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Decreto Rilancio: eco-bonus edilizia al 110%

- Credit: jessysmith/Unsplash

ECONOMIA14 maggio 2020

Decreto Rilancio: eco-bonus edilizia al 110%

di Luigi Gavazzi

Premiate le ristrutturazioni energetiche e antisismiche. Credito cedibile

Nel Decreto Rilancio, approvato martedì 13 maggio dal consiglio dei ministri è entrato anche il cosiddetto maxi-ecobonus, del quale avevamo già anticipato alcune misure.

 

 

Allo stato attuale – ricordiamo che il Decreto deve essere approvato dalle due Camere – il provvedimento prevede che le spese per ristrutturazioni antisismiche e di risparmio energetico sostenute dall'1 luglio 2020 a 31 dicembre 2021 ci sarà un'aliquota di detrazione fiscale del 110%.

 

 

Con un po' di enfasi, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto che per questi interventi "non si spenderà un soldo".

Cosa significa?

Tipologia di ristrutturazioni

Intanto, gli interventi devono riguardare la riqualificazione di immobili con attività di:

– efficienza energetica: coibentazione degli edifici aventi a oggetto almeno il 25% della superficie esterna. Il tetto di spesa è di 60mila euro per ogni unità immobiliare indipendente o in condominio;

– riduzione del rischio sismico;

– installazione di impianti fotovoltaici; per questo intervento il tetto di spesa è di 48mila euro e prevede l'obbligo di cessione al Gse dell'energia autoprodotta e non consumata;

– installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

L'agevolazione supera la spesa

L'agevolazione copre e supera la spesa totale e il rimborso avverrà in cinque anni anziché in dieci. In sostanza, spiega sul Corriere Gino Pagliuca,, se si spendono 50mila euro di ristrutturazione invece di 3250 all'anno per 10 anni (come avviene con l'eco-bonus attuale) se ne riceveranno 11mila all'anno per 5 anni.

Cessione del credito

Altra novità molto importante è la possibilità di cedere il credito di imposta maturato a una banca o all'impresa che fa i lavori; in questo modo la banca o l'impresa diventerebbero titolare del credito e potrebbero anche cederlo a loro volta.

 

 

Questa parte del provvedimento serve a scongiurare il rischio di incapienza, vale a dire il rischio di avere imposte dovute al Fisco più basse della detrazione, con la conseguente impossibilità di sfruttare completamente il bonus.


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