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7 cose da fare e da vedere a L’Aquila

- Credit: IPA / Fotogramma

L’ITALIA DELLA FIBRA28 gennaio 2022

7 cose da fare e da vedere a L’Aquila

di Maria Verderio

In viaggio nei comuni con internet a banda ultralarga

 

Siamo giunti alla nuova tappa del viaggio di TIM Gate alla scoperta dei comuni italiani raggiunti dalla banda ultralarga di TIM, con connessioni in fibra che possono persino arrivare alla velocità di 1 Gigabit al secondo.  L’Aquila è la nostra meta di oggi.

Poteva chiamarsi solo così, col nome del grande rapace che vive sulle montagne, la terza città italiana più alta (714 metri) dopo Enna (931) e Potenza (819). L’Aquila si trova infatti lungo le pendici del Gran Sasso, il massiccio montuoso più importante degli Appennini.

Prima era solo “Aquila”, secondo il decreto di fondazione dell’imperatore Corrado IV, che la creò nel 1254 confederando 99 castelli che si dividevano il territorio circostante.

Divenne L’Aquila, con l’articolo, in base a un decreto regio del 1939.

Oltre che capoluogo di provincia, nel 1970, dopo rivolte e polemiche (i cosiddetti moti dell’Aquila) divenne anche capoluogo dell’Abruzzo, lasciando alla città di Pescara l’onore e il beneficio della presenza di alcuni uffici e assessorati regionali.

 

La città conta 69mila abitanti ed è la nona in Italia per estensione territoriale, al punto che il suo fiume, l‘Aterno, la attraversa per ben 20 chilometri.

In questo vasto territorio, nella maggior parte area protetta da parchi o riserve naturali, trovano spazio anche tre piccoli laghi: il Vetoio e i due laghi di Bagno.

 

1) Ricordare i terremoti che l’hanno sconvolta nei secoli

A tragico dispetto del motto che accompagna l’immagine di un’aquila nello stemma della città, “immota manet”, e cioè “rimane ferma”, L’Aquila e il suo territorio sono stati soggetti a molti e devastanti terremoti, tra cui i più noti sono quelli del 1315, del 1349, del 1461, del 1703 e quello più recente del 2009.

Il bilancio di quest’ultimo sisma fu di 309 vittime, più di 1500 feriti e oltre 65mila sfollati. Come tutti i gravi terremoti dei secoli precedenti, anche quello del 2009 ha provocato danni gravissimi a edifici abitativi, palazzi e chiese.


Eppure, nonostante gli effetti devastanti di questa alta sismicità ricorrente, L’Aquila è sempre stata capace di risorgere e di ricostruirsi e ne sono testimonianza storica la sopravvivenza di una maestosa cinta muraria, dell’università fondata nel 1458, delle chiese dedicate ai suoi santi protettori più volte ricostruite, dei grandi palazzi, tra cui Palazzo Margherita con la Torre civica, sede del Comune, Palazzo dell’Esposizione, Palazzo Centi, Palazzo Silone e molti altri.

Le opere più rappresentative della ricostruzione dopo il sisma del 2009 sono l’Auditorium del Parco, su progetto dell’architetto Renzo Piano, e la Cappella della Memoria nella Chiesa delle Anime Sante.

 

Forse il vero significato del motto dello stemma è che L’Aquila “rimane salda” al suo posto, nonostante le mille, ripetute distruzioni.                    

 

2) Visitare la città e il centro storico

Il centro storico dell’Aquila si sviluppa su un altopiano ed è delimitato da una cinta muraria, rimasta finora sostanzialmente intatta, a parte alcuni tratti distrutti per sistemazioni urbanistiche agli inizi del Novecento.

 

Completate nel 1316, le mura hanno uno spessore di 2 metri, sono lunghe oltre 5,5 chilometri. Erano costellate da ben 86 torri merlate, tra cui la più importante, la Torre civica. 

 

Originariamente le mura presentavano 19 porte, di cui le principali sopravvissute sono Porta Napoli, Porta Castello, Porta Roma e Porta San Sebastiano.

Dal punto di vista urbanistico, la città si struttura attorno a due strade, Corso Vittorio Emanuele II e Corso Umberto I, che si incrociano ortogonalmente in un punto denominato i Quattro Cantoni, lo stesso numero dei quartieri, chiamati appunto Quarti, che suddividono l’assetto urbano: San Giorgio, Santa Maria Paganica, San Pietro Coppito e San Giovanni da Amiterno.

La piazza più importante della città è piazza del Duomo, le cui origini risalgono alla fine del ‘200 e il cui nome ufficiale è Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio.


Sulla piazza si affaccia anche la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, più nota come la Chiesa delle Anime Sante, eretta nel 1713 a ricordo delle vittime del terremoto di dieci anni prima.

 

3) Interpretare un numero emblematico: il 99

C’è un numero che attraversa simbolicamente la storia e la vita cittadina dell’Aquila: il 99, a ricordo dei castelli che ne permisero la fondazione. E infatti 99 sono i rintocchi che la grande campana della Torre civica scocca a ogni tramonto. Inoltre, e non è solo una leggenda, nella città ci sarebbero 99 piazze, 99 chiese e 99 fontane. Tra queste, la più famosa è la cosiddetta Fontana delle 99 cannelle, in piazza San Vito a borgo Rivera.

 

Vero monumento simbolico dell’Aquila, la fontana si presenta sui tre lati con pareti di marmo a scacchi rosa e bianchi, dotate di 99 grandi mascheroni, tutti diversi tra loro, dalla cui bocca sgorga acqua attraverso piccole canne (cannelle) che si riversa nella più alta delle cinque vasche.

 

Secondo una delle ricostruzioni storiche più attendibili, la Fontana delle 99 cannelle sarebbe stata eretta nel 1272 dall’architetto Tancredi da Pentima.                                       

 

4) Andare in gita alla Basilica di Collemaggio

Poco fuori le mura della città, sorge la Basilica di Collemaggio, famosa per la sua bellissima facciata rettangolare in marmo bianco e rosa con tre rosoni e tre portali che ne fanno un capolavoro dell’arte del primo Rinascimento.

 

Qui è sepolto uno dei personaggi più noti della storia aquilana: Pietro Angelerio, detto Pietro da Morrone, venerato come San Pietro Celestino (1215-1296).  Per soli 161 giorni, nel 1294, fu Papa con il nome di Celestino V.

Con tutta probabilità è proprio lui che Dante pone nell’Anti Purgatorio, fra gli ignavi, e afferma che per “viltade fece il gran rifiuto”, cioè si dimise.

E fu proprio Pietro da Morrone, fondatore anche dell’ordine dei Celestini, a iniziare la costruzione della Basilica di Collemaggio. E qui ogni anno in suo onore , dal 23 al 29 agosto, si celebra la cosiddetta Perdonanza celestiniana, sulla base di una bolla pontificia che lo stesso Celestino emise dall’Aquila nel settembre del 1294.

 

La festa viene indetta ufficialmente dal sindaco della città perché la bolla, conservata nella cappella blindata della Torre comunale, era stata salvata e custodita dai cittadini. 

 

5) Scoprire la storia della fisica sotto il Gran Sasso

A pochi chilometri dall’Aquila, in prossimità dell’autostrada per Roma, sorge la frazione aquilana di Assergi, sede delle strutture esterne dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica nucleare.

I laboratori, operativi dal 1987, sono ritenuti il centro di ricerca sotterraneo più vasto e importante del mondo.

I laboratori sotterranei, formati da tre grandi sale, sono collocati sotto il Massiccio del Gran Sasso, lontani il più possibile da ogni interferenza atmosferica esterna, per studiare la fisica delle particelle atomiche e subatomiche in una sorta di vuoto cosmico, posti come sono a circa 1400 metri sotto il livello del mare.

Il centro compete e collabora con le strutture di ricerca più importanti della Terra, attraverso il lavoro di circa 1100 studiosi di provenienza internazionale e fa dell’Aquila uno dei più preziosi distretti scientifici universali, anche attraverso il Gran Sasso Science Institute, una scuola superiore universitaria a statuto speciale, istituita nel 2012.                         

 

6) Ammirare lo scheletro di un gigante preistorico

Nella città dell’Aquila, e più precisamente nel Forte spagnolo, ha trovato sede il Museo Nazionale d’Abruzzo, ora spostato nell’ex mattatoio. Tra le sezioni più importanti che lo compongono si impone per importanza storica quella archeologica, che raccoglie i reperti degli scavi effettuati ad Amiterno (luogo di nascita, nell’86 avanti Cristo, del grande storico romano Sallustio) e a Peltuinum (località in provincia aquilana tra Prata d’Ansidonia e San Pio delle Camere).

Ma la fama del museo è dovuta a un altro reperto archeologico: lo scheletro di un Archidiskodon Meridionalis Vestinus, un mastodontico animale preistorico simile a un grande mammut.        

 

7) Gustare la cucina aquilana

La cucina aquilana risente chiaramente della situazione generale e della storia dell’Abruzzo, per secoli rimasto estraneo ai grandi flussi etnici e culturali di altre aree dell’Italia. Per questo, le tradizioni culinarie aquilane sono quelle ereditate dalla cultura materiale pastorale e contadina. Fra tutti i prodotti eccelle lo zafferano dell’Aquila (qui importato dalla Spagna nel ‘500 e oggi fregiato della certificazione Dop).

Lo zafferano è coltivato soprattutto nell’area  di Navelli, ed è famoso nel mondo al pari di altri prodotti abruzzesi quali i confetti di Sulmona e il nobile vino di Montepulciano.

Di uso quotidiano, poi, sono formati di pasta come gli spaghetti alla chitarra, i ravioli e le cosiddette fregnacce, una pasta sfoglia tagliata liberamente.

 

Legata alla città è anche la produzione di torroni, tra cui il più famoso resta quello di Nurzia, dal nome di Ulisse Nurzia, che nel 1835 ne perfezionò la ricetta con il cioccolato brasiliano.

 

 

Internet a L’Aquila

TIM ha avviato all’Aquila un innovativo piano di cablaggio che, con un investimento stimato di circa 9 milioni di euro e in sinergia con l’amministrazione comunale, porta la fibra ottica fino alle abitazioni per rendere disponibili collegamenti ultraveloci fino a 1 Gigabit/s.

La città abruzzese, infatti, è stata inserita nel programma nazionale di copertura di FiberCop, la nuova società del Gruppo TIM che ha l’obiettivo di realizzare la rete di accesso secondaria in fibra ottica nelle aree nere e grigie del Paese per sviluppare soluzioni FTTH (Fiber To The Home) secondo il modello del co-investimento “aperto” previsto dal nuovo Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche.   

Gli interventi per la realizzazione della nuova rete sono volit a rendere i servizi progressivamente disponibili, con l’obiettivo di collegare oltre 24mila unità immobiliari alla conclusione del piano. 

Per la posa della fibra ottica vengono utilizzate, laddove possibile, le infrastrutture già esistenti. Nel caso sia necessario effettuare scavi, questi sono realizzati adottando tecniche innovative a basso impatto ambientale, con interventi sulla sede stradale di circa 10-15 centimetri.

Grazie a questo piano, L’Aquila è dotata di una rete in fibra ottica ancora più performante di quella precedentemente a disposizione di cittadini, con collegamenti fino a 200 megabit per oltre 23mila unità immobiliari.