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7 cose da fare e da vedere a Marsala

- Credit: Angela Marin / Unsplash

L’ITALIA DELLA FIBRA17 gennaio 2022

7 cose da fare e da vedere a Marsala

di Maria Verderio

In viaggio nei comuni con internet a banda ultralarga


Eccoci qui verso la nuova tappa del viaggio di TIM Gate alla scoperta dei comuni italiani raggiunti della banda ultralarga di TIM, con connessioni in fibra che possono persino arrivare alla velocità di 1 Gigabit al secondo: oggi vi portiamo in Sicilia, alla scoperta di Marsala.

Affacciata sul mare nell’area più occidentale della Sicilia, di fronte alle isole Egadi e in particolare a Favignana, Marsala conta 80mila abitanti, più della stessa Trapani, capoluogo della provincia di cui fa parte.

Nella storia d’Italia, la fama di Marsala è legata al famoso sbarco di Garibaldi e dei Mille, l’11 maggio 1860. Marsala rappresenta la prima tappa del lungo cammino di battaglie che porterà all’unificazione dell’Italia.

La notorietà internazionale della città, invece, è legata al notissimo vino liquoroso.

 

Al di là di questi due elementi, Marsala ha una storia millenaria legata in origine alla civiltà fenicia e poi al dominio dei vari popoli che si insediarono in Sicilia. Neppure il drammatico bombardamento alleato dell’11 maggio 1943 è riuscito a distruggere completamente il cuore barocco del centro cittadino e la bellezza dei suoi palazzi nobiliari.

 

Ma ecco le 7 cose che vi consigliamo di fare nel caso vi troviate a passare da queste parti.

 

1) Riscoprire la storia di Marsala attraverso i suoi nomi

All’inizio, nel IX secolo avanti Cristo, ci fu Mozia, la grande colonia che i Fenici fondarono come loro avamposto nel Mediterraneo. Nel 397 avanti Cristo il tiranno di Siracusa Dionisio I la distrusse e obbligò gli abitanti superstiti a fuggire sulla costa siciliana, rafforzando un insediamento a cui fu dato il nome di Lebum, che in lingua fenicia significava “in direzione dell’Africa”, e poi l’altra denominazione “Lilibeo” e cioè “la città che guarda la Libia” (Libibaion, termine che indicava l’intera costa africana prospiciente), e che fece da base militare dei Cartaginesi per lungo tempo contro il tiranno di Siracusa e poi contro i Romani.

 

Nel 241 avanti Cristo i Romani combatterono in queste acque una decisiva battaglia della prima guerra punica. Poi , dopo la vittoria , presero possesso della città. Di questo avvenimento rimane come testimonianza archeologica l’eccezionale reperto della nave punica conservato nel Museo archeologico Baglio Anselmi.
Dopo secoli di grande splendore commerciale, la città fu devastata dai Vandali nel V secolo dopo Cristo, conquistata dall’impero di Bisanzio e nell’VIII secolo dagli Arabi che la denominarono “Porto di Alì” (El marsā alyy) che, per espansione o per errore di trascrizione, divenne ‘Porto di Allah’ (El marsā Allah). Dall’XI secolo, fu poi soggetta a tutti i popoli che dominarono la Sicilia fino all’Unità d’Italia.

 

2) Visitare l’antica isola di Mozia

Mozia è una delle principali città che i Fenici fondarono in Sicilia, nell’VIII secolo avanti Cristo. Parte integrante della storia e della geografia di Marsala, Mozia è un sito archeologico unico, situata sull’isola di San Pantaleo, nello Stagnone di Marsala (dove ci sono le saline). È proprietà della fondazione Whitaker, dal nome dell’archeologo Joseph Whitaker, che l’acquisto agli inizi del ‘900. Fu lui ad attivare i primi grandi scavi che portarono alla luce il santuario fenicio del Cappiddazzu; la Casa dei mosaici, cioè l’antica necropoli; le aree delle due porte della città e, in particolare, il cimitero dei Tofet, stele funerarie con incisioni di divinità e di figure umane, oggi accolti nel prezioso museo, insieme a tutti gli altri reperti artistici.

 

Importante è stata poi la scoperta delle sorgenti di acqua dolce che alimentavano la piscina sacra del Kothon e il vicino tempio del Dio Baal.

 

Spettacolare rimane la scoperta della splendida statua del cosiddetto “Efebo di Mozia”, risalente al 450 avanti Cristo circa. Gli scavi sono continuati per tutti i decenni successivi; fra tutti i più importanti sono stati quelli condotti dall’équipe dell’Università della Sapienza, dal 2002 al 2012.

 

3) Andare a spasso per Marsala con Cicerone

Proprio sotto il dominio dei Romani, dopo il 241 avanti Cristo, Marsala godette di grande prosperità e divenne un polo commerciale fondamentale del Mediterraneo, sede del pretore e del questore, cariche che premiavano l’importanza di una città rispetto ad altre. Qui, tra il 76 e il 75 avanti Cristo, fu questore il grande Marco Tullio Cicerone (106-43 avanti Cristo), protagonista della cultura , della letteratura e della storia di Roma. Uno dei suoi primi incarichi politici fu quello di questore della città di Lilibeo, dove si guadagnò la stima dei cittadini per la sua integrità morale e la sua capacità organizzativa. In nome di queste doti, due anni dopo i siciliani gli affidarono la causa intentata contro il pro pretore Gaio Verre, accusato di corruzione, furto e tiranno.

 

Cicerone vinse la causa in modo schiacciante, al punto da provocare l’esilio volontario immediato di Verre.

 

4) Visitare il centro storico della città

Porta Garibaldi funge da ingresso monumentale al centro storico della città, anche se il cuore di Marsala è la raffinata Piazza della Repubblica. Su di essa, infatti, si affacciano il Palazzo comunale e la maestosa Chiesa Madre, dalla splendida facciata barocca.

 

È curioso sapere che la chiesa è dedicata a San Tommaso di Canterbury. Secondo la tradizione, essa fu costruita tra il 1173 e il 1189 dopo l’approdo fortunoso (ritenuto miracoloso) durante una tremenda tempesta di una nave inglese che trasportava colonne destinate a costruire un monumento in onore del santo. Ristrutturata nel ‘700 e poi ancora nel ‘900, la chiesa conserva una meravigliosa facciata, fiancheggiata da due campanili di piccole dimensioni.

Tutto il centro storico, comunque, fa parte del cosiddetto Cassaro, un tempo area circondata da mura di cui sopravvivono alcuni bastioni. Con lo stesso nome è indicata la via principale di Marsala che va da Piazza Matteotti a Porta Nuova.

 

5) Scoprire un tesoro nascosto: l’ipogeo di Crispia Salvia

È un piccolo tesoro archeologico nascosto sotto terra, ma par di poter dire che è anche nascosto al pubblico. Infatti, pur trovandosi in una via del centro (via Massimo D’Azeglio 41) non è facile accedervi, posto com’è sotto una anonima palazzina di 5 piani.

 

L’ipogeo è visitabile solo su prenotazione al Museo Archeologico. È composto da 6 tombe, di cui è stato possibile identificare il nome del defunto solo di una, grazie a un’iscrizione in parte esposta al Museo Navale.

La defunta è Crispia Salvia, una matrona romana, moglie di Giulio Demetrio, morta all’età di circa 45 anni e vissuta intorno al III-II secolo avanti Cristo. Ciò che stupisce di questa camera funeraria è la ricca decorazione di quasi tutte le pareti, con la rappresentazione di un banchetto, di pavoni e colombe, di ghirlande, cesti di fiori e amorini, quasi fossimo in una sala di ricevimento amoroso di una villa romana.

 

6) Visitare una cantina del famoso Marsala

Al di là delle ricchezze archeologiche e degli eventi che hanno segnato la storia di Marsala, ciò che ancora ne diffonde la fama in tutto il mondo è il suo famosissimo vino: il Marsala, appunto.

Alla fine del ‘700 il commerciante inglese John Woodhouse approdò nel porto siciliano. I vini dell’area di Marsala erano già noti in Inghilterra, ma in questa occasione il brillante commerciante perfezionò il metodo di invecchiamento del vino che i contadini chiamavano “in perpetuum” e che consisteva nel rabboccare le botti con vino nuovo per perpetuarne il gusto e le qualità organolettiche.

 

Woodhouse decise invece di aggiungere al vino originario acquavite di vino per alzarne il grado alcolico e salvaguardarne i valori originari durante il trasporto in Inghilterra.

 

Il successo ottenuto in Gran Bretagna convinse Woodhouse a tornare in Sicilia e a organizzare la produzione e la commercializzazione del Marsala, che è stato il primo vino Doc della Sicilia.

 

In un soggiorno nella città di Marsala diventa perciò imperdibile partecipare a una visita guidata presso una delle tante cantine che producono questo vino liquoroso o fortificato, come si dice.

 

7) Gustare l'ottima cucina locale

Anche la scoperta della cucina di Marsala è fondamentalmente legata agli itinerari proposti dalla Strada del Vino Marsala – Terre d’Occidente nei ristoranti tipici del centro storico e del porto.

I piatti sono innanzitutto quelli connessi al pesce freschissimo dello storico mercato: ricette quali il cous-cous, le busiate con tonno e la pasta con le sarde.

Chiaramente presenti su ogni tavola sono, poi, i dolci della tradizione siciliana in genere: i dolci di ricotta, i cannoli, la cassata, i cappiduzzi (ravioli), i mustazzoli al vino cotto, gli sfinci (dolci fritti) e la frutta martorana.

 

 

 

Internet a Marsala

Nel 2021 TIM ha avviato a Marsala un innovativo piano di cablaggio per portare la fibra ottica fino alle abitazioni e rendere disponibili collegamenti ultraveloci fino a 1 Gigabit/s. L’obiettivo è quello di collegare circa 24mila unità immobiliari.

Marsala viene così dotata di una rete in fibra ottica ancora più performante di quella già prima a disposizione della città con collegamenti fino a 200 megabit per oltre 26mila unità immobiliari.