei più importanti compositori di opere e di melodie sacre del Settecento barocco italiano ed europeo.

Pergolesi, in poco tempo, si creò la fama di grande operista e morì a soli 26 anni. Jesi l’ha consacrato come concittadino famoso e gli ha intitolato il Teatro Pergolesi, uno dei più maestosi templi della lirica italiana, edificato tra il 1790 e il 1798.


Non va comunque dimenticato neppure il Teatro Studio Valeria Moriconi, dedicato alla nota attrice di Jesi, collocato nei locali dell’ex-chiesa dedicata a San Floriano.

 

Jesi, città  di sportivi

È subito detto: nel 2014 Jesi è stata proclamata ufficialmente Città europea dello Sport, per i titoli europei e mondiali e gli ori olimpici conquistati dagli atleti delle sue associazioni sportive di calcio (il mister della nazionale, Roberto Mancini, è nato qui), di pattinaggio, di motociclismo, di atletica, di scherma.

Basta un dato a confermare questa fama: il Club Scherma di Jesi e, in modo particolare, il comparto del fioretto hanno permesso a Jesi di essere oggi la città più titolata del mondo nella storia delle Olimpiadi, con 14 medaglie d’oro, 2 d’argento e 6 di bronzo.

 

 

Internet a Jesi

TIM ha avviato a Jesi un innovativo piano di cablaggio che, con un investimento stimato di circa 3,7 milioni di euro e in sinergia con l’Amministrazione comunale, porta la fibra ottica fino alle abitazioni per rendere disponibili collegamenti ultraveloci fino a 1 Gigabit/s.

L’intervento porta la fibra ottica ultraveloce in circa 14mila unità immobiliari.

Grazie a questo piano, Jesi viene dotata di una rete in fibra ottica ancora più performante di quella già in precedenza a disposizione con la tecnologia FTTCab, con collegamenti fino a 200 megabit per circa 16mila unità immobiliari, pari al 96% delle linee del comune.