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Coronavirus: la chiusura della Lombardia e di altre 14 province

Milano, marzo 2020- Credit: Marco Passaro / Fotogramma

ITALIA08 marzo 2020

Coronavirus: la chiusura della Lombardia e di altre 14 province

di Luigi Gavazzi

Le misure anti-contagio ;riguardano 16 milioni di persone

Il premier Giuseppe Conte ha firmato nella notte fra sabato e domenica un decreto della presidenza del consiglio dei ministri (Dpmc) con misure drastiche per arginare la diffusione del coronavirus che resteranno in vigore fino al 3 aprile.

 

 

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Quali sono le aree interessate dal decreto

I territori interessati sono: l'intera Regione Lombardia e 14 province in Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Marche. Sono le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, In Emilia Romagna; Venezia, Padova, Treviso, in Veneto; Asti, Alessandria, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola, in Piemonte.

 

 

In sostanza, circa 16 milioni di italiani sono in una condizione che assomiglia a una quarantena.

Che cosa stabilisce il decreto

– Evitare ogni spostamento delle persone in entrata e uscita dai territori individuati e negli stessi territori; ma la mobilità è consentita “per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute”, ed “è consentito il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza”;
– in caso di infezioni respiratorie e e febbre (superiore a 37,5°) è “fortemente raccomandato” di restare a casa e limitare i contatti;
– divieto assoluto di mobilità per le persone in quarantena;
sono sospesi eventi e competizioni sportive, con l’eccezione per atleti professionisti e di categoria assoluta, purché le attività si svolgano a porte chiuse e sotto controllo di personale medico delle società sportive;
– si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di permettere ai dipendenti di fruire delle ferie e dei congedi ordinari; – chiusi gli impianti da sci;
– sono sospese tutte le manifestazioni in luogo pubblico o privato, dalla cultura allo sport, dalle attività religiose alle fiere. Restano chiusi cinema, teatri, pub, sale scommesse, discoteche;
– restano chiuse tutte le scuole e le università, che possono però continuare l’attività formativa a distanza. Non si fermano invece i corsi per specializzandi in medicina e le attività di tirocinio per le professione sanitarie;
– i luoghi di culto possono essere aperti solo se permettono di mantenere la distanza di un metro fra i presenti. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali;
– sono chiusi i musei e gli istituti culturali;
– sono sospesi i concorsi pubblici e di abilitazione, con l’eccezione di quelli legati alle professioni mediche e alla protezione civile;
– le attività di ristorazione e bar sono consentite dalle 6 alle 18 sempre nel rispetto della regola della distanza di almeno un metro fra le persone;

Le misure per il resto del paese

Il decreto contiene anche una serie di provvedimenti per le aree del paese non presenti in quelle indicate prima. Le disposizioni si possono leggere consultando il testo completo sul sito della Presidenza del consiglio dei ministri.