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Coronavirus, che cosa si può fare (e cosa no) in Italia

Bergamo, 9 marzo 2020- Credit: Sergio Agazzi / Fotogramma

COVID-1910 marzo 2020

Coronavirus, che cosa si può fare (e cosa no) in Italia

di Michela Cannovale

Come funziona per bar, ristoranti, mezzi pubblici ed esigenze lavorative

Dopo il decreto della Presidenza del consiglio dei ministri di lunedì 9 marzo, tutte le misure di sicurezza già in vigore da domenica 8 marzo nella cosidetta zona arancione, sono estese a tutta l'Italia.

 

 

Ma che cosa è consentito e che cosa invece non si può fare all’interno delle nuove zone di sicurezza? Facciamo chiarezza.

 

Entrare e uscire, in quali casi?

Sul territorio nazionale ci si può spostare solo per comprovate esigenze lavorative o motivi di salute. È consentito comunque il rientro al proprio domicilio, abitazione e residenza. Non è invece permesso spostarsi da una provincia all’altra se non per i motivi previsti dal decreto.

 

Che cosa si intende per “comprovate esigenze”?

Esigenze dimostrate e accompagnate da un certificato medico, da una lettera del datore di lavoro, o da un documento che comprovi che nella propria area di residenza sono chiusi gli esercizi che vendono generi di prima necessità.

 

Come funzionano i controlli?

È il prefetto a mettere in atto le misure del Dpcm. I controlli vengono effettuati dalle forze dell’ordine, con posti di blocco ai caselli autostradali e ispezioni in stazioni ferroviarie e aeroporti.

 

Si può andare al lavoro?

Sì, ma sta al datore di lavoro concedere lo smart working o promuovere la fruizione di congedi e ferie.

 

Come funziona per bar e ristoranti?

Rimangono aperti dalle 10 alle 18 a patto di riuscire a mantenere la distanza di un almeno un metro tra il personale e i clienti (e fra i vari clineti). Le attività che non dovessero rispettare queste misure rischiano la chiusura.

 

E per i mezzi pubblici?

Non ci sono limitazioni per i traporti urbani (tranne quella di mantenere sempre il metro di distanza). Treni e aerei viaggiano regolarmente, ma i passeggeri devono giustificare il viaggio.

 

E per i negozi?

Le attività commerciali rimangono aperte a costo, anche in questo caso, di mantenere la distanza di sicurezza. Quelli più grandi rimangono però chiusi il sabato e la domenica. Farmacie, parafarmacie e negozi di alimentari continuano invece a seguire i consueti orari di apertura.

 

Musei, palestre, piscine, discoteche, pub e sale giochi

Queste attività sono sospese fino al 3 aprile, il pubblico non potrà quindi più usufruirne.

 

Messe e funerali

L’accesso ai luoghi di culto è condizionato dall’adozione di misure per evitare gli assembramenti. È necessario garantire la distanza di almeno un metro fra le persone. Sono sospese tutte le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri.

 

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