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Distinzione tra positivi e malati: cosa si intende

- Credit: ROBERTO BRANCOLINI / Fotogramma

COVID-1917 gennaio 2022

Distinzione tra positivi e malati: cosa si intende

di Tina Carlyle

Sileri: "In questo momento non è il positivo che conta ma il soggetto che va in ospedale"

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, ospite a Rai Radio1 e a Domenica In su Rai 1, ha annunciato che è possibile che "tra un paio di settimane" il governo riveda le regole per la gestione dell'epidemia di coronavirus in Italia e che, nello specifico, si proceda con una una distinzione tra coloro che sono positivi al virus ed i malati. Cosa significa questo esattamente?

 

Come ha spiegato Sileri, attualmente nel nostro Paese e nel resto d'Europa "circolano sia la variante Omicron che la Delta e la Delta dà problemi", tanto che "la maggioranza di coloro che sono in intensiva sono infatti in gran parte infettati dalla Delta e non vaccinati". Chiaramente rischiano di essere ricoverati in area critica anche gli infettati da Omicron, "ma è meno probabile" secondo il sottosegretario.

 

Le regole, ha continuato, "verranno ulteriormente modificare e alleggerite credo molto presto. Vediamo adesso come vanno i contagi e facciamo una distinzione tra positivi e malati, considerando che i positivi non sono malati".

 

"In questo momento - ha detto ancora - non è il positivo che conta ma il soggetto che va in ospedale, scomponendo però chi vi entra per altri motivi".

 

E riallanciandosi alle polemiche sul bollettino giornaliero dei contagi, ha sottolineato: "La pandemia non è ancora finita ma il progressivo emergere della variante Omicron sulla Delta nesta cambiando i connotati, rendendo opportuno un aggiustamento delle nostre strategie. La comunicazione dei dati deve essere aggiornata" e "la nuova fase dell'epidemia deve portarci entro breve a rivedere le regole soprattutto per la gestione degli ospedali".

 

"Il semplice dato del numero dei contagiati in sé è poco significativo - le parole del sottosegretario - in presenza di un virus diventato molto più contagioso ma meno aggressivo, soprattutto con i vaccinati. Altrettanto e forse più importante è sapere chi entra oggi in ospedale, qual è la sua età, quale il suo status vaccinale e le sue eventuali comorbidità: queste informazioni possono aiutarci a far capire meglio a chi ancora esita a vaccinarsi che il Covid non è diventato un'influenza".

 

"Il Covid - ha avvertito infine Sileri - non è diventato una banale influenza e le sue conseguenze su chi non è immunizzato, anche se giovane e in buona salute, possono essere molto serie".