TimGate
header.weather.state

Oggi 23 maggio 2022 - Aggiornato alle 22:10

 /    /    /  Il piano europeo per ripartire: 750 miliardi nel NextGenerationEu
Il piano europeo per ripartire: 750 miliardi nel NextGenerationEu

- Credit: maurosbicego/Unsplash

ECONOMIA E COVID-1928 maggio 2020

Il piano europeo per ripartire: 750 miliardi nel NextGenerationEu

di Luigi Gavazzi

Sussidi per 500 miliardi e 250 di prestiti. Italia maggiore beneficiaria

Ci siamo: mercoledì 27 maggio è finalmente arrivato il piano ufficiale della Commissione europea per rispondere alla crisi economica avviata dalla pandemia di Covid-19. Lo avevamo chiamato Recovery Fund fino a poche ore prima, ora sappiamo anche il nome ufficiale: NextGenerationEu.

Prima di vedere cosa prevede il piano, è importante ricordare che sarà il Consiglio europeo del 19 giugno a decidere se approvare o meno la proposta. Non è ancora detta l'ultima parola dunque.

Cosa prevede NextGenerationEu

È un piano da 750 miliardi di euro:

* 500 miliardi di aiuti a fondo perduto (non dovranno cioè essere restituiti), vincolati solo a riforme e investimenti concordati con la Commissione; andranno ai paesi e ai settori dell'economia più colpiti dalla crisi;

* 250 miliardi di prestiti a lungo termine;

* il piano è agganciato al bilancio Ue 2021-2027 da 1100 miliardi (è il bilancio per l'Europa verde, digitale e resiliente).

 

 

LEGGI ANCHE:

Il diario della pandemia

Una nuova economia per l'Europa

Perché puntare su una ripresa ecologica, parola di medico

Diario della crisi

Uno Stato sociale più forte per uscire dalla crisi

Perché il vaccino contro il Covid-19 deve essere un bene di tutti

Le conseguenze della pandemia e del lockdown sulla salute mentale

Un compromesso fra Merkel-Macron e i "frugali"

Nella composizione del piano, illustrato da Ursula von der Leyen al Parlamento europeo, si intravede dunque il tentativo di conciliare le due spinte interne all'Europa, quella dei paesi "frugali" che vorrebbero che i soldi venissero trasferiti solo con la formula del prestito e quella chiesta da Merkel e Macron e fortemente voluta dal governo italiano, che insiste per aiuti sotto forma di sussidi.

La quota per l'Italia

All'Italia spetterebbero 172,7 miliardi; di cui 81,8 di trasferimenti (a fronte di un contributo al bilancio di 60 miliardi se non sarà raggiunta un'intesa sulle risorse proprie) e 90,9 di prestiti.

L'Italia è il maggior beneficiario, seguito dalla Spagna (77,3 di aiuti e 63,1 di prestiti).

Adesso al via la trattativa con i paesi membri; decide il Consiglio europeo del 19 giugno o, se non basta, il successivo di luglio. Poi un voto anche del Parlamento europeo.

Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, parla di "ottimo segnale" dall'Europa.

(Fonte: Il Corriere della Sera, Linkiesta, The Guardian)