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Il Covid-19 è diventato "malattia professionale"

- Credit: Pixabay

LAVORO23 maggio 2022

Il Covid-19 è diventato "malattia professionale"

di Michela Cannovale

Ecco cosa vuol dire e perché è importante

Il Covid-19 è ora considerato alla pari di una malattia professionale nei settori dell'assistenza sanitaria e domiciliare, dei servizi sociali, e nei settori in cui sono maggiori le attività con un rischio accertato di infezione.

 

È quanto ha annunciato Enpam, l'ente di previdenza dei medici e dei dentisti, che in una nota ha scritto che l'Unione europea "ha raggiunto un accordo che riconosce il Covid-19 come malattia professionale e ha chiesto a tutti i Paesi membri, e dunque anche all'Italia, di aggiornare il proprio elenco nazionale delle patologie legate alle attività lavorative".

 

Il riconoscimento del coronavirus come malattia professionale è importante perché significa che, entro la fine di quest'anno, è attesa con tutta probabilità una nuova raccomandazione della Commissione europea. Dopodiché, gli Stati membri saranno chiamati ad adattare delle normative nazionali in merito che riconoscano anche internamento il coronavirus come malattia professionale, permettendo quindi ai lavoratori dei settori interessati contagiatisi sul posto di lavoro di acquisire diritti specifici. Uno di questi, per esempio, sarà la possibilità di chiedere un indennizzo per il periodo di malattia.

 

Non solo. Come ha notato l'Enpam ricordando che in Italia un primo intervento per sanare in ambito lavorativo la mancanza di una copertura assicurativa per i decessi da Covid-19 è stato attuato dall'Inail con il conseguente risarcimento, anche retroattivo, ai medici dipendenti ma non ai liberi professionisti e parasubordinati non iscritti all'Inail, è molto possibile che con le nuove legislazioni europee questo gap venga superato.