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Covid, cosa sappiamo delle sue tre varianti - Credit: Pixabay
CORONAVIRUS 25 gennaio 2021

Covid, cosa sappiamo delle sue tre varianti

di Michela Cannovale

Sono quella inglese, la sudafricana e la brasiliana

Ecco che cosa sappiamo delle varianti di coronavirus inglese, sudafricana e brasiliana scoperte finora:

 

La variante inglese

Come raccontavamo qui, il ceppo inglese è stato scoperto a metà settembre a Londra e nel Kent.

Le alterazioni che caratterizzano questa variante, chiamata B.1.1.7, sarebbero almeno 23, 14 delle quali localizzate sulla proteina spike, la chiave d'ingresso del virus nella cellula.

 

Patrick Vallance, capo dei consulenti scientifici del Regno Unito, ha spiegato: “A dicembre è diventata la variante dominante a Londra. Nella settimana terminata il 18 novembre, la variante è stata individuata in un caso su quattro a Londra e nel Sud-Est dell'Inghilterra e nell'Inghilterra orientale. Nella settimana terminata il 9 dicembre, la variante è stata riscontrata nel 62% dei casi a Londra, nel 59% nell'Inghilterra orientale e nel 43% nel Sud-Est”.

 

Secondo quanto dichiarato dal premier britannico Boris Johnson, questa variante sarebbe anche più mortale. “Devo dirvi che oggi pomeriggio siamo stati informati che vi sono alcune evidenze sul fatto che la nuova variante, oltre a diffondersi più rapidamente, possa essere associata anche a un più alto grado di mortalità”, ha detto Johnson, ricordando che il nuovo ceppo ha causato un'impennata nel numero dei ricoveri ospedalieri nel Regno Unito, che venerdì 22 gennaio è arrivato a 38mila unità, cioè il 72% in più rispetto al picco della prima ondata della pandemia ad aprile 2020.

 

Vallance ha comunque sottolineato che le evidenze sul grado di mortalità sono ancora “parziali” e “da confermare”.

 

- LEGGI ANCHE: Covid, perché la variante inglese è più contagiosa

 

La variante sudafricana

Si chiama 501.V2 ed è stata individuata nei primi giorni di ottobre in Sudafrica.

 

A metà novembre, questa variante rappresentava il 90% dei genomi sequenziati dagli scienziati sudafricani. Nel complesso il ceppo sudafricano conta 21 mutazioni, nove delle quali concentrate nella spike.

 

I dati genomici ed epidemiologici a disposizione dicono che, come nel caso di quella inglese, anche la variante sudafricana sia più contagiosa, mentre non esistono ancora informazioni riguardo una sua maggiore letalità.

 

La variante brasiliana

È la variante del virus Sars-Cov-2 scoperta più recentemente. È stata riscontrata per la prima volta in un caso di reinfezione: un'infermiera 45enne risultata nuovamente infetta (e con sintomi peggiorati) a cinque mesi dalla prima infezione causata dal ceppo originario di Covid-19.

 

Come scrive Sky Tg24, “questa variante contiene mutazioni più rilevanti: una, in particolare, cambierebbe la forma della proteina spike all'esterno del virus in un modo che potrebbe renderla meno riconoscibile al sistema immunitario rendendo più difficile il compito degli anticorpi”.

 

I vaccini e le nuove varianti di Covid-19

Secondo i dati raccolti finora, i vaccini disponibili ad oggi contro il Covid-19 sarebbero efficaci anche contro le tre nuove varianti.

 

Antonio Mastino, microbiologo associato all'Istituto di farmacologia traslazionale del Consiglio nazionale delle ricerche, ha spiegato all'Agi che "le varianti e le mutazioni attualmente in circolazione da un lato rappresentano una fonte di preoccupazione per via della più elevata capacità di trasmettersi tra gli individui, ma dall'altro dobbiamo ricordarci che la mutazione è un processo naturale degli agenti patogeni e che, sulla base delle conoscenze attuali, nessuna di queste varianti sembra amplificare la patogenicità del virus".

 

"Il pericolo – ha spiegato Mastino – è legato al fatto che se il virus raggiunge più persone aumentano le probabilità che raggiunga gli individui più vulnerabili, ma la variante in sé non rappresenta un motivo di preoccupazione più elevato a livello di patogenicità".

 

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