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Il Pnrr e la società italiana che cambia

- Credit: daiga ellaby/unsplash

next generation eu01 maggio 2021

Il Pnrr e la società italiana che cambia

di Luigi Gavazzi

Le trasformazioni necessarie anche nella politica e nell’economia

Il Pnrr italiano (Piano di resistenza e resilienza informalmente noto come Recovery Fund) è a Bruxelles negli uffici della Commissione europea. Il governo ha anche messo in cantiere alcune riforme giudicate indispensabili dalla Ue per dare il necessario ossigeno alle azioni di investimento previste dal Recovery. Per chi non ricordasse: il Pnrr è il piano del governo per usare i fondi in arrivo dall’Unione europea per rifondare l’economia sconvolta dalla pandemia, nel quadro del Next Generation Eu che in totale vale 750 miliardi.

Trasformazioni necessarie

Tuttavia, ci sono alcune azioni, o meglio, trasformazioni che sono necessarie per cambiare davvero, con il Pnrr, l’economia e la società italiana, in sintonia con la trasformazione del resto d’Europa e del mondo intero.

 

Di queste trasformazioni ha scritto l'economista Franco Bruni sul quotidiano Domani del 30 aprile.

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Riforme oltre le riforme

La prima riguarda le riforme che accompagnano il Recovery, oltre quelle programmate – che sono la semplificazione amministrativa, la giustizia e il fisco. Sono le riforme che devono coinvolgere anche altri ambiti, per esempio la concorrenza. Concorrenza che deve riguardare anche settori tradizionalmente protetti “come la concessione degli stabilimenti balneari e i trasporti pubblici locali”. Ma va riformata anche l’università. Ed è importante che a queste riforme i cittadini diano il loro contributo di disponibilità e creatività.

La qualità del dibattito politico

Poi, secondo Bruni, dovrebbe cambiare la qualità del dibattito politico, che influenza il dibattito pubblico e può migliorare la “qualità della competizione per il consenso dei cittadini”. Per esempio, migliorare il dibattito politico potrebbe significare smetterla di discutere in modo scomposto del coprifuoco e puntare le energie per dibattere delle evoluzioni possibili del welfare; evoluzioni capaci di “attraversare i grandi rischi dei prossimi anni” e trasformarli in opportunità. Emarginiamo dunque “superficialità, manipolazione e ideologismo inconcludente” dal dibattito politico.

Il settore privato

Infine, il settore privato: le imprese, la finanza, dice sempre Bruni, devono collaborare per la realizzazione del Pnrr; ma per farlo “non devono dare per scontate le virtù dove sono carenti, non devono additare solo i limiti e le colpe del pubblico. Il governo societario, la qualità del management e l’efficienza delle imprese e della finanza, la loro trasparenza, correttezza ed eticità devono migliorare”.