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Covid, il 26% degli italiani crede sia un complotto

- Credit: Valeria Ferraro / SOPA Images / IPA / Fotogramma

SONDAGGIO EURISPES27 maggio 2022

Covid, il 26% degli italiani crede sia un complotto

di Michela Cannovale

Mentre il 4,8% afferma ancora, al di là di ogni evidenza, che non esiste alcuna pandemia

Il 26% degli italiani (quindi circa uno su quattro) crede che il Covid-19 nasca da un complotto.

 

È quanto ha messo in evidenza il 34mo Rapporto Italia dell'Eurispes, che dopo aver interrogato un campione di nostri connazionali sulle origini del coronavirus ha scoperto che:

 

- il 46,6% della popolazione ammette di non avere idea di come sia scoppiata la pandemia di Covid-19;

 

- il 25,7% crede a un complotto e ritiene che dietro la sua esplosione ci sia qualcuno (di questi, per il 42,1% il virus è stato creato in laboratorio per poi sfuggire al controllo, mentre per il 25,7% è stato creato in laboratorio e poi diffuso di proposito nel mondo)

 

- il 22,9% sostiene sia stato solo una casualità;

 

- il 4,8% afferma, al di là di ogni evidenza, che non esiste alcuna pandemia;

 

- il 15,4% pensa che il mondo si è accorto troppo tardi dell'esistenza del virus, quando ormai era troppo tardi per riuscire a bloccare la sua circolazione;

 

- nell'indicare un responsabile della pandemia, il 31,4% attribuisce la colpa al governo cinese; il 27,3% ai poteri forti globali in generale, il 12,1% alle multinazionali farmaceutiche.

 

- ai cittadini che credono che la pandemia non sia scoppiata per caso, è stato chiesto anche quale sia, a loro avviso, lo scopo per cui è stata creata: "fare enormi profitti" risulta l'obiettivo più citato (29,3%), seguito da "controllare meglio le persone" (20,1%) e "indebolire le democrazie" (18,4%). Ma anche: "ridurre la popolazione mondiale" (14,7%), "creare un clima di paura" (10%), "consolidare il potere delle èlite internazionali" (9,2%) e, con percentuali più contenute, "nascondere altri problemi gravissimi" (7%) e "giustificare l'intervento dello Stato in economia" (6%).

 

- per quanto riguarda la gestione italiana della pandemia, il 55,8% non approva la strategia adottata, contro il 44,1% di giudizi positivi.

 

- in riferimento alla qualità dell'informazione italiana sulla pandemia, il 68,5% è critico, a fronte di un 31,5% soddisfatto;

 

- infine, alla domanda "Credi ancora nella scienza?", solo il 17,6% del campione dice di aver visto diminuire la propria fede nella scienza, mentre per la maggioranza è rimasta invariata (61,9%) e per uno su 5 (20,4%) è aumentata.