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Economia e coronavirus - Credit: sol/Unsplush
CONTAGI & LAVORO 20 maggio 2020

Economia e coronavirus: come uscire dalla crisi

di Luigi Gavazzi

Giorno per giorno: idee, provvedimenti e teorie per far ripartire il paese e il mondo dopo il Covid-19

20 maggio 2020 (live blogging)

Non semplice come sembrava la strada per arrivare al Recovery Fund che permetta ai paesi della ue più colpiti dalla pandemia di risollevare le proprie economie.

Si oppongono i governi di Danimarca, Austria, Svezia e Paesi Bassi. Appuntamento (si presume) decisivo il 27 maggio, quando la Commisisone europea presenterà il suo piano, che terrà conto delle indicazioni di Merkel-Macron (ne abbiamo parlato ieri).

 

 

19 maggio

Prende vita un vero Recovery Fund (forse) grazie all’accordo raggiunto da Angela Merkel e Emmanuel Macron lunedì 18 maggio. Dovrebbe essere un’emissione sui mercati di bond della Commissione europea da 500 miliardi, la vendita dei quali fornirà i soldi per aiutare i paesi più colpiti dal Covid-19. I paesi che riceveranno questi soldi in aiuto li avranno a fondo perduto (quindi non dovranno rimborsarli). In questo modo, non peseranno sui debiti di questi paesi, come ha sottolineato Angela Merkel. Ne parliamo in questo articolo.

 

 

18 maggio

A metà maggio il presidente della repubblica francese Macron ha detto dicendo che “Il vaccino contro il coronavirus  è un bene comune, deve essere sottratto alle leggi del mercato”. Un’affermazione forte che segna probabilmente un punto decisivo nel dibattito sulla regolamentazione delle diffusione del trattamento che potrebbe fermare in modo decisivo la pandemia.
Negli stessi giorni, 140 leader politici e esperti di tutto il mondo hanno firmato un appello  – The People’s Vaccine – a tutti i paesi per rendere i vaccini disponibili a tutte le persone del pianeta gratuitamente e senza discriminazioni. 
Se questi beni “sono indispensabili per il nostri futuro, – ha osservato su Repubblica Luigi Manconi –  ha senso sottoporli alla proprietà dei singoli, gruppi o nazioni, e alle regole di mercato, inevitabilmente arbitrarie?”  Ne parliamo in questo articolo.

 

16 maggio

La risposta principale alla crisi causata dal coronavirus, secondo l’economista Thomas Piketty, dovrebbe concentrarsi sul rilancio e il rafforzamento dello stato sociale e del welfare nel nord del mondo e sull’accelerazione del suo sviluppo nel sud del mondo. Dovrebbe essere uno stato sociale, in entrambi i casi, fondato su un sistema di tassazione equo e capace di censire – a livello globale, grazie alla collaborazione fra stati – le grandi corporation in modo da renderle parte ragionevole di questo sistema. L’articolo.

 

 

15 maggio

La Bce (Banca centrale europea) prevede che la contrazione dell'economia dell'eurozona oscillerà fra il 5 e il 12%, differenza legata alla gravità e alla durata della pandemia. Il momento peggiore sarà fra aprile e giugno. Comunque, per farla breve, la Bce sostiene che l'area della moneta unica sta affrontando un crollo economico "che per entità e rapidità non ha precedenti in tempo di pace. L'inflazione, crollata allo 0,4% ad aprile, è probabile che registi un'ulteriore considerevole riduzione nei prossimi mesi. Le prospettive per il mercato del lavoro stanno ulteriormente peggiorando.

 

 

Il Decreto Rilancio (cfr. il post di ieri) prevede, come annunciato già nei giorni scorsi, anche la regolarizzazione di lavoratori agricoli migranti e di badanti e Colf. Ne parliamo in questo articolo.

Abbiamo anche spiegato il super eco-bonus per le ristrutturazioni, i sei miliardi di euro a fondo perduto per le imprese, e i grandi investimenti previsti per rafforzare il Sistema sanitario nazionale.

 

12 maggio 2020

A marzo 2020, primo mese Covid-19, la produzione industriale italiana si è contratta del 28,4% rispetto a febbraio 2020. Ne parliamo qui.

 

 

11 maggio

Per ovviare alla mancanza di altre opportunità di lavoro, almeno 20mila italiani si sono registrati sulle banche dati delle principali organizzazioni agricole che procurano braccianti stagionali per gli imprenditori.  Ne parliamo in questo articolo: Come cambia il lavoro agricolo.

 

9 maggio

Ecco come sarà il nuovo Mes. Sono 36 miliardi a disposizione dell'Italia. Condizione: spese sanitarie per il Covid-19. I ministri delle finanze dei paesi dell'Eurozona hanno siglato l'accordo sul nuovo, controverso e – spesso a sproposito - dibattuto Meccanismo europeo di stabilità. Ne parliamo in questo articolo.

 

7 maggio 2020   

Questa settimana altri 3,2 milioni di americani si sono registrati nelle liste di disoccupazione. Dallo scoppio dell pandemia di Coronavirus, sette settimane fa, sono in tutto 33 milioni. 

 

 

Nel decreto “maggio” (ex decreto aprile, in ritardo), il governo includerà un ecobonus per l’efficienza energetica delle case; un bonus per l’acquisto di biciclette e monopattini e una serie di provvedimenti di sostegno (a fondo perduto) per il turismo.

 

 

 

5 maggio 2020 

Sarà un provvedimento contenuto in un decreto già in maggio a regolarizzare gli stranieri che lavorano nei campi o nelle famiglie come badanti, colf e baby sitter. Secondo Repubblica riguarderebbe fra i 400mila e i 600mila immigrati. Il ministro dell’Agricoltura, Tereza Bellanova lo ha ribadito il 4 maggio e ha ottenuto il sostegno del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Secondo il Viminale il provvedimento riguarderà 250-300 mila persone, una stima dunque leggermente inferiore.

 

 

4 maggio 2020

Quattro milioni e mezzo di persone sono tornate al lavoro in Italia dal 4 maggio dopo il lockdown causato dalla pandemia di Covid-19: è dunque cominciata la Fase-2. Ecco chi e dove sono.

 

 

3 maggio 2020

I dati della Caritas sono una indicazioni forte della crisi indotta dal coronavirus che rende più grave la povertà nel nostro paese. Dal 4 al 24 aprile 38.580 persone in più hanno chiesto sostegno alle strutture dell’organismo pastorale per la promozione della carità che ha sedi, uffici, sportelli in tutta Italia e volontari ovunque. I dettagli nell’articolo.

 

 

29 aprile 2020

Lavoro, sono oltre mezzo milione di posti persi con la crisi coronavirus. Le stime del Def indicano una contrazione dell’occupazione del 2,1% nel 2020, pari a 500mila posti di lavoro, se si calcolano sulla rilevazione delle forze di lavoro del 2019, quando gli occupati erano 23.360.000. I dettagli in questo articolo.

 

 

27 aprile 2020

Non è piaciuta ai commercianti la decisione del governo di far ripartire con prudenza e lentezza le attività economiche dopo il 4 maggio. Numerose e pesanti le proteste, delle quali diamo conto in questo articolo.

 

 

25 aprile 2020 

Un intervento da 155 miliardi nel 2020 e da 25 miliardi nel 2021 per affrontare la crisi economica italiana successiva al blocco della attività causato dal coronavirus. Lo prevede la “Premessa” al Documento di economia e finanza messo a punto venerdì 24 aprile dal Consiglio dei ministri. Qui il dettaglio delle misure.

 

 

24 aprile 2020 
Importante pre-accordo al Consiglio europeo (in teleconferenza) di giovedì 23 aprile, sul Recovery Fund contro la crisi economica da pandemia Covid-19.
- La riunione dei capi di stato e di governo della Ue ha infatti partorito un “Fondo per la ripresa” agganciato al bilancio europeo 2021-2027.
- Non è stata definito ancora l’ammontare complessivo.
- Ancora non si è deciso (per evitare dissidi che avrebbero potuto mettere in pericolo l’accordo quadro) se fornirà ai paesi che ne hanno necessità dei prestiti o degli aiuti a fondo perduto. Qui l’articolo dedicato al tema.

 

 

23 aprile 2020 

Economia, l'Italia ha bisogno di liquidità e dell'Europa, idee per uscire dalla crisi dagli economisti Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, sul Corriere della Sera del 22 aprile: “Non possiamo fare da soli”. Non è difficile capire esattamente cosa serva all’economia italiana per provare a riprendersi dalla crisi causata dalla pandemia di Covid-19. Serve tanta liquidità: disponibilità immediata di mezzi di pagamento. 
L’Europa è indispensabile. Spiegano Alesina e Giavazzi: se l’Italia facesse da sola, “la liquidità dovrebbe fornirla la Banca d’Italia, e una lira non ancorata all’euro si svaluterebbe come accadeva negli anni Novanta”, senza che la “nostra competitività nel commercio internazionale migliorasse stabilmente”. Gli investitori esteri - aggiungono - fuggirebbero; gli italiani investirebbero in euro e dollari; i titoli perderebbero valore e i tassi sul debito schizzerebbero. Una strada che porterebbe al default. 

 

 

21 aprile 2020 

Sul Mes come strumento di sostegno all’economia italiana, decideremo con la massima cautela, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’informativa al Senato, il 21 aprile. “Ritengo che questa discussione debba avvenire in modo pubblico, trasparente, in Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola”, ha spiegato Conte, che ha poi aggiunto che nella trattativa con l’Ue “non accetterò un compromesso al ribasso. Non siamo di fronte a un negoziato a somma zero. Qui o vinceremo tutti o perderemo tutti”.

 

 

L’emergenza, ha detto poi Conte, incide sulle fasce “più fragili e gli interventi programmati finora non sono sufficienti. Si rischia di creare una nuova povertà”. Quindi, “gli interventi economici dovranno essere più incisivi”. Il Governo prepara nuovi stanziamenti economici per famiglie e imprese. Un nuovo decreto legge, questa volta con un’iniezione di 50 miliardi di euro. “Il governo invierà a brevissimo al Parlamento un’ulteriore relazione con una richiesta di scostamento di bilancio - ha detto Conte - pari a 50 miliardi di euro, con intervento complessivo che, sommando i precedenti 25 miliardi, sarà non inferiore a 75 miliardi”.

 

 

Nel “Decreto Aprile”, atteso per la prossima settimana, dovrebbe essere inclusa anche una quantità non precisata di miliardi (si parla di 10) da erogare alle piccole imprese per far fronte ai costi fissi, come le bollette e gli affitti per aprile e maggio. Gli aiuti dovrebbero essere proporzionati alla perdita di fatturato.

 

 

L’allarme sulla crescita economica bloccata dalla pandemia globale di Covid-19 e il crollo del prezzo del greggio, attenuatosi rispetto a ieri ma sempre in negativo, hanno frenato le Borse europee anche oggi.

 

 

Intanto il governo nel “Decreto Aprile”, atteso per la prossima settimana, dovrebbe includere anche una quantità non precisata di miliardi (si parla di 10) da erogare alle piccole imprese per far fronte ai costi fissi, come le bollette e gli affitti per aprile e maggio. Gli aiuti dovrebbero essere proporzionati alla perdita di fatturato

 

20 aprile 2020

Oltre all’avvio dei prestiti alle piccole imprese del quale ci occupiamo qui sotto e in un articolo specifico, questa settimana inizia all’insegna della preparazione del cruciale vertice di giovedì 23 aprile in videoconferenza fra i capi di stato e di governo della Ie.
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, vuole raccogliere mille miliardi sui mercati con bond europei; i fondi, gestiti direttamente dalla Commissione, saranno versati ai paesi più colpiti dalla pandemia in parte sotto forma di aiuti a fondo perduto, in parte come prestiti a tassi contenuti. I problemi da risolvere sono però ancora parecchi.

 

 

Il governo italiano intanto lavora ai nuovi provvedimenti di protezione economica del paese che dovrebbero entrare nel “decreto aprile”: – cassa integrazione a fondo perduto;
– ulteriori provvedimenti per le famiglie e i lavoratori più deboli economicamente: bonus da alzare a 800 euro (ora è 600) e anche oltre in ragione della presenza di figli;
– il nuovo Rem (Reddito di emergenza): nuova versione semplificata del reddito di cittadinanza, pensato per i lavoratori senza nessuna tutela: colf, badanti, disoccupati senza sussidi.

 

Lunedì 20 aprile parte la fase operativa del provvedimento per dotare le imprese italiane della liquidità necessaria.
Sono le disposizioni contenute nel cosiddetto decreto liquidità del 6 aprile.

Le banche sono preparate a ricevere le domande delle piccole imprese, dei professionisti e anche di persone fisiche che chiedono prestiti fino a 25mila euro, per massimo 72 mesi, coperti al 100% gratuitamente dal Fondo centrale di Garanzia, gestito dal Medicredito Centrale che ha predisposto la modulistica necessaria.

Maggiori dettagli in questo articolo:  Economia e Coronavirus: Come funzionano i prestiti per le piccole imprese.

 

 

17 aprile 2020 

Carlo Bonomi è stato designato nuovo presidente di Confindustria. Succede a Vincenzo Boccia. Bonomi ha le idee chiare: “Occorre una soluzione per la Fase 2, bisogna riaprire le produzioni, perché danno reddito e lavoro. Bisogna farlo in sicurezza, per evitare una seconda ondata che porterebbe a nuove misure di chiusura che sarebbero drammatiche”. Vedremo come dialogherà con il governo.

 

 

15 aprile 2020 

Secondo il Fondo monetario internazionale nel 2020 il Pil dell'Italia si ridurrà del 9,1%. La causa ovviamente è il lockdown per il coronavirus ma per l'Italia il calo è più accentuato che per gli altri paesi industriali, tranne la Grecia, che si fissa addirittura a – 10%. 

Gli altri paesi: 

Germania –7.0% 

Francia – 7,2 

Stati Uniti – 5,9 

Cina + 1,2. 

L'economia globale si contrae del 3%. 

Per l'Italia, secondo il Fmi, la crescita della disoccupazione sarà dal 10 al 12,7%. 

 
 
 

Nel mondo fioccano le critiche a Donald Trump che ha deciso di sospendere per 90 giorni i versamenti degli Stati Uniti all'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Il presidente Usa ha motivato la decisione sostenendo che l'organismo delle Nazioni Unite ha gestito male l'emergenza del coronavirus. L'Oms ha dichiarato il Covid-19 emergenza sanitaria mondiale già il 30 gennaio, nei giorni in cui Trump invece continuava a giocare a golf, tenere comizi elettorale e a definire il coronavirus una normale influenza. 

 
 

 

Il commento di Bill Gates su Twitter: 

Halting funding for the World Health Organization during a world health crisis is as dangerous as it sounds. Their work is slowing the spread of COVID-19 and if that work is stopped no other organization can replace them. The world needs WHO now more than ever. 

 

 

14 aprile 2020 

Ripresa economica: sostenere i redditi individuali e le piccole aziende. Bisogna garantire chi non può lavorare e fornire liquidità alle imprese  Per affrontare la crisi da pandemia, Paul Krugman (Albany, 1953) premio Nobel per l’Economia 2008 sostiene la necessità di puntare su politiche economiche che non siano la ripetizione di pregiudizi e di convinzioni che si ritenevano adatte per le circostanze precedenti. Come? 

 

 

La risposta, secondo Krugman e molti altri suoi colleghi, è una sorta di intervento d’emergenza, di disaster relief per far arrivare alle famiglie che hanno perso il reddito e non hanno risparmi e alle piccole e medie imprese la liquidità necessaria per pagare i dipendenti e non essere costrette a chiudere. A entrambe serve la liquidità per superare la crisi. Il punto su cui si discute è trovare gli strumenti per far arrivare il più rapidamente possibile questa liquidità. 

 

8 aprile 2020 
Coronavirus: Eurogruppo in stallo sulla risposta alla crisi economica. L'Olanda guida lo schieramento dei paesi che non intendono condividere i rischi finanziari 

Eurogruppo (il centro di coordinamento dei ministri delle finanze dei 19 Stati membri che adottano l’euro) bloccato nella risposta alle conseguenze economiche della pandemia del Covid-19

Nulla almeno fino a giovedì quando riprenderanno (in videoconferenza) le discussioni. 

Secondo le informazioni circolate mercoledì, il problema che ha bloccato ogni decisione riguarda la questione fondamentale della “condizionalità” del Mes, il Fondo salva Stati

 

11 aprile 2020 

Il compromesso deludente dell'Eurogruppo  Solo parziale l'accordo sul Mes e il Recovery Fund per rilanciare l'economia 

Un accordo parziale quello raggiunto venerdì all'Eurogruppo per definire la recessione della Ue alla recessione prodotta dall'epidemia di coronavirus. Un compromesso, in sostanza: prevede che l'accesso al meccanismo europeo di di stabilità (Mes) sarà slegato da qualsiasi imposizione di austerità, ma i suoi fondi potranno essere usati solo per le spese sanitarie dirette e indirette. 

 

 

4 aprile 2020 

Economia, che cos'è Sure e perché può essere la svolta dell'Europa. Cento miliardi di euro contro la disoccupazione.  

La presidente della Commissione europea, Ursula von Der Leyen ha presentato il 2 aprile il programma di sostegno alla cassa integrazione per i lavoratori dipendenti, Sure, acronimo di “Support to mitigate unemployment risks in emergency”. 

Il meccanismo dovrebbe prevedere la raccolta a livello comunitario di circa 100 miliardi sui mercati attraverso l’emissione di obbligazioni garantite da 25 miliardi di euro raccolti attraverso contributi dagli Stati membri in proporzione al loro peso sul Pil dell’Eurozona. 

 

 

28 marzo 2020 

Economia e coronavirus, la reazione alla crisi dei paesi europei. Le misure straordinarie di Germania, Francia, Spagna, Portogallo e Regno Unito. 

In questo articolo vediamo come i principali paesi europei stanno rispondendo all’emergenza economica causata dalla pandemia di coronavirus

 

 

25 marzo 2020 

Mario Draghi capo del governo dopo la crisi Coronavirus. L'idea di un governo di unità nazionale guidato dall'ex presidente Bce. 

La crisi economica che dovremo affrontare quando il contagio del coronavirus si sarà allentato, richiede governi guidati da persone molto capaci, di esperienza e sangue freddo, in grado di immaginare scenari differenti dal consueto e di grande credibilità. 

In Italia da qualche giorno si affaccia l’ipotesi di un nome, Mario Draghi. 

È sicuramente l’unico che tutto lo spettro della politica italiana sarebbe disposta a sostenere e con il quale tutti sarebbero disposti a collaborare, anche i partiti oggi all’opposizione. 

 

 

23 marzo 2020 

Coronavirus, decreto chiusura attività produttive 

Lo stop da mercoledì 25 marzo. Protestano i sindacati: troppe aziende aperte 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato la sera di domenica 22 marzo il nuovo decreto di chiusura delle attività non essenziali fino al 3 aprile, annunciato sabato sera per far fronte all'emergenza coronavirus. 

Conte e i suoi collaboratori hanno trascorso la domenica a mettere a punto il testo con l'elenco dei settori che devono chiudere e quelli che devono continuare a essere operativi. 

Le chiusure dovranno essere messe in pratica il 25 marzo.

 

 

21 marzo 2020 

Coronavirus. Patto di stabilità Ue: perché viene sospeso. Per consentire ai governi di prendere misure adeguate all'emergenza. 

La Commissione europea ha deciso di sospendere il Patto di stabilità per consentire ai paesi colpiti dal coronavirus di mettere in atto misure adeguate per far fronte all’emergenza sanitaria, sociale ed economica. 

La sospensione si attiva grazie alla cosiddetta “clausola di salvaguardia”. 

Il Commissario all’economia, Palo Gentiloni, ha sottolineato come “L’attivazione della cosiddetta ‘escape clause’ del patto di stabilità apre la strada a una risposta forte e coordinata all’immensa sfida economica che dobbiamo affrontare tutti insieme. Sono fiducioso che il consiglio darà il suo rapido accordo”. 

 

 

20 marzo 2020 

Coronavirus, il Mes fondamentale per il rilancio dell'economia 

L’intervento della Bce con il nuovo programma di acquisto di titoli per 750 miliardi, Pandemic emergency purchase programme, ha riproposto l’importanza di una risposta organizzata e coordinata alla crisi senza precedenti indotta dalla pandemia. 

 

 

Crisi e coronavirus: dalla Bce 750 miliardi, ma si farà di più 

Si parla del programma Omt che aiuterebbe i governi a trasferire soldi veri ai cittadini 

Pandemic emergency purchase programme (Pepp) è il nuovo programma di acquisto di titoli della Banca centrale europea per far fronte alla crisi economica generata dalla pandemia di coronavirus. 

In pratica una nuova versione, molto rinforzata, del Quantitative easing annunciato giovedì 13 marzo. 

 

 
 

19 marzo 2020 

La proposta "Helicopter money": assegno per tutti i lavoratori a sostegno della domanda 

La crisi economica causata dalla diffusione epidemica del coronavirus è ormai considerata molto grave. 

Economisti, imprenditori e politica si interrogano su come reagire. 

Da più parti una delle soluzioni ritenute necessarie è quella degli stimoli di tipo keynesiano alla domanda. 

Ma c'è chi sta pensando e proponendo una misura diversa, uno stimolo alla domanda attraverso versamenti diretti ai cittadini. 

Si tratta del cosiddetto helicopter money, letteralmente denaro gettato dagli elicotteri a tutti i cittadini perché possano riprendere a consumare e quindi a sostenere la domanda di beni e servizi, quindi a far ripartire l'economia. 

Mercoledì 18 marzo su Repubblica l'economista Nouriel Roubini si fa portavoce di questa proposta; e lo stesso fa Alan Friedman sulla Stampa. 

 Dice Roubini: helicopter money "vuol dire semplicemente distribuire a tutti i cittadini, indipendentemente dall'età e dalla condizione sociale, una somma di denaro per far fronte almeno in parte alle esigenze immediate e tentare di rilanciare i consumi. Inizialmente pensavo a una cifra di mille dollari, o mille Euro, per ogni cittadino". 

I costi? Semplice dice Roubini, in Italia costerebbe 60 miliardi. Volendo si potrebbero escludere i più ricchi, "chi ha un patrimonio personale misurato in milioni, e in questo caso si potrebbe risparmiare qualcosa come il 10% del costo". 

 

 

 

16 marzo 2020
L’economia italiana dopo il coronavirus; se siete ansiosi forse non dovreste pensarci adesso ma aspettare che la situazione sanitaria sia migliore. Eppure ci sono centri studi che se ne occupano, perché il sistema dovrebbe farsi trovare preparato. Cerved, l’agenzia di informazioni commerciali lo ha fatto in questi giorni, con una serie di previsioni, sintetizzate lunedì 16 marzo da Repubblica.

 

 

Sono due gli scenari individuati.

 

 

Il primo, più ottimistico, probabilmente anche più realistico: stima che l’emergenza coronavirus finisca a maggio 2020; Il secondo, catastrofico: parte dalla supposizione che tutto resti bloccato fino a dicembre.

Si riparte in giugno 2020

Ci occupiamo solo del primo. Secondo Cerved, se l’economia riparte a fine maggio, fra 2020 e 2021 le imprese italiane bruceranno un giro d’affari di 275 miliardi rispetto a quanto complessivamente era prevedibile prima dell’epidemia.

 

 

Un po’ di ottimismo nelle previsioni Cerved è offerta dal fatto che se l’emergenza finisse a maggio le imprese italiane già dal prossimo anno riuscirebbero a recuperare un livello di fatturato superiore dell’1,5% rispetto a quello del 2019.

 

 

Un dato significativo, ha spiegato a Repubblica, Andrea Miganelli, amministratore delegato del Cerved, perché dopo le crisi del 2008 e del 2011 l’economia italiana non ce l’aveva fatta a tornare ai livelli precedenti perché il fallimento di molte aziende aveva ridotto le basi produttive. Adesso è invece previsto un rimbalzo: significa che c’è stato un miglioramento della condizione economica e patrimoniale delle aziende, che le ha rese più resilienti.

 

 

Ovviamente non significa che il Covid-19 non peserà gravemente: infatti bisogna tenere conto delle opportunità di crescita previste prima dell’epidemia per il 2020 e il 2021: fatturato a +1,7% per quest’anno e a 2% il prossimo anno (nel 2019 era stato dello 0,8%).

 

 

Quindi, lo scenario ottimistico, secondo Cerved, dovrebbe costare alle imprese 275 miliardi per il biennio 2020-2021.

 

 

Inutile dire che le industrie più penalizzate saranno quella alberghiera, dei tour operator, dell’automotive e dei trasporti; quelle che ne beneficeranno di più saranno il commercio elettronico, la grande distribuzione alimentare, le attività farmaceutiche e medicali.

 



 

  • 15 marzo

Nel decreto di sostegno all'economia, varato domenica dal Consiglio dei ministri, un'operazione da circa 25 miliardi, dei quali 15-20 immediatamente mobilitati, ci sono anche 500 milioni per salvare (un'altra volta) Alitalia, soldi dei quali finora non si era parlato. Le altre misure, sulle quali ci sono decine di anticipazioni, anche contraddittorie, le affrontiamo quando saranno ufficiali nel provvedimento, che entrerà in vigore immediatamente ma che poi dovrà essere approvato dal parlamento.


 

  • 14 marzo 2020

Ancora qualche ritocco al decreto, del quale stiamo parlando da almeno una settimana, per far fronte all’emergenza che paralizza l’economia italiana. L’obiettivo è evitare la raffica di fallimenti aziendali, la perdita di posti di lavoro, la depressione dei consumi e l’ulteriore crisi di sfiducia nel mercato borsistico: la tempesta perfetta che potrebbe causare una recessione gravissima.

Il decreto mobiliterà 25 miliardi di euro – una manovra grande quasi quanto la legge di Bilancio 2020 (era di 32 miliardi). Circa 15 miliardi saranno utilizzabili subito per provvedimento sul fisco, la burocrazia, la sospensione dei mutui, la sanità e i trasporti, il lavoro e la cassa integrazione, il sostegno alle famiglie.

Nel consiglio dei ministri comunque si discute ancora; una parte delle decisioni andranno però prese in tempo per rinviare le scadenze fiscali di lunedì 16 marzo.

 

 

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  • 13 marzo

La delusione dei mercati di giovedì 12 associata alle decisioni della Bce di non abbassare i tassi, son stati, per essere esatti, più il frutto di un errore di comunicazione di Christine Lagarde, la presidente della Banca, che di una decisione politica economicamente errata. Questa è almeno l’interpretazione di economisti e osservatori.

Lo spread

L’errore clamoroso è avvenuto quando Lagarde, rispondendo a una domanda in conferenza stampa, ha detto che “Non siamo qui per chiudere gli spread”. Lagarde si è poi corretta, in un’intervista alla tv, e ha ammesso che la Bce è totalmente impegnata a impedire la frammentazione in un momento difficile per l’area dell’euro. “Uno spread alto causato dal coronavirus è un ostacolo alla trasmissione della politica monetaria”. La Bce, dunque, potrà impegnarsi “a chiudere gli spread”.
Il danno però a quel punto era stato fatto: lo spread fra i Btp e i Bund tedeschi era salito fino a 273 per poi scendere un pochino e attestarsi a 262.

La spiegazione delle mosse Bce: evitare il collasso delle banche

La Banca centrale ha deciso, come abbiamo visto, di lasciare invariati i tassi e contemporaneamente di comprare titoli per altri 120 miliardi – rinnovo del Quantitative easing di Draghi. La prima preoccupazione della Bce, sottolinea Andrea Bonanni su Repubblica, è stata di “evitare un tracollo del sistema bancario”. Il direttorio Bce ha “evidentemente valutato che un ulteriore abbassamento dei tassi non avrebbe potuto stimolare un’economia depressa per motivi estranei ai suoi cicli naturali, ma avrebbe potuto portare al collasso le banche proprio nel momento in cui saranno chiamate a reggere l’urto di una recessione e a spalleggiare una clientela in difficoltà.

Devono intervenire i governi

La Bce dunque, si preoccupa di salvare il sistema creditizio. Ma, inoltre, Lagarde ha lanciato un messaggio chiaro ai governi: tocca agli esecutivi degli Stati membri far fronte all’emergenza economica indotta dal coronavirus. La Bce li invita a mettere in atto una politica di bilancio coordinata per liberare grossi investimenti che sostengano l’economia. Quello che i governi hanno fatto fino ad ora – sottolinea Lagarde – è clamorosamente insufficiente.

 


 

  • 12 marzo

Altra giornata pessima per le Borse quella di giovedì 12 marzo (Piazza Affari a Milano a – 17%, Spread a 262; Wall Street mai così basso dal 1987: –10%), sull''onda del pessimismo aggravato dalla notizia del blocco dei voli dagli e per gli Stati Uniti deciso da Donald Trump per contrastare la diffusione del coronavirus.

La Bce

Non ha certo aiutato a sostenere i mercati la decisione della Bce di mantenere invariati i tassi di interesse. La Banca centrale europea ha però aumentato di 120 miliardi entro fine anno il Qe (Quantitative easing) il programma di acquisto di titoli sul mercato per fornire liquidità al sistema finanziario. Le banche riceveranno liquidità e saranno remunerate sui prestiti così ottenuti.
Si tratta di 120 miliardi di acquisti di titoli da effettuare entro fine anno, e nuove aste di liquidità a lungo termine (Ltro e Tltro), soprattutto per le piccole e medie imprese, a tassi praticamente negativi.

La spesa pubblica

Christine Lagarde, presidente della Bce ha detto di aspettarsi collaborazione dai governi. “Quello che succede dopo una grave e temporanea caduta, a condizione che siano state adottate le giuste misure da parte di tutti gli attori, è che l’economia si riprenderà”.
“L’esatta tempistica è incerta. Ci sarà un rimbalzo, ma non sappiamo quando”, ha aggiunto. Le misure devono includere una buona dose di spesa pubblica da parte dei governi, ha sottolineato Lagarde; dovrà essere una risposta “ambiziosa e coordinata” che deve anche ovviamente affrontare la sfida della salute pubblica che abbiamo di fronte.
Lagarde ha concluso: “Vorrei davvero che tutti noi unissimo le forze, spero vivamente che le autorità fiscali si rendano conto che affronteremo questo shock solo se ci riuniremo”.

 

La mossa di Trump: niente viaggi

Ai mercati di tutto il mondo la mossa di Trump non piace per nulla, sia perché giudicata inefficace per arginare la diffusione del contagio negli Stati Uniti sia perché avrà un ulteriore effetto recessivo sulle economie di tutto il globo.

 

 

La Commissione europea ha criticato duramente la mossa di Trump: la crisi del coronavirus è globale, si legge nel comunicato del “governo” della Ue, e servono azioni di coordinamento fra i paesi, non iniziative unilaterali. La decisione degli Stati Uniti di imporre questo travel ban è invece stata assunta senza consultare i paesi europei.

 

 

Decine di migliaia di americani in Europa, sembrano sorpresi e soprattutto decisi su come comportarsi; e preoccupati che da venerdì 13 – giorno di entrata in vigore del divieto – non possano più tornare nel loro paese.

 

 

Le compagnie aeree, gli alberghi e tutta la filiera del turismo di lavoro e di diporto, già duramente colpiti dall’epidemia, subiranno un nuovo, pesante tracollo.

 

 

Venerdì 13 marzo infine, arriverà finalmente il decreto legge del governo del quale parliamo da giorni e del quale ci occuperemo nel dettaglio quando sarà pubblicato.

 


  • 11 marzo 2020

Per rispondere all’emergenza coronavirus, il governo stanzia 25 miliardi di euro di saldo netto da finanziare, che corrispondono a 20 miliardi in termini di indebitamento netto, in pratica, l’1,1% del nostro prodotto interno lordo.
Lo ha annunciato questa mattina il presidente del Consiglio Giuseppe Conte insieme al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri e alla ministra del lavoro Nunzia Catalfo.

 

 

La scorsa settimana la richiesta di innalzamento del deficit era stata di 6,3 miliardi con interventi complessivi di 7,5. Si tratta dunque di un aumento molto consistente.
 

 

“Abbiamo stanziato una somma straordinaria 25 miliardi da non utilizzare subito, ma sicuramente da poter utilizzare per far fronte a tutte le difficoltà di questa’emergenza”, ha detto Conte.

 

 

Gualtieri ha aggiunto che probabilmente la metà delle risorse verrà usata subito, mentra la seconda metà verrà riservata per gli interventi da definire in seguito. “Chiediamo l’autorizzazione al Parlamento per utilizzare fino alla cifra di 25 miliardi”, ha spiegato. Il livello di deficit verrà definito in un secondo momento, ha sottolineato il ministro, tenendo anche conto degli impegni della Ue di intervenire (si veda più avanti): “È possibile che alcuni interventi usufruiscano di risorse comuni europee e alleggerire l’impatto sul bilancio dello Stato che è comunque in grado di sostenere questo sforzo”.

***

Intanto l’Unione europea ha battuto un colpo; o meglio, si prepara a farlo; il 10 marzo la Commissione guidata da Ursula von der Leyen ha annunciato un piano da 25 miliardi di euro presi dal bilancio della Commissione per dare liquidità alle imprese, e evitare almeno i fallimenti a catena. Si chiamerà “Corona response Fund”.

 

 

Il piano sarà presentato nel fine settimana nei suoi dettagli e poi approvato lunedì dai ministri delle Finanze dai paesi dell’Unione.

 

 

Potrebbe essere un primo piano di un’azione che superi il dogma dell’austerità dell’Unione europea e permetta di fronteggiare in modo creativo la crisi economica che seguirà l’epidemia del coronavirus, come dimostra la disponibilità a permettere all'Italia di correggere il rapporto deficit-Pil

 

 


  • 10 marzo 2020

Prima di occuparci dei disastri prodotti sui mercati finanziari dal coronavirus lunedì 9 marzo e dei timori di recessione, registriamo che le Borse martedì sembrano intenzionate a un “rimbalzo”.
Soprattutto, martedì si guarda sperando a due eventi:
– la presentazione da parte del governo del nuovo decreto di aiuto all’economia, con gli stimoli possibili dal finanziamento in deficit degli interventi consentiti dall’Unione europea. Domani il Parlamento voterà l’autorizzazione. Poi finalmente arriverà il decreto, del quale ci occuperemo quando sarà ufficializzato.
– l’altro evento dovrebbe essere la mossa della Banca centrale europea giovedì: si parla di immissione di liquidità nel sistema per permettere alle banche di erogare credito alle imprese e ridurre al minimo i fallimenti.

 

 

Nel frattempo, gli analisti sembrano sempre più pessimisti riguardo alle capacità di ripresa rapida dell’economia italiana. Charles Dumas di Ts Lombard, citato dal Guardian ha detto che il sistema bancario italiano difficilmente resterà solvente in queste condizioni di chiusura totale del paese.L’industria turistica, ha aggiunto, è di fatto “morta” per il 2020. Gli stimoli fiscali possono essere controproducenti se, come è possibile, gli investitori chiederanno un maggiore differenziale di credito per accettare titoli freschi italiani. L’Italia avrà invece bisogno di un supporto massiccio dall’eurozona per evitare di far la fine della Grecia.

 

 

 

Lunedì 9 marzo è stato intanto il giorno della “tempesta perfetta” sui mercati finanziari. Vediamo in sintesi che cosa è successo.

Le Borse

Il lunedì nero delle Borse che molti temevano è arrivato. Senza stare a farne la storia, basta dire che Milano ha perso l’11,17%, pari a 51 miliardi di euro di capitalizzazione. Parigi ha segnato -8,39%, Francoforte -7,94, Londra -7,69. Wall Street, ha chiuso a -7,83.

Il petrolio

Oltre al coronavirus componente importante dello sconvolgimento delle Borse è stato il prezzo del petrolio che ha chiuso la giornata a 31,3 dollari al barile, il peggior calo dal 1991. Dietro c’è la guerra dei prezzi e della produzione fra Arabia Saudita e Russia. In pratica, il calo della domanda mondiale aveva indotto il governo dell’Arabia Saudita a chiedere un negoziato alla Russia per ridurre la produzione in modo concertato. L’accordo non è stato raggiunto ed è partita la ritorsione. Il petrolio di Riyadh è stato venduto con sconti del 20%, cosa che ha fatto ulteriormente precipitare i prezzi.

Recessione

La “tempesta perfetta” secondo gli economisti è l’annuncio della recessione che da settimane viene evocata.
La paura spinge gli investitori verso i titoli del Tesoro americani, considerati più sicuri, portandoli a rendimenti bassissimi, Sale l’oro, bene rifugio, il dollaro si indebolisce per l’attesa di nuovi tagli dei tassi da parte della Federal Reserve americana.


7 marzo 2020

Economia italiana – Sono ancora giorni durissimi per la Borsa: a Milano l'indice Ftse Mib ha perso il 17% nelle ultime due settimane, il che equivale a 95 miliardi di euro bruciati. Solo venerdì 6 sono stati volatilizzati 17 miliardi.
– Moody's si è aggiunta alle altre fonti di proiezioni negative per l'economia italiana: prevede una riduzione dello 0,5% del nostro Pil per il 2020.
– Lo spread è arrivato a 178 (aveva raggiunto 190 durante la giornata di venerdì 6 marzo). Va comunque ricordato che nella primavera 2019 lo spread si avvicino a 300 punti. Per chiarire di cosa stiamo parlando si può leggere: Che cos'è lo spread e perché è importante.

 

 

Economia mondiale: secondo Moody's i rischi di recessione mondiale sono aumentati e prevede la crescita dei G20 al 2,1%, 0,3 in meno rispetto alle stime di febbraio 2020. Per l'Ocse la crescita dei G20 si fermerà al 2,7%, nel 2019 era stata del 3,1%.
– In due settimane l'indice Stoxx 600, che copre circa il 90% del mercato azionario europeo ha bruciato più di 1.385 miliardi di capitalizzazione. 
– Wall Street ha frenato l eperdite questa settimana, forse anche grazie ai segnali della Fed che ha abbassato il tasso di interesse, come abbiamo visto nei giorni scorsi.


6 marzo 2020


Il consiglio dei ministri italiano ha avviato giovedì 5 la procedura, della quale abbiamo più volte parlato in questi giorni, per chiedere alla Commission europea e al Parlamento italiano l'ok per correggere il rapporto deficit-Pil del 2020 al 2,5% rispetto al previsto 2,2. L'incremento equivale a 6,3 miliardi di euro che si aggiungeranno ad altre risorse già stanziate per 1,15 miliardi: sono in tutto 7,5 miliardi che hanno come obiettivo quello di rilanciare l'economia italiana colpita dal coronavirus.

 

 

– Ora il governo presenterà una Relazione al Parlamento – nella quale si impegnerà per il 2021 e 2022 a mantenere inalterato il rapporto deficit-Pil, rispettivamente all'1,8 e all'1,4% –  che dovrà approvarla; poi verrà varato il decreto con le misure economiche anti-gelo da contagio e paura, fra martedì 10 e mercoledì 11, probabilmente.

Che cosa conterrà il decreto

Il decreto conterrà interventi in quattro aree:
– la prima riguarda sanità, protezione civile e polizia;
– la seconda gli ammortizzatori sociali (soprattutto Cassa integrazione) per impedire perdite di posti di lavoro;
– la terza i settori economici colpiti;
– la quarta la moratoria bancaria per i prestiti alle imprese.


• 5 marzo 2020


In attesa del decreto di rilancio dell'economia di cui si parlava ieri, il ministro Gualtieri mercoledì ha incontrato i sindacati "rassicurandoli" che si interverrà sul lavoro e i redditi per evitare licenziamenti. Servirà un massiccio stimolo "da coordinare a livello europeo". Il decreto dovrebbe essere approvato martedì 10 marzo.

– Standard&Poor il 4 marzo ha ridotto la stima del Pil italiano del 2020 a – 0,% (era +0,4%). (Le stime di altri centri di studio economico le avevamo riportate in questo live blogging il 27 febbraio).

Il trasporto aereo

– Si aggrava ogni giorno la crisi del settore del trasporto aereo, già in difficoltà prima del coronavirus. Ieri è arrivata la notizia dell'amministrazione controllata per la compagnia aerea britannica Flybe, la maggiore compagnia "regionale" d'Europa; Duemila i posti di lavoro persi.
– Secondo il Guardian la crisi dell'industria dell'aviazione civile causata dal coronavirus potrebbe essere peggiore di quella seguita all'11 settembre. La Iata (International Air Transport Association) stima che le compagnie potrebbero perdere 113 miliardi di dollari di fatturato nel solo 2020. La previsione arriva a soli 13 giorni dalla precedente con un incremento di quattro volte delle perdite di fatturato stimate.– In Italia, riporta Repubblica, gli scali del Nord stanno perdendo più di 100mila passeggeri al giorno.
– I due aeroporti milanesi di Linate e Malpensa dal 15 febbraio al 2 marzo hanno perso in media il 49,7% dei passeggeri al giorno: 50mila persone in meno ogni 24 ore.
– Orio al Serio, la patria italiana di Ryanair, ha perso il 30% nell'ultima settimana.
– Roma Fiumicino, ha perso solo l'11% a febbraio. Torino è a – 30% nell'ultima settimana.

I soldi del calcio

Anche il calcio ovviamente fa i conti del denaro che perde con il coronavirus.
– Un mese di partite a porte chiuse si stima costeranno 30 milioni di mancati incassi. (Non viene detto quanto non verrà perso dalle società perché i tifosi hanno pagato gli abbonamenti a inizio della stagione e non possono vedere le partite).
– In Borsa la Juve segna un – 10% in una settimana, la Roma – 9%, la Lazio –14%.


 

• 4 marzo 2020
 

Ancora qualche giorno prima del decreto del governo per (provare a) rilanciare l'economia italiana in grosse difficoltà per il Coronavirus. C'è un problema tecnico: la procedura per l'innalzamento del deficit dal 2,2 al 2,4% prevede una lettera formale del ministro dell'Economia alla Ue per avere l'ok e poi la presentazione di una "Relazione" al Parlamento. A quel punto potrà essere approvato il decreto legge con gli aiuti al sistema economico italiano. Intanto si discute di quel che il decreto conterrà. Lo vedremo nel dettaglio nei prossimi giorni.

La Fed taglia i tassi

Intanto il 3 marzo la Federal Reserve (la banca centrale Usa) ha tagliato i tassi di interesse di mezzo punto. Ora sono a 1-1,25%. È una riduzione doppia rispetto agli interventi abituali e con una settimana di anticipo sui tempi consueti di decisione sui tassi. Perché? La Fed vuole rispondere alla frenata dell'economia mondiale causata dal coronavirus. Dalla crisi del 2008 non arrivava un intervento anticipato.

 

 

Wall Street martedì non ha reagito benissimo, con il Dow che ha perso ancora un 2,9%. E anche oggi, mercoledì 4 marzo, le borse asiatiche son rimaste fredde.

Attesa per la Bce

La corrispondente di Repubblica da Bruxelles sottolinea come stiano arrivando pressioni sulla Bce (la Banca centrale europea) perché prenda provvedimenti. La Bce già lunedì 2 marzo ha fatto sapere che è pronta a prendere "misure appropriate e mirate" per affrontare adeguatamente una situazione in rapido sviluppo che crea rischi per le prospettive economiche e per il funzionamento del mercato finanziario". Misure espansive dunque? Probabilmente è ciò che ha in mente Christine Lagarde. Tuttavia, si è subito manifestata l'opposizione interna dei super rigoristi.

– La Banca Mondiale ha annunciato ieri un pacchetto di 12 miliardi di dollari per sostenere i paesi che soffrono l'impatto economico del coronavirus.

 

 


• 2 marzo 2020

Questa nuova settimana di economia al tempo del coronavirus comincia con le informazioni relative alla flessibilità sui conti pubblici che l’Unione europea concederà all’Italia per far fronte ai danni al sistema delle imprese causati dal contagio e dalla paura del contagio.

L’autorizzazione del Parlamento ad aumentare il deficit

In sostanza, il governo e in particolare il ministro Roberto Gualtieri presenterà giovedì in Parlamento un decreto che prevede l’autorizzazione a un maggiore deficit, per avere così a disposizione un pacchetto di 3,6 miliardi per sostenere l’economia di tutto il paese (la scorsa settimana era stato approvato un decreto di sostegno soprattutto alle “zone rosse” oltre che a tutto il settore alberghiero).

Perché l’Europa concede la flessibilità

Con flessibilità intendiamo la possibilità di non considerare come maggiore spesa nel conteggio di deficit e debito le spese effettuate per contrastare gli eventi considerati “eccezionali”; vale a dire eventi al di fuori dal controllo dei governi.
Per l’Italia un peggioramento dei conti e l’aumento del debito pubblico, già gigantesco, rischierebbe di causare una procedura di infrazione a carico, da parte della Commissione europea. Per questo serve che la Ue conceda la flessibilità.

La lettera ai vertici dell’Unione europea con i dettagli

Il ministro dell’economia invia in queste ore una lettera nella quale viene specificato come saranno usati i 3,6 miliardi di flessibilità. Per esempio la preannunciata misura di credito di imposta per le aziende che hanno perso almeno il 25% del fatturato nel primo trimestre del 2020 rispetto al 2019 e al 2018 a causa del coronavirus.

 

 


– Coronavirus: che cos’è e quanto dovremmo preoccuparci

 

 


• 28 febbraio 202

 

 

La settimana appena conclusa è stata la prima nella quale il coronavirus ha davvero lasciato il segno sui mercati mondiali. Ed è stata proprio la diffusione del contagio in Italia a generare i timori in tutte le borse.

 

 

Il rischio paralisi dell’economia in uno dei paesi fondamentali della zona Euro ha innescato preoccupazioni sul rischio Europa; ma soprattutto la situazione italiana ha suggerito agli Stati Uniti la possibilità che l’epidemia si diffonda anche oltre Atlantico. Per le borse mondiali è stata la peggiore settimana dalla crisi del 2008, con una contrazione globale dell’11%. E ci sono timori forti anche per la prossima.

 

 

Infatti l’ufficio nazionale di statistica cinese ha reso pubbliche le prime stime sulla salute del sistema economico della Cina dalla diffusione del coronavirus: la produzione delle fabbriche si è ridotta notevolmente, toccando il livello più basso degli ultimi 12 anni.

 

 

La riduzione della produzione rischia di mettere in crisi ulteriore le forniture di componenti alle fabbriche in Europa, tenuto contro che anche la produzione in Giappone e Corea del Sud potrebbe subire gravi ostacoli nei prossimi giorni.

 

 

Da lunedì si misurerà l’impatto complessivo di queste preoccupazioni sui mercati azionari e gli analisti si interrogano sulla prontezza e capacità di reazione e di prendere i provvedimenti adatti da parte delle autorità monetarie e dei governi.

 

 

Il punto dunque è: siamo vicini a un nuovo “cigno nero” dell’economia mondiale (quegli eventi quasi imprevedibili –molto improbabili – ma di impatto molto molto forte?

 

 

Intanto venerdì 28 febbraio il consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che prevede misure di sostegno alle attività economiche connesse all’emergenza del coronavirus.  

Aiuti al settore alberghiero

Tra gli altri c’è anche un provvedimento, per la prima volta, che riguarda  un settore economico del Paese intero e non solo una delle aree delle zone direttamente interessate dal contagio più intenso. Il settore è quello alberghiero in gravi difficoltà in tutta Italia per annullamenti e rimborsi delle caparre e in calo generalizzato degli affari, attorno al 90%. Prevede la sospensione dei versamenti di ritenute fiscali Irpef per il settore turistico e alberghiero in tutta Italia. Previsti anche voucher per permettere alle agenzie turistiche di rimborsare le disdette sia di alberghi sia di voli aerei.

 

 

• 28 febbraio 2020

 

 

Ecco invece le altre norme contenute nel decreto, come riportate dal comunicato stampa.

1. Sospensione dei termini per versamenti e altri adempimenti nella “zona rossa”

Per i soggetti che hanno la residenza, la sede legale o la sede operativa nei comuni della cosiddetta “zona rossa” (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e Vo’), sono sospesi:

 

i versamenti in scadenza nel periodo compreso dal 23 febbraio al 30 aprile, relativi a: cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione; avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali ed assicurativi; atti di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli; atti di accertamento esecutivi emessi dagli enti locali sia per le entrate tributarie che per quelle patrimoniali; “rottamazione-ter”; “saldo e stralcio”. La scadenza di tali versamenti è prorogata al 31 maggio 2020;

 

 

il pagamento delle bollette di acqua, gas ed energia elettrica, fino al 30 aprile, con la previsione dell’eventuale rateizzazione delle bollette una volta terminato il periodo di sospensione;

 

 

il versamento, per 12 mesi, dei ratei dei mutui agevolati concessi da Invitalia alle imprese;

 

 

il pagamento dei diritti camerali.

 

 

Inoltre, si estende la sospensione dei termini per adempimenti e pagamenti, già prevista dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze dello scorso 24 febbraio, anche ai contribuenti che risiedono al di fuori della “zona rossa” ma si avvalgono di intermediari che vi sono ubicati.

 

 

Infine, si prorogano i termini per la comunicazione dei dati necessari alla predisposizione della dichiarazione dei redditi pre-compilata. In questo modo, i professionisti e gli operatori economici – ovunque ubicati sul territorio nazionale – avranno più tempo per raccogliere e trasmettere i dati oggetto di questo adempimento.

2. Misure di sostegno alle famiglie, ai lavoratori dipendenti e autonomi e di potenziamento degli ammortizzatori sociali nella “zona rossa”

Il decreto interviene, tra l’altro, con i seguenti provvedimenti:

 

 

cassa integrazione ordinaria per le unità produttive operanti nei comuni elencati e per i lavoratori ivi domiciliati (il ricorso alla cassa integrazione è esteso ai datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale – FIS);

 

 

possibilità di sospensione della Cassa integrazione straordinaria per le imprese che vi avessero fatto ricorso prima dell’emergenza sanitaria e sostituzione con Cassa integrazione ordinaria;

 

 

cassa integrazione in deroga per i datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo, con unità produttive operanti nei comuni elencati e per i lavoratori ivi domiciliati, che non possano beneficiare dei vigenti strumenti di sostegno al reddito, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di tre mesi;

 

 

indennità di 500 euro al mese, per un massimo di tre mesi, per i lavoratori che hanno rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per gli agenti commerciali, per i professionisti e per i lavoratori autonomi (compresi i titolari di attività di impresa iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria – AGO) domiciliati o che svolgono la propria attività nei comuni elencati, parametrata alla effettiva durata della sospensione dell’attività.

3. Misure in favore dei soggetti che risentono delle conseguenze, anche indirette, dell’emergenza sanitaria

 

 

Tra le altre misure:

 

 

l’incremento della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (p.m.i.) e, per 12 mesi, la garanzia della priorità della concessione del credito a quelle operanti nella “zona rossa”, ivi comprese quelle del settore agroalimentare. La concessione è a titolo gratuito, per un importo massimo per singola impresa di 2,5 milioni di euro e percentuale massima di copertura pari all’80 per cento nel caso di interventi di garanzia diretta e pari al 90 per cento in caso di riassicurazione. L’intervento potrà essere esteso, con successivo decreto del Ministro dello sviluppo economico, per periodi determinati, alle p.m.i. con sede in aree limitrofe alla “zona rossa” che per questo abbiano subito un danno eccezionale o che facciano parte di una filiera particolarmente colpita;

 

 

la sospensione del pagamento dei ratei dei mutui per immobili residenziali per i lavoratori che subiscano la sospensione dal lavoro o la riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni;

 

 

l’incremento di 350 milioni di euro dei fondi destinati al sostegno delle imprese esportatrici;

 

 

l’estensione della validità delle tessere sanitarie e della Carta nazionale dei servizi;

 

 

misure volte ad agevolare il ricorso al lavoro agile (smart working) dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche;

 

 

il mantenimento della retribuzione dei dipendenti pubblici in caso di malattia con ricovero ospedaliero o assenza per malattia dovuta al COVID-19, ivi compresi i periodi di quarantena;

 

 

la possibilità, per i laureati in medicina e chirurgia che non possano sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo a causa dell’ordinanza del Ministro dell’università e della ricerca del 24 febbraio, di frequentare con riserva il corso di formazione specifica in medicina generale;

 

 

la conservazione della validità dell’anno scolastico, anche qualora gli istituti non possano effettuare i duecento giorni di lezione previsti dalla normativa a seguito delle misure di contenimento;

 

 

l’estensione del regime fiscale delle donazioni di alimenti (non imponibilità a fini IVA e imposte redditi) alle donazioni di altre merci (vestiario, computer ecc.);

 

 

l’istituzione di un fondo rotativo per la concessione di mutui a tasso zero per le imprese agricole in difficoltà;

 

 

il differimento al 15 febbraio 2021 dei termini per l’obbligo di segnalazione (c.d. “procedimento di allerta”) che grava sugli organi di controllo interno e sui revisori contabili, introdotto dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14), per consentire un graduale adeguamento a questa novità, evitando che l’emergenza comporti conseguenze per coloro che hanno tale obbligo e potrebbero trovarsi nell’impossibilità di farvi fronte.

 

 

• 28 febbraio 2020

 

 

Ansia per l’andamento delle Borse di venerdì 28 febbraio: in Europa si è cominciato male, con indici generalmente in rosso, trascinati verso il basso dal brutto giovedì di Wall Street. È stato infatti un piccolo giovedì nero a New York, in parte per via del coronavirus e dei primi segnali di arrivo del contagio negli Stati Uniti. Nel frattempo un altro brutto segnale per l’economia europea e mondiale è l’annullamento dell’edizione 2020 del Salone dell’auto di Ginevra.

Giovedì 27 a Wall Street

Le azioni alla borsa di New York hanno registrato un brutto tonfo: -4,45%. Hanno perso anche i titoli di Stato americani e il prezzo del petrolio greggio. Il problema sta nel fatto che un rallentamento dell’economia Usa avrebbe un effetto notevole sull’intera economia mondiale, visto che gli Stati Uniti sono il principale sbocco del commercio globale.

Piazza Affari

A Milano la chiusura è stata di - 2,66%, anche se siamo lontani dai minimi e il resto d’Europa a fatto peggio. La Borsa milanese ha comunque perso 14 miliardi; l’indice delle 600 società più importanti d’Europa ha perso 328 miliardi di euro di capitalizzazione.

Non drammatizzare, potrebbe essere solo una “correzione”

Spiegano tuttavia gli esperti che non è il caso di drammatizzare; non subito almeno. Perché tutti i listini borsistici sono da settimane a livelli molto alti e, come ricorda Repubblica di venerdì 28 febbraio, si ritiene che questa sia una “correzione”, anche “legata a quotazioni un po’ ‘pompate’. La Bce distribuisce segnali di tranquillità: non siamo in una fase richiede risposte dalla Banca centrale europea, ha spiegato al Financial Times, Christine Lagarde.

 

 

• 27 febbraio 2020

 

I risvolti – pesanti – del coronavirus Covid-19 sull’economia oggi hanno il nome sinistro di “recessione”. Repubblica titola “L’ombra della recessione”. Ci sono alcuni dati che ci proiettano in quella direzione, sia in Italia, sia nel mondo intero.

 

 

– Partiamo dalle previsioni dell’agenzia di rating Moody’s: la cresicta Pil mondiale nel 2020 si potrebbe ridurre dello 0,4%, fermandosi così al 2,4%.
– Italia: per il Ref-Ricerche (di Milano), nel primo trimestre di quest’anno il Pil italiano subirà una contrazione dell’1%; più ottimista il Cer di Roma che si limita a una riduzione dello 0,4%.

Due trimestri di calo=recessione

L’ultimo trimestre del 2019 aveva segnato per l’economi italiana un inaspettato -0,3%, se le previsioni negative per il trimestre in corso saranno confermate, avremo avuto i due fatidici trimestri di seguito in contrazione del Pil che sanciscono la recessione tecnica.

Attesa per i provvedimenti del governo

Dovrebbero arrivare entro la fine di questa settimana due decreti del governo per il sostegno all’economia, con particolari misure a sostegno delle imprese delle aree interessate dal virus; si aggiungerebbero al decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che prevede la sospensione dei versamenti delle imposte, delle ritenute e gli adempimenti tributari per i contribuenti e le imprese che hanno la residenza o la sede operativa negli undici comuni interessati dalle misure di contenimento.

Cosa prevede il decreto già in vigore per le aziende della zona rossa

Così il Corriere della Sera sintetizza il decreto, che si basa sul decreto legge del 23 febbraio 2020 denominato «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-2019», prevede per le persone fisiche che risiedono nei Comuni indicati lo stop temporaneo nei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli che derivano da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione (specificando che non vi è rimborso di quanto è stato già versato). Queste disposizioni riguardano anche aziende che hanno sede legale o operativa negli undici comuni interessati dal decreto legge del 23 febbraio, che sono, per la Lombardia: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia e Terranova dei Passerini. Per il Veneto: Vo’ Euganeo.

 

 

• 26 febbraio 2020

 

 

Il Salone del mobile di Milano è stato rinviato al 16 giugno; doveva aprire il 21 aprile. È l’indicatore emblematico dell’economia che soffre per il coronavirus Covid-19. Oltre che un grave rischio in sé per tutto il settore del design e dell’arredo è un primo importante scricchiolio nel cosiddetto “sistema fiere” italiano.

Il Salone del Mobile di Milano

Arrivano a Milano circa 400mila persone per il Salone del Mobile in Fiera; molte di più, si stima tre volte tanto, per il Fuorisalone: un numero enorme di eventi – 1200 nel 2019 – diffusi in tutta la città. Il settore che fa capo al Salone, l’arredo, vale per l’Italia 27,6 miliardi di euro, mentre l’intera filiera del “legno arredo” ne vale 42 miliardi.

 

Sistema fiere italiano

Le fiere italiane generano 60 miliardi di euro all’anno, e verso di esse si dirigono 20 milioni di visitatori; gli espositori sono 200mila all’anno e nelle fiere nasce il 50% delle loro esportazioni.

Turismo

Difficile per ora calcolare l’impatto sul turismo complessivo in Italia. Il primo weekend di paura è stato pesante, con disdette generalizzate in tutto il paese, indipendentemente dalle zone. Pasqua e le settimane di maggio vengono già date per perse dagli alberghi milanesi, che ora tremano per il Salone del Mobile, rinviato a giugno, ma a rischio fallimento se espositori e visitatori-acquirenti decidessero di non venire.
Va ricordato che il turismo da divertimento e quello d’affari valgono complessivamente 90 miliardi l’anno, pari al 5% del Pil.

Meno 0,4% di Pil

Secondo Confcommercio il Pil italiano si ridurrebbe dello 0,4% se la crisi coronavirus dovesse continuare fino a giugno: tra i 5 e i 7 miliardi in meno.

Riduzione dei consumi

Confesercenti invece stima una riduzione dei consumi causata dal Covid-19 di circa 3,9 miliardi, con 60mila posti di lavoro a rischio.

Cinema

Nel primo fine-settimana di allarme vero per il virus – 22 e 23 febbraio – gli incassi dei cinema italiani sono calati del 44%; lunedì 24 il calo è stato del 75% rispetto alla settimana precedente (Ricordiamo che nel nord Italia i cinema sono chiusi quasi ovunque).

 

• LEGGI ANCHE: I cinema italiani chiedono lo stato di crisi

 

 

• 25 febbraio 2020

 

 

Lunedì 24 febbraio è stato davvero una giornata dura per l’economia italiana nei giorni del coronavirus, con riflessi negativi anche sull’economia mondiale.

 

 

– La Borsa di Milano ha chiuso con un meno 5,43, pari a 30 miiardi di euro bruciati.
– Lo spread è arrivato a 144 punti, con un salto di 10 punti rispetto a venerdì 21.
– Il punto è che la giornata di lunedì ha detto ai mercati mondiali che il coinvolgimento del Nord Italia nell’epidemia Covid-19 può avere ripercussioni pesanti sui mercati internazionali: hanno perso Londra (- 3,34), Francoforte (-4,01), Parigi (-3,93), Wall Street (-3,55).
– Le previsioni sulla crescita italiana si stanno spostando su valori negativi, soprattutto a causa degli stretti legami con l’economia cinese.

Il cuore dell’economia italiana sotto stress

Come ricordava lunedì 24 febbraio su Repubblica, il direttore del Censis, Massimiliano Valerii,
– in Veneto e Lombardia, epicentri del contagio, vivono 15 milioni di abitanti - un quarto dell’intera popolazione italiana;
– ci sono 1,2 milioni di imprese;
– qui si produce il 31% dell’intero Pil italiano (553 miliardi di euro);
– da qui parte il 41% delle esportazioni italiane (191 miliardi, un + 25% negli ultimi 10 anni).
– Il Pil procapite in Lombardia è superiore del 33% rispetto alla media nazionale, del 14% in Veneto.

– Milano produce il 9,6 del Pil italiano.
– La chiusura dei cinema per una settimana a Milano vale 900 mila euro di mancati incassi.
– Ogni giorno le cancellazioni delle prenotazioni negli hotel a Milano costa 3 milioni di euro.
– Le disdette delle sale riunioni negli Hotel di Milano per questa settimana generano perdite per 5 milioni di euro

• 24 febbraio 2020

Abbiamo visto nei giorni scorsi – lo trovate qui sotto – le stime dei danni economici del coronavirus sull’economia italiana. Ora, a due giorni di distanza, e con l’aggravarsi dell’emergenza e la diffusione dei contagi, le stime si vanno precisando, anche se permane notevole l’incertezza, ovviamente.
Sulla Stampa del 24 febbraio, Alberto Mingardi, direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni,scrive:

La caduta del Pil dipenderà in larga misura dal protrarsi di questa situazione, oltre che dall’andamento del commercio internazionale: potrebbero essere non frazioni (lo 0,2% di cui ha parlato il governatore Visco), ma punti percentuali. In un Paese che da anni cresce vigorosamente, come la Cina dalla quale il virus è partito e dove, in ragione della quarantena, la produzione industriale è, in queste prime settimane dell’anno, praticamente la metà delle attese, si prevede un aumento del prodotto attorno al 3,5%. Che l’Italia della crescita zero entri in territorio negativo, è pressoché inevitabile.
La pressione per sussidi e contributi di vario tipo sarà forte. Nelle aree colpite da calamità naturali, si sospendono imposte e contributi previdenziali. Pensate che cosa accadrebbe, al bilancio dello Stato, se qualcosa di simile dovesse applicarsi a quella parte del Paese che di solito paga per tutti: il Nord.

Poi arriva, nel commento di Mingardi, l’impostazione di accentuato liberismo dell’Istituto Leoni, evitiamo dice, “nuove spese straordinarie”:

Il governo dovrebbe avere la saggezza di mettere da parte, per una volta, i suoi pregiudizi ideologici. Non è questo il momento per immaginare nuove spese “straordinarie”: sia perché bisogna concentrarsi sull’emergenza, sia perché tanto più il bilancio sarà a rischio e tanto più lo Stato dovrà essere credibile innanzi ai suoi creditori. Per provare a mitigare lo schiaffo del coronavirus, sarebbe opportuno evitare di emanare nuove regole che tagliano le gambe alle imprese, quale che sia il motivo nobile che le giustifica, incluso l’ambiente. E’ invece il momento di individuare strategie per sospendere e rimandare gli adempimenti più gravosi. Per dare ossigeno all’economia, che già sappiamo essere la prima delle vittime del virus.

Cinque milioni di aziende nel mondo

Secondo una ricerca di Dun & Bradstreet almeno 51mila aziende nel mondo – 163 delle quali sono nella classifica di Fortune 1000 (le mille più grandi imprese del globo) – hanno uno o più fornitori di primo livello nelle regioni cinesi più colpite dal coronavirus, mentre addirittura cinque milioni – 938 della Fortune 1000 – hanno almeno uno fornitori di livello 2.
Il 49% delle aziende con filiali nelle regioni cinesi del virus hanno la sede centrale a Hong Kong, mentre gli Stati Uniti ne hanno il 19%, il Giappone il 12% e la Germania il 5%.

 

 

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22 febbraio 2020

 

 

Diciamocelo, fare previsioni sui danni economici per l’Italia (figuratevi per il mondo intero!) è un azzardo. Ma ovviamente economisti, statistici, giornalisti specializzati, imprenditori e manager ci stanno provando.

Le previsioni mondiali e cinesi del Fondo monetario internazionale

Sabato 22 febbraio il Fondo monetario internazionale ha ridotto la sua stima di crescita mondiale per il 2020: 3,2%, meno 0,1% in meno quindi rispetto alle previsioni precedenti; per la Cina la previsione di crescita è stata corretta al 5,6%, aveva previsto, in gennaio, il 6%.

Il Nord Italia in quarantena

Quanto costa invece il Covid-19 all’economia del Nord del paese, dal 22 febbraio in quarantena progressiva?
Ettore Livini su Repubblica ha provato a mettere in fila alcuni fatti.
– Le imprese di Codogno e Casalpusterlengo, centri principali del contagio, fatturano da sole 1,5 miliardi di euro all’anno. Ogni giorno di fermo costa 4 milioni.
– Nel caso la chiusura delle attività includesse anche l’intera provincia di Lodi, si arriverebbe a una perdita di 18 milioni al giorno.
– Veneto e Lombardia generano 550 miliardi di Pil – il 31% dell’intero prodotto interno lordo italiano – e il 40% delle esportazioni.

Quanto si estenderà il blocco delle attività

Un interrogativo forte riguarda quanto questo blocco delle attività – necessario per arginare il contagio – dovrà estendersi. Per dire: a San Donato Milanese, a 30 km da Lodi, ci sono le sedi operative nazionali di Eni, Saipem e Snam; poco più a sud, a Castel San Giovanni, c’è un enorme centro di logistica di Amazon e in generale l’area a sud di Lodi è fondamentale per l’intera logistica nazionale.

Le prime perdite del Nord Italia

Nel frattempo, un po’ l’economia del Nord italia ha già perso.
– Per esempio, alle settimana della moda di Milano, ci sono stati mille compratori cinesi in meno dell’anno scorso (l’80% in meno).
– Lo shopping nel quadrilatero della moda di Milano, vale circa il 12% dell’intero Pil della città e gli acquisti dei cinesi (spendono 2130 euro a testa) cale un quarto di questa cifra. – Il Carnevale di Venezia ha portato 22 milioni in meno del previsto per il coronavirus.  

Il mercato mondiale dei Pc

Solo un accenno perché ne scrive altrove un collega: il mercato mondiale dei personal computer registra le prime previsioni degli effetti coronavirus: le vendite si prevedono in calo del 3,4% per il 2020, dopo un 2019 positivo. A “soffrire” sarà soprattutto la Cina.

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